Nuova oggettività. Inquietudini e speranze al tempo della Repubblica di Weimar

Georg Scholz (1890-1945) Contadini industriali/Industrial Peasants, 1920 Litografia/Lithograph, cm 39,4 x 48,3 Los Angeles County Museum of Art, purchased with funds provided by the Robert Gore Rifkind Center Foundation, Beverly Hills, CA, and the Modern Art Deaccession Fund © Georg Scholz, by SIAE 2015 – Photo © Museum Associates/LACMA

La mostra “Nuova oggettività. L’arte in Germania al tempo della Repubblica di Weimar 1919 – 1933”, inaugurata lo scorso 1° maggio presso il Museo Correr di Venezia, nasce con l’intento di ripercorrere la vicenda delle tendenze artistiche durante gli anni Venti del Novecento. Per la prima volta infatti, grazie alla collaborazione tra il Los Angeles County Museum e la Fondazione Musei Civici di Venezia, è possibile ammirare in Italia oltre centoquaranta opere tra dipinti, fotografie, disegni e incisioni di quarantatré artisti.

L’esposizione si compone di lavori appartenenti a figure di spicco del panorama artistico dell’epoca come Otto Dix, George Grosz, Christian Schad, Agust Sander e Max Beckmann, così come di autori meno noti al grande pubblico e ancora da scoprire come Hans Finsler, Georg Schrimpf, Heinrich Maria Davringhausen, Carl Grossberg e Aenne Biermann. L’allestimento, particolarmente convincente, riserva una particolare attenzione al confronto tra pittura e fotografia offrendo al contempo la piena accessibilità intellettuale della mostra grazie anche a un ottimo apparato didattico con approfondimenti sul contesto politico-sociale e culturale dell’epoca. Lo scenario in cui ci muoviamo è infatti quello relativo alla Repubblica di Weimar, durata quattordici anni, in cui gli artisti tedeschi si confrontano con le devastanti conseguenze della Prima Guerra Mondiale. Tramontata l’esperienza dell’espressionismo, si inizia a percepire il bisogno di un netto distacco con la visione precedente, così nascono originali esperienze culturali rivolte verso un nuovo realismo.

La consacrazione di questo movimento, detto anche postespressionismo, neonaturalismo, verismo o realismo magico, avviene nel 1925 con la mostra dal titolo Neue Sachlichkeit (Nuova Oggettività) che si tiene a Mannheim. Da subito appare evidente come queste personalità, che non condividono un manifesto programmatico, siano accomunate dallo scetticismo verso la società tedesca e le contraddizioni di quella situazione sociale causata dall’inevitabile modernità. Al contrario degli espressionisti, gli artisti della Nuova Oggettività guardano con disincanto e distacco alla situazione della nuova Germania, tralasciando gli aspetti di una soggettività esasperata in favore di un maggiore realismo, sobrietà e precisione, rivisitando anche generi della grande tradizione pittorica, come ad esempio il ritratto. Ed è proprio su questa nuova attitudine che la mostra viene suddivisa in cinque sezioni tematiche.

La prima sezione, dal titolo “La vita nella democrazia e le conseguenze della guerra”, mette in luce la disparità tra le vittime della Repubblica di Weimar e la borghesia. I soggetti prescelti dagli artisti come Max Beckmann, Otto Dix, George Grosz e August Sander, sono gli emarginati del dopoguerra e gli ambienti in cui si muovono: disoccupati, reduci sfigurati, prostitute e vittime di violenze, ritratti sullo sfondo di bordelli, angoli di strada e altri scenari pervasi da atmosfere sinistre. La rassegna prosegue poi con le sezioni “La città e la natura del paesaggio”, in cui si affrontano le tensioni causate dal processo di industrializzazione e “Natura morta e beni di consumo”, nella quale viene proposto un nuovo modo d’intendere il genere pittorico, con opere di artisti come Aenne Biermann e George Scholz. Chiudono il percorso espositivo “L’uomo e la macchina”, riservata ai progressi della tecnologia, e “Nuove identità”, in cui trovano ampio spazio le opere di Dix, Schad e Beckmann. La mostra si presenta dunque come un ricco campionario di visioni, suggestioni e intuizioni capaci di ricondurre lo spettatore all’interno di uno dei periodi più affascinanti e controversi della storia del Novecento alla scoperta di quelle speranze e delusioni che animavano questi straordinari artisti.

Nuova Oggettività. Arte in Germania al tempo della Repubblica di Weimar 1919 – 1933
Fino al 30 agosto 2015. Museo Correr, Piazza San Marco, Venezia.
Mostra organizzata dal Los Angeles County Museum of Art (LACMA)
In collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia
a cura di Stephanie Barron, con la collaborazione di Gabriella Belli, progetto allestimento Daniela Ferretti
www.nuovaoggettivitacorrer.it

Jeanne Mammen (1890-1976) Scacchista/Chess Player, 1929 – 1930 olio su tela/oil on canvas, cm 70 x 80,5 Berlinische Galerie, Landesmuseum für Moderne Kunst, Fotografie und Architektur, Berlin © Jeanne Mammen, by SIAE 2015.

Jeanne Mammen (1890-1976) Scacchista/Chess Player, 1929 – 1930 olio su tela/oil on canvas, cm 70 x 80,5 Berlinische Galerie, Landesmuseum für Moderne Kunst, Fotografie und Architektur, Berlin © Jeanne Mammen, by SIAE 2015.

Georg Scholz (1890-1945) Contadini industriali/Industrial Peasants, 1920 Litografia/Lithograph, cm 39,4 x 48,3 Los Angeles County Museum of Art, purchased with funds provided by the Robert Gore Rifkind Center Foundation, Beverly Hills, CA, and the Modern Art Deaccession Fund © Georg Scholz, by SIAE 2015 – Photo © Museum Associates/LACMA

Georg Scholz (1890-1945) Contadini industriali/Industrial Peasants, 1920 Litografia/Lithograph, cm 39,4 x 48,3 Los Angeles County Museum of Art, purchased with funds provided by the Robert Gore Rifkind Center Foundation, Beverly Hills, CA, and the Modern Art Deaccession Fund © Georg Scholz, by SIAE 2015 – Photo © Museum Associates/LACMA

Otto Dix (1891-1969) Ritratto dell’avvocato Hugo Simons/Portrait of the Lawyer Hugo Simons, 1925, olio e tempera su tavola/ Tempera and oil on plywood, cm 100,3 x 70,3 Montreal Museum of Fine Arts © Otto Dix, by SIAE 2015 – The Montreal Museum of Fine Arts

Otto Dix (1891-1969) Ritratto dell’avvocato Hugo Simons/Portrait of the Lawyer Hugo Simons, 1925, olio e tempera su tavola/ Tempera and oil on plywood, cm 100,3 x 70,3 Montreal Museum of Fine Arts © Otto Dix, by SIAE 2015 – The Montreal Museum of Fine Arts

Christian Schad (1894-1982) Autoritratto/Selfportrait, 1927 Olio su tavola/oil on wood, cm 76 x 61.5 Private Collection, Loan by Courtesy of Tate Gallery London © Bettina Schad, Archiv U. Nachlab & Christian Schad, by SIAE 2015

Christian Schad (1894-1982) Autoritratto/Selfportrait, 1927 Olio su tavola/oil on wood, cm 76 x 61.5 Private Collection, Loan by Courtesy of Tate Gallery London © Bettina Schad, Archiv U. Nachlab & Christian Schad, by SIAE 2015

 
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Davide Mariani

Dottorando in storia dell’arte contemporanea presso la Scuola di Dottorato in scienze dei sistemi culturali del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università degli Studi di Sassari. Parallelamente svolge l’attività di curatore indipendente attraverso la realizzazione di progetti espositivi in spazi pubblici e privati. I suoi interessi di ricerca sono principalmente la commistione tra le arti, in particolare gli sconfinamenti tra arte, moda e design, e la scultura italiana del XX secolo. Si è occupato inoltre di ceramica artistica e artigianato del Novecento.

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