Oltre. Le soglie dell’invisibile.

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OLTRE i limiti, OLTRE le definizioni, OLTRE i confini, spingendosi se possibile a superare barriere esteriori e interiori e arrivando all’inafferrabile, all’inaccessibile e all’indefinibile, che si sottrae al possesso e alla dominazione dell’uomo.

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Claudio Parmiggiani, Corona di spine, 2014 – filo spinato, nichel, oro, Ø 45 cm – Collezione privata – photo Studio Blu 2.0, Torino
 

La mostra Oltre. Le soglie dell’invisibile, organizzata da Fondazione Culturale San Fedele e Intesa Sanpaolo, in mostra fino al 28 giugno 2014 e a cura di Andrea Dall’Asta e Francesco Tedeschi, intende riflettere sulla dimensione del trascendente nell’arte, attraverso uno stretto dialogo fra opere contemporanee ed esempi di altre epoche e di altri linguaggi, grazie ad accostamenti tematici, mostrando la continuità di “valori”, culture e modalità espressive diverse. Le opere esposte propongono così una narrazione, tramite la quale interpretare contenuti di senso affini, attraverso linguaggi differenti. Se infatti l’arte antica ha sviluppato una continua reinterpretazione dei racconti biblici, l’arte contemporanea ha esplorato forme espressive fino a quel tempo inedite, come quelle legate all’astrazione e realizzate da Lucio Fontana, per esempio La fine di Dio (1963), esposta in mostra.

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Lucio Fontana, La fine di Dio, 1963 – olio, squarci, buchi, graffiti e lustrini su tela, 178 x 123 cm – Fondazione Lucio Fontana, Milano
 

Quarantadue le opere, provenienti dalla collezione Intesa Sanpaolo e altre italiane, da prestiti concessi agli artisti coinvolti, e cinque le sezioni in cui è stato suddiviso il percorso espositivo: “Aspirazioni di infinito” e “Tra terra e cielo”, presso Gallerie d’Italia – Piazza Scala, “Per grazia ricevuta” e “Nella luce divina” allestite alla Galleria San Fedele, concludendosi alla Chiesa San Fedele con l’opera Corona di spine di Claudio Parmiggiani, in cui l’artista si focalizza sul volto sofferente di Cristo e realizzata, partendo da una riflessione biblica e teologica, appositamente per la mostra, insieme ad Axis mundi, una scultura di Hidetoshi Nagasawa, che rappresenta il collegamento tra cielo, terra e inferi ed esposta nella seconda sezione.

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Mario Sironi, Composizione (Uomo con vanga), 1928
 

Filo conduttore delle opere in mostra dunque l’”oltre”, che si manifesta, nella prima sezione, nel desiderio di attraversare la pelle del reale, dischiudendosi alla dimensione dell’oltre e dell’infinito, nella seconda si focalizza sulla tematica del dialogo-passaggio dalla dimensione terrena a quella celeste, nella terza, viene esplicitata la volontà dell’uomo di chiedere aiuto a Dio di fronte ai drammi della vita, rivolgendosi a un “oltre” al quale chiedere aiuto e sostegno e nella quarta viene proposta una riflessione sulla luce, simbolo di trascendenza. Infine, il volto di Cristo realizzato da Parmiggiani e unico portavoce dell’ultima sezione ritrae il simbolo di martirio che si trasforma in metafora di gloria e l’”oltre” è qui segnato dal passaggio dalla morte alla vita.

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Eleonora Gargantini

Una Laurea Magistrale in Storia dell'Arte in tasca e la necessità di mettere nero su bianco la mia creatività mi hanno portata a scrivere su Juliet Art Magazine e su altre riviste on-line riguardanti il settore artistico. Amante degli aspetti semplici, ma non banali della vita, cerco il sublime in un cielo plumbeo prima di un temporale estivo, e non so resistere alla dolcezza di una crostata alla marmellata di mirtilli.

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