Omaggio a Piero Tosi. L’arte dei costumi di scena

veduta dell’allestimento della mostra “Omaggio a Piero Tosi”

Il taglio è la cosa fondamentale. Il taglio è l’architettura e un abito deve essere guardato come un palazzo. Piero Tosi

La mostra “Omaggio a Piero Tosi. L’arte dei costumi di scena dalla donazione Tirelli”, inaugurata lo scorso 1 ottobre nella Galleria del Costume del Palazzo Pitti a Firenze, arriva in occasione del conferimento a Tosi del premio Oscar onorario alla carriera, l’ultimo di una grandissima lista di riconoscimenti tra cui nove Nastri d’argento, due David di Donatello, due BAFTA Awards, cinque nominations all’Oscar e il President’s Award della Costume Designers Guild.

La mostra propone, nella sontuosa sala da ballo del museo, una quindicina di abiti da scena tratti da celebri film che hanno contribuito a segnare l’immaginario collettivo tra il 1969 e il 1983. Il nucleo centrale dell’esposizione, che si deve alla ricca donazione fatta nel 1986 da Umberto Tirelli alla Galleria del Costume, si caratterizza sia per la grande importanza storica sia per l’indiscusso fascino che questi costumi sono capaci di evocare, così come riporta la motivazione che è valsa a Tosi l’ambita statuetta dorata, ovvero «l’incomparabile capacità di superare il tempo e far rivivere tramite i suoi costumi l’arte nei film». Piero Tosi, classe 1927, è stato tra i principali rinnovatori della concezione del costume, ridefinendolo non più come una semplice aggiunta ma piuttosto come una componente fondamentale del personaggio. Il Maestro ha lavorato per anni come costumista teatrale per poi affermarsi soprattutto nel cinema a fianco di grandi registi che hanno contribuito a fare la storia del cinema italiano, come Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Federico Fellini, Franco Zeffirelli e Pier Paolo Pasolini.

Esordisce come responsabile dei costumi per il film “Bellissima” (1951), con Anna Magnani nel ruolo di protagonista, in cui traspare chiara la ricerca sugli abiti di uso quotidiano e la fedeltà nella loro resa formale, elemento che ben presto diventerà la sua cifra stilistica per i film di ambientazione contemporanea. Negli stessi anni collabora con Marcel Escoffier per i costumi ottocenteschi di “Senso” (1954) e per quelli contemporanei di “Le notti bianche” (1957) e “Rocco e i suoi fratelli” (1960).  Tra i capolavori del genere storico occupa un posto di assoluto rilievo “Il Gattopardo” (1963), che rappresenta uno dei vertici della produzione di Tosi soprattutto per quanto riguarda l’accuratezza nella ricostruzione degli abiti (basti pensare a quello indossato da Angelica, interpretata da Claudia Cardianale, nella scena del ballo finale). Durante la sua carriera, Tosi si è avvalso di sartorie teatrali di grande prestigio, come quella di Umberto Tirelli, con la quale collabora ancora oggi nonostante la scomparsa di quest’ultimo.

Tra i costumi di scena presenti in mostra, risultano di grande impatto visivo quello di Medea, tratto dall’omonimo film del 1969 con la regia di Pier Paolo Pasolini e interpreto da Maria Callas, così come quello di Elisabetta (Sissi), dal film “Ludwig” (1973) con Romy Schneider, e quello di Giuliana Hermil, dal film “L’innocente” (1976) interpretato da Laura Antonelli; questi ultimi due sono frutto del sodalizio con Luchino Visconti, che diede vita a  veri e propri capolavori fondati su un rigore filologico perfetto, «al quale sono complementari – come spiega la Direttrice della Galleria del Costume, Caterina Chiarelli –, e svelano la complessità di espressione del Maestro, l’inventiva e la creatività sprigionata dai personaggi». La mostra, dunque, non solo rappresenta l’estro e lo straordinario talento di Piero Tosi ma consente, inoltre, d’intraprendere un viaggio nell’immaginario delle pellicole di culto firmate dai più grandi registi italiani del Novecento.

Omaggio a Piero Tosi. L’arte dei costumi di scena dalla donazione Tirelli
A cura di Caterina Chiarelli
Fino all’11 gennaio 2015
Palazzo Pitti, Galleria del Costume, Sala da ballo, Firenze

veduta dell’allestimento della mostra “Omaggio a Piero Tosi”

Veduta dell’allestimento della mostra “Omaggio a Piero Tosi”

Medea Film: Medea Regia: Pier Paolo Pasolini 1969 Interprete: Maria Callas

Medea. Film: Medea. Regia: Pier Paolo Pasolini 1969. Interprete: Maria Callas

Soldato della Colchide Film: Medea Regia: Pier Paolo Pasolini 1969 Interprete: Un figurante

Soldato della Colchide. Film: Medea. Regia: Pier Paolo Pasolini 1969. Interprete: Un figurante 

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Davide Mariani

Dottorando in storia dell’arte contemporanea presso la Scuola di Dottorato in scienze dei sistemi culturali del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università degli Studi di Sassari. Parallelamente svolge l’attività di curatore indipendente attraverso la realizzazione di progetti espositivi in spazi pubblici e privati. I suoi interessi di ricerca sono principalmente la commistione tra le arti, in particolare gli sconfinamenti tra arte, moda e design, e la scultura italiana del XX secolo. Si è occupato inoltre di ceramica artistica e artigianato del Novecento.

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