Oraculum

Igor Imhoff, Small white dots, 2011, 8'14''

Il 30 marzo C.A.R.M.A., Centro d’Arti e Ricerche Multimediali Applicate di Roma e Site Specific, realtà  indipendente che promuove la ricerca delle arti contemporanee, presenterà in una delle sale interne della Chiesa di S. Maria della Consolazione di Scicli, nel ragusano: ORACULUM.
ORACULUM è un archivio di video arte, una video-installazione permanente e in divenire, ideata da Lino Strangis e Sasha Vinci, rispettivamente artisti e direttori artistici dei due centri di ricerca.

Igor Imhoff, Small white dots, 2011, 8'14''

Igor Imhoff, Small white dots, 2011, 8’14”
 

Ci presentate il vostro progetto: com’è nato, cosa rappresenta e come intende svilupparsi?
L’idea nasce dalla volontà, dal desiderio di creare un sodalizio, una collaborazione continuativa fra le nostre realtà C.A.R.M.A e SITE SPECIFIC. ORACULUM è concepito come un’opera, una video-installazione in divenire che ha come cuore pulsante un archivio di video arte internazionale che si amplierà nel tempo con l’inserimento di nuovi artisti, visitabile in ogni momento e fruibile in diverse modalità; un antico oracolo, perennemente presente e sempre differente. ORACULUM intende essere anche un generatore di eventi e una piattaforma per dibattiti teorici e approfondimenti storico-critici.

Guglielmo Emmolo, Caos phaos 2, 2013, 4'32''

Guglielmo Emmolo, Caos phaos 2, 2013, 4’32”
 

Le opere, i video che sostanziano l’archivio e compongono un’installazione destinata a crescere, sono scelte dal team curatoriale di C.A.R.M.A. (“Le Momo Electronique”) e da quello di Site Specific. Quali orientamenti hanno le vostre scelte, quali criteri guidano la selezione?
Lino: Per quanto riguarda C.A.R.M.A. abbiamo sempre cercato di valorizzare in particolare alcune specifiche tendenze nel campo della produzione video artistica e di media art in genere, in molti casi esponendo le opere di alcuni dei maggiori artisti storici italiani e internazionali ma concentrandoci sempre soprattutto sul panorama attuale. Si tratta delle opere che a nostro avviso sono riuscite a trovare originali soluzioni formali e di produzione di senso (o non senso) a partire dalla sperimentazione degli strumenti mediali. Tendiamo a privilegiare le opere in cui le tecnologie audiovisive non sono usate come mezzo di registrazione di un processo (performativo o di fiction) il cui valore artistico risiede altrove (nell’atto performativo o nel testo letterario ecc), ma quelle che cercano soluzioni originali trovate nelle particolari potenzialità linguistiche degli strumenti in questione.
Sasha: Il lavoro di ricerca che svolgo per SITE SPECIFIC non segue un orientamento definito, ma si sviluppa e si proietta verso attività diversificate, trova interesse in diverse formule espressive. All’interno di SITE SPECIFIC è sempre attivo un meccanismo di confronto senza il quale non sarebbe possibile crescere professionalmente. È così che prende forma una realtà dinamica che necessita di creare sempre nuovi dialoghi e vive collaborazioni. Per l’opera-progetto ORACULUM a differenza degli amici di C.A.R.M.A., che si concentrano spesso su visioni e immagini in puro digitale, noi di Site SPECIFIC seguiamo con grande interesse gli artisti che utilizzano il video come strumento di espressione di un’azione performativa. Le differenti scelte e i diversi orientamenti di stile fra le nostre realtà, all’interno di ORACULUM si completano e rafforzano a vicenda, dando vita a un archivio che assimila la video arte in tutti i suoi aspetti espressivi.

Miao Xiaochun, Disillusion, 2009-2010, 10'09''

Miao Xiaochun, Disillusion, 2009-2010, 10’09”
 

Ho trovato interessante il fatto che abbiate pensato alla vostra opera come fosse un oracolo contemporaneo e, curioso, il fatto d’inserirlo nel contesto suggestivo di una chiesa che esercita ancora le sue funzioni religiose. E’ una scelta significativa. Ce ne parlate?
ORACULUM si presenta a Scicli all’interno dei suggestivi spazi della chiesa consacrata di Santa Maria della Consolazione, rinominata “SITE CHURCH” dal collettivo di SITE SPECIFIC. Attraverso la realizzazione di ORACULUM intendiamo dar vita a un’opera che possa essere punto di contatto fra la memoria del passato e l’epoca contemporanea, uno spazio in cui il fascino dell’architettura monumentale barocca incontra le sorprendenti visioni digitali. Nelle culture antiche l’oracolo e i luoghi a esso legati erano motivo di pellegrinaggi alla ricerca di una conoscenza oltre-mondana e “ulteriore”… Oggi non esiste più un luogo del genere e abbiamo pensato che la video arte – un linguaggio artistico che rappresenta pienamente il nostro tempo – abbia le caratteristiche per proporsi in questo senso. Così ORACULUM diventa un luogo stabile da raggiungere, una meta in cui sostare in una società in cui si assiste alla decadenza dei valori e alla perdita di punti di riferimento. Riteniamo che sia un evento unico nel suo genere vedere quest’opera nascere e svilupparsi all’interno degli spazi sacri di una chiesa, un nuovo modo per attivare un processo di crescita collettiva.

), 2012, 4'27''

 Arash Radpour, La creazione (L’eternità), 2012, 4’27”
 

In effetti, parlando di oracoli e pronunciamenti profetici, Nam June Paik (considerato padre della video arte)  aveva profetizzato la videocrazia contemporanea e anticipato il fenomeno Youtube. ORACULUM vuole dispensarci visioni e anche previsioni?
Un’apparizione (audiovisiva) allegorica è per sua stessa natura una “visione”, un manifestarsi, ai sensi e alla mente, di un fenomeno che ci spinge a riconsiderare l’essenza stessa della verità e per tanto si riferisce a un tempo proiettato in tutte le sue estensioni, continuamente mutevole; queste “visioni” possono essere contemporaneamente interpretazioni del passato, del presente e del futuro… Ovviamente la questione andrebbe “ri-sondata” di caso in caso cioè nello specifico delle diverse apparizioni allegoriche che vivranno dentro ORACULUM. 

Nhieu Do, Dimensionalization, 2009, 6'31''

Nhieu Do, Dimensionalization, 2009, 6’31”
 

Lino e Sasha, siete artisti e direttori artistici dei vostri centri di ricerca, e una duplicità di ruolo sempre più frequente nell’ambito delle realtà indipendenti italiane e internazionali. Come affrontate la concomitanza dei vostri ruoli?
Lino: Per quanto mi riguarda faccio continuamente i conti con una certa “schizofrenia” di base che mi permette, non senza qualche “stress”, d’interpretare entrambi i ruoli senza che l’uno infici la libertà e la coerenza dell’altro pur influenzandosi continuamente a vicenda… Non è sempre facilissimo e bisogna auto-esaminarsi continuamente, ma si può fare e sono certo che un artista possa svolgere il ruolo di direzione nel migliore dei modi e disporre di un mix di conoscenze difficile da eguagliare.
Sasha: Nel 2008 ho scelto di tornare, di vivere e creare in Sicilia, precisamente a Scicli, la mia città natale, un luogo straordinario in cui ho “ritrovato” una forza, una libertà che inaspettatamente alimentava le mie visioni, il mio agire nell’arte. Una terra che si sta riappropriando delle sue identità, ristabilendo quel meccanismo che genera l’evoluzione culturale. Per esigenza e necessità in quegli anni ho iniziato a ricoprire un doppio ruolo: al fianco della capacità creativa, cresceva e si sviluppava un “alter ego”, una figura simbiotica, quella del direttore artistico. Inizialmente osservavo in modo critico e scettico questa nuova possibilità. Oggi invece, sono cosciente che i due ruoli che mi caratterizzano non solo possono convivere, ma si completano e perfezionano reciprocamente verso un nuovo percorso di conoscenza.

Informazioni
ORACOLUM Opening 30 marzo h. 18:30
Chiesa di Santa Maria della Consolazione, SCICLI (RG)
Progetto a cura di : C.A.R.M. A. e SITE SPECIFIC 

Gloria Occhipinti

The following two tabs change content below.
Juliet Art Magazine is a contemporary art magazine

Ultimi post di julietartmagazine (vedi tutti)

Rispondi