Pablo da Parigi con inediti

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250 capolavori del Museo Picasso di Parigi – dipinti, sculture e fotografie molti dei quali mai usciti dalle sale – ripercorrono le fasi fondamentali della multi-sfaccettata creatività di Pablo Picasso mostrando al pubblico italiano i vari mezzi espressivi e mediatici con cui l’artista si cimentò nel corso della sua lunga carriera.Fino al 6 gennaio 2013 le sale di Palazzo Reale a Milano ospitano la grande antologica dedicata all’ineguagliabile genio dell’artista spagnolo. La mostra, pensata dalla curatrice Anne Baldassari, propone al pubblico le opere più amate dall’artista, “quelle che costituiscono la trama di una singolare autobiografia, di un diario per immagini che intreccia storia ufficiale e storia privata, che ci consente di entrare nella globalità del suo percorso creativo, cogliendone la logica interiore, offrendoci una visione inedita e illuminante del suo evolversi nel tempo”.
Il percorso espositivo prende avvio da una sezione (curata da Francesco Poli) che documenta la prima antologica dell’artista a Milano, svoltasi nel 1953 proprio nel museo affacciato su Piazza Duomo, con una serie di atti, carteggi originali e immagini fotografiche. In quell’occasione, la monumentale e drammatica Guernica fu esposta nella Sala delle Cariatidi, devastata dalle bombe dieci anni prima, a distanza di 59 anni al suo posto è stato posizionato un grande schermo sul quale sono proiettate, a grandezza naturale, le varie fasi di produzione del quadro monumentale.

Tra i capolavori esposti, La Celestina (1904) realizzata nel cosiddetto Periodo Blu, Due donne che corrono sulla spiaggia (1922) nel Periodo Classico, il Ritratto di Dora Maar (1937) nel quale le linee cubiste sono definitivamente abbandonate per la sinuosità delle forme e per il colore, scelta che lo avvicina alla corrente Surrealista, Massacro in Corea (1951) attraverso cui si impegna politicamente a favore dei repubblicani spagnoli, fino alle ultime opere degli anni ’50 e ’60, anni che costituiscono per Picasso il tempo dei bilanci.
Estremamente affascinanti, poi, risultano le sculture disseminate qua e là e che sembrano fondersi con le sue pitture, diventandone completamento. La Capra (1950), per esempio, realizzata con un cestino, foglie di palma, ceramica, legno, metallo e stucco e che dire ancora di Testa di donna che nasce da uno scolapasta (1929-30) o di Testa di toro (1942), modellata nel bronzo con la forma di una sella e di un manubrio di una bicicletta.
Un percorso unico, e dalla completezza straordinaria, alla scoperta di uno dei più grandi Maestri del Novecento. Imperdibile.

Picasso, Capolavori dal Museo Nazionale Picasso di Parigi
Milano, Palazzo Reale, 20 settembre 2012 – 6 gennaio 2013

Pablo Picasso

Sala delle Cariatidi con i visitatori alla mostra di Picasso a Milano, scattata nel 1953

Pablo Picasso, Massacre en coree, 1951, oil on playwood

Pablo Picasso, Tetè de femme, 1929-30, iron, sheet metal, springs and strainers painted

 

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Classe 1986, Francesca risiede e lavora a Piacenza. Dopo essersi laureata al Dams di Bologna in Storia dell'Arte, si è diplomata in Comunicazione e Organizzazione per l'Arte Contemporanea all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Collabora attualmente con l'artista piacentina Claudia Losi e scrive per alcune riviste d'arte online e giornali piacentini.

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