Padiglione dell’Azerbaijan. Gli artisti al di là della linea

Fazil Najafov, Echo of Epoch, 1979, bronze, Artist's collection

A painter is someone who can foresee the future. A painter ranks art, his creative activity, higher than life itself. Javad Mirjavadov.

Nella seconda partecipazione alla Biennale di Venezia, la Repubblica dell’Azerbaijan con l’esposizione Beyond the Line, supportata dalla Heyar Aliyev Foundation, dà respiro agli artisti azeri della metà del XX secolo che furono messi a dura prova dalle rigide regole del regime sovietico per i loro lavori innovativi.Beyond the line, artisti al di là della linea, al di là del conformismo, ignorati ed esclusi dalle strutture che regolavano l’arte ufficiale, ridotti al silenzio e all’impossibilità di dialogare con il mondo esterno, ma che tuttavia hanno continuato a ideare e creare opere di notevole valore, ricche di connotazioni e forti riflessioni. Dalla fine degli anni Cinquanta alla fine degli anni Ottanta, l’arte azera a causa del suo isolamento, sviluppa uno stile fortemente legato alle tradizioni locali e al contesto del socialismo reale. L’onda artistica non si ferma, ma al contrario dà vita a uno slancio innovativo e rivoluzionario per il proprio ambiente culturale. Ed esattamente in quella che sarà ricordata come la Biennale di Venezia più politicamente orientata del nuovo millennio, l’Azerbaijan attraverso questa retrospettiva esprime coraggiosamente il desiderio di rendere consapevole il pubblico internazionale del suo processo di costruzione nel sistema dell’arte.

La mostra si apre con l’istallazione scultorea di Huseyn Hagverdi, scura e oppressiva, disseminata da buchi, squarci e spazi vuoti. L’artista utilizza la smerigliatrice come un vero e proprio pennello, fino a creare dei totem che sembrano catapultare lo spettatore nell’epoca soffocante e vessatoria del piccolo Stato asiatico. Al piano superiore, le tele suggestive del fondatore dell’avanguardia azera Javad Mirjavadov, figure mistiche e allegoriche in ferventi sfumature di colori forti e fiammeggianti che ricordano gli accostamenti tipici dei tappeti caucasici, avvolte da un’atmosfera quasi irreale. Il realismo socialista, con Tofik Javadov, viene sperimentato e manipolato per creare un linguaggio visivo diverso, fatto di vivide e nette pennellate, in cui i lavoratori non sono idealizzati, ma al contrario esprimono stanchezza e fatica, assieme all’onestà e all’umanità del lavoro fisico.

I ritratti di Ashraf Murad, geometrici e talvolta grotteschi, e ancora i temi universali come amore e odio, vita e morte nelle tele mostruose e picassiane di Rasim Babayev che ricalcano la terra nativa in un groviglio d’immagini del folklore azero. La magnificenza espressiva delle sculture di Fazil Najafov, vibra nell’aria delle sale di Palazzo Lezze in una luce fioca che sfiora le superfici dei soggetti, ora in pietra ora in bronzo. La mostra si conclude con la proiezione del film Stepping over the horizon, diretto da Shamil Najafzada che attraverso le memorie dell’autrice e critica Sarah Oghuz Nazirova ci porta dentro l’arte di questi artisti e le loro opere finora condannate all’ostracismo e ignorate, prima di essere presentate con orgoglio sulla scena internazionale. Dalle fredde pendici del Grande Caucaso, l’Azerbaijan esibisce a Venezia lo spirito tenace dei suoi artisti non conformisti, coinvolgendo lo spettatore in un’intensa partecipazione emotiva, cercando di fargli comprendere la forza interiore di un popolo che ha continuamente lottato per mantenere uno stralcio d’individualità e di libertà.

Ilaria Peretti

Javad Mirjavadov, Firemen, 1976, oil on canvas, Collection of QGallery, Baku, Azerbaijan

Javad Mirjavadov, Firemen, 1976, oil on canvas, Collection of QGallery, Baku, Azerbaijan

Rasim Babayev, Love, 1982, oil on canvas, Artist's collection

Rasim Babayev, Love, 1982, oil on canvas, Artist’s collection

Tofik Javadov, Oil Workers, 1958-1959, oil on canvas, Collection of Azerbaijan National Museum of Art, Baku, Azerbaijan

Tofik Javadov, Oil Workers, 1958-1959, oil on canvas, Collection of Azerbaijan National Museum of Art, Baku, Azerbaijan

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