PARADOXA: l’arte contemporanea cinese tra luce e oscurità

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La rassegna d’arte PARADOXA ritorna nel capoluogo friulano con il secondo capitolo del progetto triennale inaugurato lo scorso anno e nato dalla volontà di indagare e avvicinare il pubblico alle nuove forme dell’arte contemporanea estremo-orientale. Inaugurata lo scorso 22 aprile e prodotta dal Comune di Udine – Civici Musei in collaborazione con l’ERPaC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale, la mostra “Paradoxa: Arte dalla Cina attuale” sarà visibile negli spazi di Casa Cavazzini, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine, fino al 27 agosto 2017.

Dopo il successo della prima edizione incentrata sul Giappone, il paese protagonista dell’esposizione 2017 è la Cina, la cui affascinante storia millenaria e le numerose contraddizioni dell’epoca moderna, la rendono un paese con un fortissimo impulso artistico. Ne è ben consapevole Denis Viva, già curatore del primo capitolo di Paradoxa, che per questa edizione ha selezionato le opere di tre artisti cinesi il cui lavoro è riconosciuto a livello internazionale: Cheng Ran, Xie Nanxing e Chen Wei.

Partendo dal concetto generale di paradosso, inteso in chiave artistica come potente stimolo di riflessione e cambiamento, le opere di questi artisti indagano il tema dell’oscurità, da sempre presente nella tradizione filosofica e religiosa cinese, attraverso l’uso di media diversi come la pittura, la fotografia e la video-art. Complice l’accurato allestimento semi-oscuro realizzato dall’artista pordenonese Ludovico Bomben, varcata la soglia di casa Cavazzini, si viene trasportati in uno spazio intimista, caratterizzato da un black-out sensoriale a cui ci si abitua passo dopo passo e dove le opere esposte divengono tappe luminose da seguire e da cui essere attratti.

La prima opera che si incontra è Light Source di Cheng Ran (1981), un’installazione video del 2005 in cui il binomio luce-oscurità è rappresentato da una porta socchiusa attraverso la quale filtrano sprazzi di luce e frammenti di una scena da cui rimaniamo inevitabilmente esclusi, con la voglia non soddisfatta di sapere cosa succede oltre la soglia. Ed è qui che emerge la potenza espressiva del lavoro di Cheng Ran: abbandonate le chiavi di lettura tradizionali, è in grado di portare l’osservatore a sviluppare una fascinazione quasi onirica che lascia libero spazio all’interpretazione personale. La continua sperimentazione e ricerca dell’artista emerge con forza nella sua seconda opera in mostra, intitolata Rock Dove, in cui la citazione al capolavoro Birds di Hitchcock è particolarmente esplicita e ci fa capire quanto l’influenza dei maestri occidentali siano presenti nel suo lavoro. Il video mostra infatti uno stormo di piccioni all’interno di un contesto industriale, dove l’improvviso bagliore della fredda luce al neon provoca il loro volo frenetico e, quindi, il caos; l’iniziale situazione di stasi viene poi ristabilita soltanto all’abituarsi da parte dei volatili al nuovo stimolo sensoriale.

Il mezzo espressivo prediletto da Xie Nanxing, classe 1970 è invece la pittura, a cui arriva attraverso vari passaggi che possono comprendere diversi media, come la fotografia e il video. Le tele infatti, sono il prodotto finale della sua ricerca, culmine di un viaggio che dell’astrazione dell’idea nella mente dell’artista arriva agli occhi dello spettatore. Quattro le sue opere in mostra, di grandi e medie dimensioni, accomunate dall’indecifrabilità delle scene proposte, in cui l’alternanza di spazi pieni e vuoti tipici della tradizione pittorica orientale riconducono al binomio buio-luce del tema principale della mostra. Quest’ultimo aspetto è particolarmente evidente nelle opere The First Round with a Whip no. 3 (2008), in cui i toni chiari di alcune pennellate fanno emergere dal fondo della tela delle sagome che restano tuttavia indecifrabili, e in Untitled (2006), dove una luce che ricorda quella a raggi infrarossi fa delinea i contorni di un giardino avvolto nella notte.

Le fotografie di Chen Wei (1980), infine, ci portano in una dimensione pervasa da una leggera angoscia, quasi fossero ambientate in un periodo post-apocalittico in cui gli oggetti coscientemente abbandonati creano delle moderne nature morte, come in Lost Things del 2009, in cui alcuni oggetti del quotidiano vengono “congelati” da un fascio luminoso che li estrapola dal loro contesto naturale. In Today is Unsuitable for Shooting (2013), invece, la luce è quella fioca di un lampione immerso in un mare di nebbia, attraverso il quale il sistema di telecamere che gli ruota attorno non può scorgere nulla. Di stampo più surreale fanno parte le tre fotografie Balls, Dance Hall (Blueness) e Golden, realizzate nel 2013: qui l’artista immortala alcune discoteche notturne, normalmente molto frequentate, immortalandole prive della presenza umana, in un tempo sospeso tra presente e futuro, e in cui la luce crea una sensazione di perenne alienazione.

“Paradoxa. Arte dalla Cina attuale” è una mostra curiosa e stimolante, fatta di contrasti che inducono a una fruizione attiva da parte di chi osserva, e che conferma ancora una volta la grande attenzione che i Civici Musei e la città di Udine dedicano alla diffusione della cultura e dell’arte contemporanea.

PARADOXA. Arte dalla Cina Attuale
22 aprile – 27 agosto, 2017
Casa Cavazzini, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Udine

CHENG RAN, 'Rock Dove',2009, Video

Cheng Ran, ‘Rock Dove’, 2009, Single channel HD video

Xie Nanxing, ‘Postcard no.8’, 2015, Oil on canvas

Xie Nanxing, ‘The First Round with a Whip no.3, 2008, Oli on canvas

Chen Wei, 'The Augur's Game no.8', 2007IMG_3749 (1)

Chen Wei, ‘The Augur’s Game, no.8’, 2007, Photography, Archival inkjet print

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Magalì Cappellaro

Da sempre appassionata di arte contemporanea e design, si diploma presso il Liceo Artistico Giovanni Sello di Udine e successivamente ottiene la laurea in Tecnologie per la Conservazione e il Restauro presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Particolarmente interessata allo sviluppo delle realtà non-profit in ambito artistico, collabora da anni con varie associazioni culturali di Udine, dove vive e lavora.

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