PARADOXA: l’arte contemporanea giapponese in mostra

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Quando pensiamo all’attuale scena artistica giapponese i nomi che ci balzano in mente appartengono a maestri dal successo internazionale come Hiroshi Sugimoto, Takashi Murakami o Yayoi Kusama; esiste tuttavia un ricco substrato di artisti contemporanei ancora da sondare per capire quali saranno le novità e le influenze della nuova generazione dell’arte nipponica.

La mostra PARADOXA, organizzata dal Comune di Udine – Civici Musei e visibile fino al 28 agosto 2016, si propone come un’attenta ricognizione nell’arte contemporanea del Sol Levante grazie al coinvolgimento di cinque dei suoi esponenti più promettenti, molti dei quali alla prima esperienza italiana: Tatzu Nishi, Manya Kato, Takahiro Iwasaki, Taro Izumi e Yuuki Matsumura.

Le opere, tutte realizzate appositamente per la kermesse udinese, sono collocate nelle sale del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Casa Cavazzini, ma non solo: l’esposizione infatti coinvolge anche il tessuto cittadino, nello specifico Piazza Libertà, che accoglie il primo site specific italiano di Nishi, artista monumentale che per l’occasione ha assunto lo pseudonimo di Taturo Atzu e il cui lavoro consiste nel trasformare l’identità pubblica e visiva delle città creando spazi appartenenti alla sfera più intima e privata di ognuno di noi. Per Paradoxa, Nishi ha realizzato uno spazio abitativo posto in cima alla colonna che accoglie la seicentesca statua della Giustizia, inglobandola all’interno dell’installazione e trasportandola in questo modo in un’inedita dimensione casalinga; tutto ciò permette sia una diversa fruizione della statua stessa, osservabile per la prima volta da vicino, sia il ribaltamento del concetto di opera pubblica in qualcosa di paradossalmente privato.

Ed è proprio il paradosso, inteso come potente stimolo per la riflessione e il cambiamento, il cardine su cui ruota la mostra: attraverso la manipolazione di oggetti di uso comune gli artisti spingono il visitatore a interrogarsi su ciò che incrocia ogni giorno nel quotidiano e che spesso dà per scontato, innescando un processo di conoscenza a partire dall’errore. Così ad esempio, l’artista Manya Kato gioca con le nostre percezioni inclinando una superficie d’appoggio e ponendoci sopra una livella a bolla perfettamente bilanciata o ci fa riflettere sul rapporto nozione-memoria riempiendo di post-it un tomo fino a dilatarne il volume e scompaginarlo.

Takahiro Iwasaki propone invece un’attenta riflessione sul paesaggio e sulle strutture che l’uomo posiziona al suo interno invertendone i rapporti spaziali, come nell’opera ‘Out of disorder (Wheel)’, dove un telescopio puntato verso un piccolo cornicione all’interno del Museo, mostra l’immagine di una ruota panoramica realizzata interamente con capelli e ispirata al modello presente nel luna park temporaneo di Piazza 1° Maggio. La distorsione prospettica e la negazione della funzione primaria sono gli elementi che legano gli oggetti protagonisti delle opere di Yuuki Matsumura: un grande scivolo giallo è stato deformato dall’artista in modo che la scaletta, generalmente usata per salire, diventi il piano su cui scivolare e viceversa. Allo stesso modo, dei pacchetti di sigarette, che la nostra mente registra immediatamente come dei parallelepipedi rettangolari, sono stati piegati e resi irregolari a partire da fotografie originali creando così un cortocircuito nel processo di riconoscimento.

Infine, Taro Izumi, che opera destrutturando oggetti di uso comune, con la sua ‘Tickled in a dream (maybe)’ ci disorienta proponendo una “scultura in negativo” partendo dall’immagine fotografica di una acrobazia calcistica e costruendo con materiali di recupero una struttura in grado di sorreggere il peso di una persona nella stessa impossibile posa dello sportivo. L’effetto creato è quello di un’istantanea soggetta però al flusso del tempo, in cui la staticità reale dell’immagine fotografica si confronta con una volutamente artificiosa.

Inserita tra gli eventi che celebrano il 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, e prima tappa di un progetto triennale sulle attuali forme dell’arte orientale, Paradoxa è una mostra coraggiosa in grado di sorprendere e destabilizzare, che fornisce al pubblico gli strumenti per un’esperienza estetica del tutto nuova.

PARADOXA – Arte giapponese oggi
17 aprile – 28 agosto 2016
Museo di Casa Cavazzini e Piazza Libertà, Udine
info: www.casacavazzini.it

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Yuuki Matsumura, Made in 1957 #1, 2015. Plastica, vernice, polvere metallica, 30x30x30 cm

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Manya Kato, Marking addiction #2libro, post it, 30x20x12 cm

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Takahiro Iwasaki, Out of disorder (Coney Island), 2012, teli da mare

LR di 5

Takahiro Iwasaki, Out of disorder (Cosmo World), 2011, capelli e fibre

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Magalì Cappellaro

Da sempre appassionata di arte contemporanea e design, si diploma presso il Liceo Artistico Giovanni Sello di Udine e successivamente ottiene la laurea in Tecnologie per la Conservazione e il Restauro presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Particolarmente interessata allo sviluppo delle realtà non-profit in ambito artistico, collabora da anni con varie associazioni culturali di Udine, dove vive e lavora.

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