Piero della Francesca e il trionfo della cultura figurativa

mostra piero della francesca Lo sportello, Albrecht Durer, 1525

L’equilibrata essenzialità delle opere di Piero della Francesca è nascosta non solo tra le pennellate dei suoi capolavori artistici, ma anche tra le righe dei suoi trattati scientifici. Ed è proprio a questo duplice talento di umanista e scienziato che Palazzo Magnani di Reggio Emilia ha deciso di dedicare la mostra “Piero della Francesca. Il disegno tra arte e scienza”, in cui il celebre maestro di San Sepolcro viene presentato nel suo doppio ruolo di disegnatore e matematico, riunendo per la prima volta in cinquecento anni l’intero corpus grafico da lui prodotto.

Del Piero scienziato e teorico, molto considerato da tutti i pittori prospettici della sua epoca, viene illustrata la risonanza nella cultura figurativa attraverso un percorso ad hoc, che da sala in sala affronta argomenti che spaziano dai principi geometrici alle figure piane, dai corpi geometrici presenti nell’architettura alla figura umana. Questa scelta espositiva deriva dal celebre trattato De Prospectiva pingendi, un raffinato codice grafico e descrittivo delle regole del disegno prospettico, a cui è stata riconosciuta una tale risonanza da definirlo come uno dei pilastri della nuova scienza e del moderno disegno tecnico. L’eccezionalità di questa mostra, che straordinariamente mette a disposizione dei visitatori i sette esemplari, tra latini e volgari, del De Prospectiva Pingenti, conservati a Reggio Emilia, Parma, Milano, Londra, Parigi e Bordeaux, i due codici dell’Abaco, a Firenze, il Libellus de quinque corporibus regularibus, a Città del Vaticano e Archimede a Firenze, non si esaurisce con l’intero corpus di Piero della Francesca, ma si pone come un affascinante viaggio tra le eccellenze del Rinascimento, culla di artisti di acuta sensibilità e periodo storico culturalmente rivoluzionario. Insieme ai capolavori del maestro di San Sepolcro, sono esposte infatti le meravigliose opere di artisti di fama internazionale come Domenico Ghirlandaio e Giovanni Bellini, Michelangelo e Albrecht Dürer, Lorenzo Ghiberti e Baldassare Peruzzi.

Per facilitare la comprensione delle opere, ogni sezione didattica è stata munita di un monitor che mostra l’animazione di una doppia pagina del trattato e di alcuni interessanti modelli tridimensionali o a fil di ferro, realizzati dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, che riproducono l’oggetto illustrato e spiegato nella doppia pagina; i disegni del trattato sono perciò trasformati in modelli tridimensionali per illustrare nel modo migliore la logica interna alle costruzioni geometriche. Questa rassegna, commentata nell’audioguida dal presidente del comitato scientifico e matematico italiano Piergiorgio Odifreddi, conduce il visitatore in un percorso che al suo interno custodisce più di cento opere tra dipinti, disegni, manoscritti, incisioni, opere a stampa e tarsie, quasi come le sale di Palazzo Magnani si trasformassero in pagine di una lunga storia tutta da sfogliare.

La mostra infatti è concepita come una sorta di “macchina didattica” che consente d’immergersi nell’arte e nella mente di un artista che ha saputo superare le spesse barriere che talvolta separano il mondo dell’arte da quello della scienza. Il linguaggio espressivo di questa mostra, indubbiamente avvolgente, riapre dunque la questione della delicata dicotomia tra arte e scienza, proponendo un esempio di sana contaminazione, come si evince ripensando al fermento culturale del Rinascimento.

mostra piero della francesca La città ideale, Piero Della Francesca, 1480 - 1490

Mostra Piero della Francesca, La città ideale, Piero Della Francesca, 1480 – 1490

mostra piero della francesca Lo sportello, Albrecht Durer, 1525

Mostra Piero della Francesca, Lo sportello, Albrecht Durer, 1525

Mostra Piero della Francesca Reggio-Emilia,2015,palazzo magnani

Mostra Piero della Francesca Reggio-Emilia, 2015, Palazzo Magnani

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  1. Vi aspetto tutti a Firenze per una esperienza indimenticabile, per scoprire una città piena di storia e di tradizioni, con opere che fanno parte del patrimonio artistico dell’umanità.

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