La nuova direzione artistica della Placentia Arte si racconta

Lucia Cristiani, Rosa Decisivo, installation view, 2015. Courtesy photo: Marco Fava.

La Placentia Arte è una storica galleria piacentina, di impronta internazionale, che per oltre 25 anni è stata diretta da Lino Baldini. Negli anni è diventata il principale centro di riferimento per la ricerca dei giovani artisti della generazione anni ’90, accogliendo autori a quel tempo ancora sconosciuti. Oggi, molti di loro, sono artisti di fama mondiale e parte attiva nello star system internazionale. Agli inizi del 2015 a Lino Baldini subentra una nuova direzione artistica composta da un gruppo di giovanissimi: Marta Barbieri, Riccardo Bonini, Paola Bonino, e Michele Cristella. Curiosa di tutto ciò, sono andata a sbirciare in Galleria per chiacchierare un po’ con loro e capirne le intenzioni.

Come prima cosa mi piacerebbe sapere di più su di voi. Quali sono i vostri background e le vostre professionalità?
Abbiamo tutti una formazione umanistica, nello specifico una preparazione critica e storico letteraria, che ci ha portato a fare esperienze significative di tirocinio e lavoro in Italia e all’estero, sia in ambito di galleria, sia curatoriale. Probabilmente anche il nostro approccio al lavoro risente positivamente di questo background e la nostra attitudine vorrebbe essere quella di una piattaforma aperta all’ibridazione.

Sono curiosa di capire quali sono stati gli eventi che vi hanno fatto incontrare, i motivi che vi hanno portato a unirvi e i passaggi che vi hanno spinto a cogliere insieme questa importante eredità; soprattutto, la scelta di scommettere sull’Italia.
Siamo tutti originari del territorio piacentino e conoscevamo già da tempo la galleria. Gravitando, chi più chi meno, nell’orbita di Lino, siamo stati incoraggiati e motivati da lui stesso a raccogliere questa sfida, rimanendo tuttora in costante contatto con lo storico fondatore. Il terreno comune sono state le premesse: indubbiamente condividevamo lo sguardo interessato all’Italia e alla nostra contemporaneità, cercando di non farci distrarre dall’esterofilia che caratterizza tante altre realtà, ed eravamo ansiosi di raccogliere l’eredità di un lavoro che ha guardato prettamente in questa direzione. Sicuramente c’è anche stato lo stimolo di poter essere parte di un progetto che ha voluto dire tanto per l’arte italiana degli anni ’90.

Come vi organizzate, a livello di team, nella gestione della Galleria, nella scelta degli artisti e nella programmazione? La vostra è una collaborazione orizzontale, dove ognuno mette in campo il proprio sapere e le proprie esperienze o, di fatto, c’è una piccola gerarchia interna?
Ognuno di noi ha competenze specifiche e interessi diversi, pertanto, ora più che mai, visto che siamo ai primi passi della nuova gestione, riteniamo opportuno che tutti contribuiscano in maniera collettiva alla causa, chiaramente ciascuno privilegiando gli aspetti che ritiene a lui più congeniali, che si parli dell’aspetto organizzativo, della curatela, della linea comunicativa… Chiaramente, le decisioni più importanti sono collegiali e ci muoviamo nell’armonia più assoluta.

Avete accolto un’eredità importante e molto grande – soprattutto se pensata in termini di archivio di opere rimaste in collezione – che include lavori di artisti sia giovanissimi sia molto famosi. Per quel che riguarda la programmazione, in che modo vi ponete rispetto a quest’eredità? Vi interessa proporre progetti di artisti più storicizzati o siete più orientati verso la ricerca dei più giovani? A marzo avete esordito con la collettiva “Con desiderio e con timore” che univa alle opere di artisti della collezione le opere di artisti invitati ad hoc. A maggio invece, avete inaugurato con la personale di Lucia Cristiani “Rosa decisivo” che, per l’occasione, ha presentato un progetto inedito. Ecco, vorrei capire quale sia la vostra direzione d’intenti e come vi volete porre rispetto al panorama artistico attuale.
Come già anticipato, l’intenzione è mantenere il focus su artisti emergenti, ma dal lavoro strutturalmente solido, principalmente italiani. Ci piacerebbe anche sviluppare qualche selezionata collaborazione con realtà estere, in particolare stiamo guardando al Nord e all’Est Europa. Come differenze principali con la gestione precedente, probabilmente si verrà a marcare la necessità di essere presenti anche nel contesto fieristico (coming soon). Anche nelle modalità di lavoro con gli artisti qualcosa cambierà, nella speranza di arrivare, in poco tempo, a poter istituire rapporti di collaborazione sul medio-lungo termine, portando avanti il loro lavoro e crescendo insieme. Il mercato poi è una cosa che prescinde da discorsi più prettamente di ricerca, e quindi la possibilità di lavorare su di un magazzino importante come quello accumulato da Lino negli anni è indubbiamente stimolante.

La mostra in corso “Rosa decisivo” di Lucia Cristiani sarà visitabile fino al 18 luglio. Lucia è un’artista giovanissima, ma con un corpus di lavori molto ricco. Cosa vi ha attratto della sua ricerca? Raccontatemi un po’ della genesi della mostra e di quello che avete deciso di esporre.
Lucia, per quanto estremamente giovane, si è dimostrata molto motivata, professionale e con un progetto affascinante, sia a livello concettuale – la metafora della competizione analizzata nei suoi aspetti, come corsa o come rassegnazione, e la “sospensione del giudizio” – sia a livello estetico, con lavori ben bilanciati fra loro e intriganti. La struttura della mostra è decisamente varia: il corpus principale è costituito da stampe di vario formato su tessuti plastici e carta e da una scultura in polistirene, che ha una presenza forte nello spazio, anche per la tipologia installativa scelta dall’artista, a cui si aggiungono un intervento a pavimento e due video. Oltre alla qualità del lavoro, ci ha entusiasmati anche quest’attenzione alla varietà delle forme.

La Galleria non si trova in pieno centro città, ma è leggermente dislocata, e ha la fortuna di trovarsi di fronte alla sede del Politecnico. Le sue due grandi vetrine sono costantemente attraversate dagli sguardi degli studenti che passeggiano per la via, immagino incuriositi da ciò che scorgono dentro. Come si pone la Galleria rispetto al tessuto della città e agli altri spazi artistici? C’è volontà, da parte vostra, di legarvi al territorio per proporre progetti che coinvolgano direttamente i cittadini, le scuole, e gli studenti? Vi piacerebbe lavorare su qualche cosa che fuoriesca dallo spazio della Galleria per invadere la città?
La Galleria è stata per anni conosciuta probabilmente più altrove che sul territorio cittadino, ma certo, la volontà di un’inversione di rotta c’è, perché Piacenza meriterebbe di conoscere meglio la storia di uno spazio che è stato così rilevante nel panorama dell’arte italiana. Ad oggi stiamo lavorando per strutturare una solida rete territoriale che ci permetta di avere una base di riconoscimento. Fra i vari progetti che abbiamo in cantiere figura sicuramente quello di intensificare i rapporti, che abbiamo cominciato a costruire in questi mesi, con il Politecnico, soprattutto grazie ai suoi docenti. Inoltre, vorremmo presentare un lavoro site-specific per Piacenza, in quanto ci piacerebbe costruire un dialogo costruttivo anche con la città in cui è inserita la nostra realtà artistica. Sul territorio urbano sono infatti presenti diversi edifici in disuso, ma estremamente affascinanti, su cui sarebbe molto interessare intervenire con progetti ad hoc attivando un processo di rivitalizzazione.

Per concludere: qualche anticipazione sui progetti futuri?
La priorità è quella di concentrarsi sul passaggio gestional-generazionale in atto e di indirizzare al meglio il nuovo “timone” della Placentia. Stiamo lavorando alla programmazione per la fine del 2015 e per l’anno prossimo. Sicuramente ci concentreremo su mostre personali, che punteranno a consolidare il profilo della Galleria e l’impronta che vogliamo darle, un trampolino di lancio per noi e per gli artisti. Stiamo poi pensando anche a progetti latere come dedicare una parte della nostra programmazione a eventi performativi e a fuoriuscire dagli spazi della Galleria per espanderci nella città, come accennavamo prima.

Placentia Arte
Via Scalabrini 116, 29121 Piacenza
T: + 39 0523 – 334850 | +39 333 13 26 962 | +39 339 17 14 400
email: info@placentiaarte.it
www.placentiaarte.it

Mostra in corso:
Lucia Cristiani – ROSA DECISIVO
16 maggio – 18 luglio 2015

Lucia Cristiani, Rosa Decisivo, installation view, 2015. Courtesy photo: Marco Fava.

Lucia Cristiani, Rosa Decisivo, installation view, 2015. Courtesy photo: Marco Fava.

Con desiderio e con timore. Marco Pezzotta, 4000, 16x6x6 cm, 2014. Courtesy photo: Marco Fava.

Con desiderio e con timore. Marco Pezzotta, 4000, 16x6x6 cm, 2014. Courtesy photo: Marco Fava.

Rosa decisivo. Lucia Cristiani, I, Stampa UV su tessuto airtex, 320x200 cm, 2015. Courtesy photo: Marco Fava.

Rosa decisivo. Lucia Cristiani, I, Stampa UV su tessuto airtex, 320×200 cm, 2015. Courtesy photo: Marco Fava.

Rosa decisivo. Lucia Cristiani, II, Stampa UV su tessuto airtex, 145x220 cm, 2015. Courtesy photo: Marco Fava.

Rosa decisivo. Lucia Cristiani, II, Stampa UV su tessuto airtex, 145×220 cm, 2015. Courtesy photo: Marco Fava.

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Michela Lupieri

laureata in Arti Visive allo IUAV di Venezia ha una specializzazione in arte contemporanea e pratica curatoriale. Dal 2011 è curatrice di Trial Version, progetto che ha contribuito a fondare insieme a un gruppo di professionisti del settore. Lavora come curatrice e critica.

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