John Giorno & Ragnar Kjartansson al Palais de Tokyo

Exhibition view of UGO RONDINONE - I ♥ JOHN GIORNO, Palais de Tokyo (21.10 2015 – 10.01 2016). Photo - André Morin. Courtesy of the artist.

L’arte come strumento per testimoniare la forza dell’atto poetico, della parola che esce dalla pagina scritta per inserirsi con forza nel concreto, sottratta all’ordinario: è questo il tema della nuova stagione espositiva al Palais de Tokyo di Parigi, “La Vie Magnifique”. Fino al 10 gennaio prossimo è possibile visitare, tra le altre, la retrospettiva-omaggio al poeta americano John Giorno ideata dall’artista/amico Ugo Rondinone dal titolo “I ♥ John Giorno” e la personale di Ragnar Kjartansson “Seul celui qui connaît le désir”.

Per l’occasione, John Giorno, uno dei grandi esponenti beat e underground dei Sessanta, veste i panni del curatore di un’esposizione che, non solo ne è la prima retrospettiva mondiale, ma anche “prodotto” artistico in sé. Sulla stregua di un’opera aperta, Rondinone annulla ogni confine, supera ogni più rigida distinzione di genere (poesia vs arte figurativa e/o scultorea, parole vs immagini) e pone la propria creatività al servizio di un fine più alto: una mostra-ritratto che ridia unità alla personalità poliedrica di John Giorno i cui diversi “io”, poeta, modello, performer, artista trovano così compiutezza e significato reciproco. Il percorso composto di otto spazi consecutivi, simulerebbe uno specchio di altrettanti capitoli a strati di un percorso vitale.

Tra le tappe più rilevanti Thanx 4 Nothing, video installazione in bianco e nero riprodotta su quattro schermi in cui John Giorno calca il palcoscenico a piedi nudi rivolgendosi a un’ideale platea parole di ringraziamento alla vita, al mondo, alla libertà, il tutto animato da note di mordace ironia; un’installazione globale di sgargiantissimi wall papers che, punto focale dell’intera esposizione, isola alcune delle sue massime più significative nella forma di moderni poem paintings; un omaggio al suo rapporto con Andy Warhol (per cui fu modello in Sleep, 1963) e una riproposizione del rivoluzionario progetto Dial a Poem (1968) che permetteva, componendo un numero telefonico, di ascoltare poesie, brani musicali e discorsi pre-registrati.

Il tentativo d’innalzare i desideri del quotidiano verso il sublime è, invece, il tema attorno al quale s’incardinano tutte le opere di Ragnar Kjartannson di cui “Seul celui qui connaît le désir” costituisce la prima grande personale in Francia. Il singolare lavoro di Kjartannson, riflessione sui cliché di una sorta di apparente felicità occidentale, nasce da una commistione di generi: scultura, performance, cinema, musica e persino pittura en plein air. Da segnalare una spettacolare installazione a larga scala, fatta di rocce e montagne ghiacciate dipinte, come tensione verso il sublime, brama verso la bellezza, la trascendenza; e la performance Bonjour, ambientata nel set di un pittoresco villaggio francese, che ricrea con continue ripetizioni l’incontro di una coppia.

Exhibitio

Exhibition view of UGO RONDINONE – I ♥ JOHN GIORNO, Palais de Tokyo. Photo – André Morin. Courtesy of the artist.

Exhibition view of UGO

Exhibition view of UGO RONDINONE – I ♥ JOHN GIORNO, Palais de Tokyo. Photo – André Morin. Courtesy of the artist.

Ragnar

Ragnar Kjartansson, Exhibition view «Seul Celui qui Connaît le Désir», Palais de Tokyo. Courtesy  of the artist and Luhring Augustine (New York); i8 Gallery (Reykjavik).

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