Portable Classic. Quando il classico diventa portatile

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Lo storico palazzo settecentesco di Ca’ Corner della Regina, sede veneziana della Fondazione Prada, anche quest’anno apre le sue porte al pubblico con una mostra dal forte impatto visivo dal titolo Portable Classic. La Fondazione Prada, creata nel lontano 1993, nasce con l’intento di dare vita a uno spazio per l’analisi del presente attraverso la realizzazione di mostre d’arte contemporanea, così come di progetti di architettura, ma anche di cinema e filosofia.

La programmazione estiva risulta particolarmente stimolante grazie alle mostre Portable Classic, a Venezia, e Serial Classic, a Milano, le quali creano una sorta di legame ideale tra le due sedi della Fondazione. I progetti, il cui allestimento è ideato da OMA, analizzano i temi della riproduzione in piccola scala della statuaria greco-romana dal Rinascimento al Neoclassicismo nonché della serialità e della copia nell’arte classica. La mostra Portable Classic, inaugurata lo scorso 9 maggio, è co-curata da Salvatore Settis e Davide Gasparotto e intende esplorare le origini e le funzioni delle riproduzioni in miniatura di sculture classiche tramite oltre ottanta opere installate lungo il piano terra e il primo piano nobile di Ca’ Corner della Regina.

La rassegna prende le mosse dalla fortuna del canone di sculture classiche che già nell’antica Roma, così come nell’Europa moderna, si era particolarmente imposto. Il loro prestigio era tale da indurre il pubblico più colto a desiderarne almeno una riproduzione, anche di piccole dimensioni. Un esempio di questa tendenza è sicuramente il caso dell’Ercole Farnese, un calco in gesso di 317 cm, proposto in mostra accanto a un’incisiva sequenza di otto repliche dal Cinquecento al Settecento in misura discendente fino al modello più piccolo che misura 15 cm. «Le copie ridotte di questa statua – scrive Settis nel saggio in catalogo – ne raccontano non solo l’identità, la posa e la fama, ma anche l’ubiquità; il disinvolto insediarsi in botteghe, manifatture, salotti, librerie, studioli; la vocazione a farsi “citazione”, simbolo e metafora di una cultura, di gusto, di un’appartenenza sociale».

Portable Classic prosegue con le sezioni dedicate al canone (esemplarità di Roma), passando per quella dell’emulazione (imitare l’antico nel Rinascimento) e delle dimensioni (capolavori in piccolo dell’arte classica). Oltre a queste, una delle sezioni più interessanti è sicuramente quella dedicata a importanti figure di collezionisti del Cinquecento: in alcuni dipinti di Lorenzo Lotto, Tintoretto e Bernardino Licinio, i soggetti sono ritratti tra sculture classiche e calchi in gesso provenienti dalle loro raccolte. Partendo così da casi emblematici del Torso del Belvedere e del Laocoonte, l’esposizione illustra l’attitudine degli artisti rinascimentali all’utilizzo delle copie in piccolo formato per elaborare ipotesi sulle parti mancanti degli originali classici. La riduzione di scala e la moltiplicazione di numero sono stati i due agenti principali di una capillare diffusione del canone classico negli ambienti colti, nelle corti e nelle botteghe d’artista. Tuttavia non si è trattato di una espansione passiva, bensì una continua ri-creazione, in cui i modelli antichi venivano assorbiti, rivissuti e ripensati.

La mostra si presenta dunque come un itinerario all’insegna di rivisitazioni, varianti, reinvenzioni, ma anche di nuove opere canoniche, così come dell’introduzione di nuovi materiali, un esempio su tutti la porcellana, per ritrovare quelle riproduzioni in piccolo formato che hanno segnato un’epoca e che oggi, in una contemporaneità fortemente incentrata sulla post-produzione, ci sembrano quanto mai vicine e moderne.

Portable Classic, a curata di Salvatore Settis e Davide Gasparotto
9 maggio – 13 settembre 2015
Fondazione Prada, Ca’ Corner della Regina, Santa Croce, Venezia
www.fondazioneprada.org

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Veduta della sezione: “In scala: l’Ercole Farnese”, foto di Attilio Maranzano, courtesy Fondazione Prada.

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Veduta della sezione: “Canone: esemplarità di Roma”, foto di Attilio Maranzano, courtesy Fondazione Prada

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Veduta della sezione: “Emulazione: imitare l’antico nel Rinascimento”, foto di Attilio Maranzano, courtesy Fondazione Prada

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Veduta della sezione: “Collezionisti: l’antico in casa”, foto di Attilio Maranzano, courtesy Fondazione Prada.

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Veduta della sezione: “Dimensioni: capolavori in piccolo dell’arte classica”, foto di Attilio Maranzano, courtesy Fondazione Prada.

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Davide Mariani

Dottorando in storia dell’arte contemporanea presso la Scuola di Dottorato in scienze dei sistemi culturali del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università degli Studi di Sassari. Parallelamente svolge l’attività di curatore indipendente attraverso la realizzazione di progetti espositivi in spazi pubblici e privati. I suoi interessi di ricerca sono principalmente la commistione tra le arti, in particolare gli sconfinamenti tra arte, moda e design, e la scultura italiana del XX secolo. Si è occupato inoltre di ceramica artistica e artigianato del Novecento.

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