Programmare l’Arte. La Genesi di Percorsi Cinetici e Interattivi

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Una forma d’arte plastica in cui il movimento diventa mezzo per ottenere un insieme d’impressioni mutevoli. Riscopriamo una corrente a cinquant’anni dall’evento che ne aveva tracciato i lineamenti teorici e operativi, in una preziosa pubblicazione Johan & Levi…

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Bruno Munari
 

Percorrendo vie formalmente opposte e giungendo a risultati espressivamente divergenti, artisti che ricercano un’armonia matematica e sperimentatori che si affidano alla fecondità del caso inseguono, in fondo, una stessa finalità: l’ampliamento conoscitivo ed emotivo della percezione umana. Questo, in breve, era il concetto ribadito da Umberto Eco nel testo di accompagnamento della mostra Arte Programmata, inaugurata il 15 maggio 1962 nel Negozio Olivetti della galleria Vittorio Emanuele di Milano. Se la teorizzazione di un’arte cinetica come paradigma di “opera aperta” era frutto degli studi del semiologo, il titolo della mostra si doveva alla perspicacia di Bruno Munari, ispiratore e ideatore dell’esposizione.

Programmare l'Arte, Cover, Johan & Levi Editore

Programmare l’Arte, Cover, Johan & Levi Editore
 

Gli artisti presentati erano i giovani milanesi del Gruppo T (Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele Devecchi, Grazia Varisco), i padovani del Gruppo Enne (Alberto Biasi, Toni Costa, Ennio Chiggio, Edoardo Landi, Manfredo Massironi), con l’aggiunta di Enzo Mari e di Bruno Munari. Olivetti, l’industria di Ivrea, in quegli anni si lanciava nell’elettronica realizzando l’Elea 9003, il primo grande computer transistorizzato al mondo. Prima azienda in assoluto a mettersi in gioco come committente di un progetto di rinnovamento estetico e ideologico dell’arte, la ditta sponsorizzava l’evento milanese e la successiva tournée a Roma, Venezia, Trieste, Düsseldorf, Londra e in varie città americane. L’esperienza si poneva, all’avanguardia, come il tentativo di creazione di un linguaggio che poteva, idealmente, coinvolgere artisti e informatici, designer e imprenditori, alla ricerca di un terreno comune su cui costruire l’innovazione culturale e sociale del futuro.

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Gruppo T, 1959. Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gabriele De Vecchi
 

Il volume “Programmare l’Arte. Olivetti e le Neoavanguardie Cinetiche”, pubblicato da Johan & Levi e a cura di Marco Meneguzzo, Enrico Morteo e Alberto Saibene, ricostruisce questo eccezionale incontro intellettuale, anticipatore di successive modalità processuali e progettuali d’indagine. Il libro propone documenti originali, scambi epistolari tra i protagonisti dell’esperimento, una rassegna stampa ed un’antologia critica, oltre a testi dei curatori e a un interessante dossier con testimonianze di Arianna Baldoni e Ettore Sottsass Jr. e interviste di Marco Meneguzzo a Getulio Alviani e ad altri artisti partecipanti.
Il catalogo originale con introduzione di Umberto Eco è riproposto in ristampa all’interno della pubblicazione. Per quanto, se osservate oggi, le opere presenti possano apparire come l’alfabeto primordiale di una realtà più complessa e articolata, la rassegna ci offre la possibilità di definire genesi e derivazioni di pratiche estetiche generative, seriali, installative e interattive.

Programmare l’arte. Olivetti e le neoavanguardie cinetiche
Johan & Levi Editore
Autori: Marco Meneguzzo, Enrico Morteo, Alberto Saibene
Collana: Libri illustrati
Anno: 2012
Lingua: italiano
ISBN: 978-88-6010-084-9
Pagine: 184 – euro 20,00
www.johanandlevi.com

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Ivan Fassio (Asti, 1979), scrittore, performer, critico d'arte, curatore, organizzatore di manifestazioni letterarie. Il suo primo libro, "Fuori fuoco", è stato pubblicato per le Edizioni Smasher con una prefazione di Ezio Gribaudo. Ha ideato, insieme al compositore Diego Razza, la performance d'interazione poeticomusicale "Mystic Gallery Show". Cura, insieme a Fabrizio Bonci, la rassegna multidisciplinare "Oblom Poesia".

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