Proportio: l’armonia senza tempo del mondo.

Palazzo Fortuny è un luogo che conserva intatto un mistero, camminando lungo le diverse ali dell’edificio si respira ancora oggi lo spirito eclettico e quasi magico di Mariano Fortuny (1871-1949), che aveva trasformato un palazzo appartenete alla storica famiglia veneziana dei Pesaro nel suo personale atelier di fotografia, progettazione teatrale, design di tessuti e pittura.Allestire una mostra in uno spazio così connotato, che mantiene tuttora la sua struttura e gran parte degli arredi originali, è un’impresa difficile. Riuscire a far interagire contenuto e contenitore senza che questi si tradiscano rispettivamente richiede attenzione e soprattutto che si agisca con lo stesso spirito di apertura, curiosità e interesse verso la pluralità delle cose che possedeva chi in quel luogo ha vissuto. Axel Vervoordt e Daniela Ferretti, curatori della mostra “Proportio”, sono riusciti a realizzare un progetto che funziona perfettamente e che per l’universalità del tema che abbraccia si relaziona al palazzo senza che si abbia l’effetto di un invasione di oggetti dissonanti, ma  piuttosto capaci di creare un dialogo con le preesistenze.

Il concetto di  “proporzione” è il tema intorno a cui si sviluppa la mostra e in particolare il suo intento è quello di riattivare un dialogo contemporaneo attorno a questo argomento. Per farlo i curatori si sono serviti dei lavori di 136 artisti, alcuni dei quali invitati a pensare a un’opera appositamente per l’occasione. Oltre a questo è stato realizzato un catalogo che contiene contributi molto interessanti offerti da scienziati, architetti, filosofi e che restituisce la stessa idea di pluralità e apertura che accompagna il visitatore. I rapporti proporzionali che regolano l’universo, i principi della geometria sacra e della sezione aurea si sono spesso intrecciati con pratiche esoteriche, conoscenze spirituali e tradizioni religiose, per questo sono stati frequentemente soggetti a controlli e restrizioni. Il mondo occidentale si è dedicato per anni a questi studi, ma la necessità di tenere nascoste tali ricerche ha portato a un abbandono o addirittura alla dimenticanza di questi principi. Il merito di “Proportio” è di essere una mostra capace di svelare il lato più vicino a noi e allo stesso tempo più sottovalutato di queste teorie.

Le proporzioni non si manifestano solo attraverso serie di numeri o di misurazioni matematiche rapportate a un intero, ma sono un modo per percepire come schemi ed elementi si connettano e di come siano avvertiti dall’uomo sia mediante l’intuizione che attraverso i sensi. Studiare le proporzioni significa infondo, come già sosteneva Platone, indagare la nostra percezione dell’universo nel suo oscillare tra ordine e caos. Ecco quindi che regole ricorrenti che determinano la statica dell’architettura, del corpo umano e l’esistenza del cosmo diventano i macrotemi che stabiliscono l’allestimento dell’esposizione. Così, tra le altre, l’opera di Luciano Fabro riflette sulla struttura architettonica della facciata palladiana della Chiesa del Redentore; quella di Anish Kapoor mette in scena il sottile equilibrio tra pieno e vuoto; quelle di Berlinde De Bruyckere e Antony Gormley ragionano sul corpo umano, unità che si genera attraverso la giustapposizione di frammenti e quella di Marina Abramovic propone un “viaggio” ideale nell’infinito costellato di stelle e sistemi paralleli.

L’orizzonte di queste ricerche appare infinitamente vasto e talvolta lontano dalla nostra comprensione, forse anche perché ad una visione superficiale questi appaiono come problemi superati. Le tante opere esposte riescono a riportare all’attualità questo tema e a farci capire la distinzione tra “l’essere cosa senza tempo” ed “essere cosa sorpassata” e,  come sostiene Axel Vervoordt in un passaggio del suo testo, ci fanno comprendere quanto la nostra possa essere un’epoca di grande cambiamento dove si sta trovando il modo per “integrare la saggezza del passato nel suo presente”, a dispetto delle apparenze.

PROPORTIO
A cura di Axel Vervoordt e Daniela Ferretti
Venezia – Palazzo Fortuny
9 maggio – 22 novembre 2015

Andrea Palladio, LucianoFabro,MichaelBorremans,PianoNobilePalazzoFortunyJean-PierreGabriel

Andrea Palladio, Luciano Fabro, Michael Borremans, Piano Nobile Palazzo Fortuny, © Jean-Pierre Gabriel

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Overall view, Piano Nobile, © Jean-Pierre Gabriel

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Anish Kapoor e Alberto Giacometti, Gathering Clouds, 2014 e Le Cube, 1934-1935 © Jean-Pierre Gabriel

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Antony Gormley, Grill, 2014 © Jean-Pierre Gabriel

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Berlinde De Bruyckere e Henri Foucault, Romeu, 2010 e Thais, 2008 © Jean-Pierre Gabriel

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