Public and Confidential. Dan Witz

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Public and Confidential, presentato dalla galleria Wunderkammern di Roma, è un progetto artistico che indaga il tema dell’individualità tra sfera privata e pubblica. Cinque artisti sono stati invitati a confrontarsi con l’intimità all’interno dello spazio espositivo e con interventi site-specific in luoghi pubblici.  Dan Witz, Alexis Rero, Agostino Iacurci, Aakash Nihalani e Jef Aerosol sono i protagonisti che tra settembre 2013 e giungo 2014 investono le strade e i muri della città di Roma. Dopo aver ascoltato Agostino Iacurci, incontriamo Dan Witz.

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Dan Witz, Dogs Fighting (Diptych), 2003
 

Dan, in che modo il tuo interesse per la pittura realista è in relazione e si è evoluto verso una dimensione dell’immediatezza, presente soprattutto nei tuoi interventi di street-art?
Come molti altri artisti, cerco di fare l’arte che mi piace. Nel mio caso dipinti realisti nello stile dei maestri del passato. Sin da quando ero bambino ho sempre ammirato questi artisti: non solo per come riuscissero a riprodurre la luce e lo spazio, ma anche per come fossero in grado di creare magicamente vere presenze. Per me ciò rimane tutt’ora estremamente profondo. Nel mio lavoro, questa presenza determina se l’opera è pronta per essere mostrata: deve essere completamente credibile – al meno per un solo istante.

Wunderkammern_Dan Witz_Pussy Riot Girl London Grate 2013

Dan Witz, Pussy Riot Girl London Grate, 2013
 

Nel tuo lavoro ti sei recentemente interessato alla libertà, fisica e di pensiero. Hai collaborato con Amnesty International per le due serie Prisoner e Free Pussy (riot), e oggi presenti l’opera Rome Natural History. Come definiresti la dimensione pubblica e quella privata?
Mi piace l’arte che disturba, che mi scuote, che mi tiene sveglio. Nel mio lavoro, la street-art, soprattutto l’invasione senza commissione e permesso dello spazio pubblico, rappresenta il modo più concreto di conquistarlo. In questo senso il mio impegno privato è senza utilità a meno che non sia reso pubblico (e non solo in una galleria o in un museo). Io credo che l’arte sia libera se accessibile a tutti e se concepita come qualcosa di diverso da una merce, poi come artista faccio il mio lavoro cioè criticare lo status quo.

Wunderkammern_Dan Witz_Monica Two Hand White Grate 2012

Dan Witz, Monica Two Hand White Grate, 2012
 

La serie Animal mosh pits fa da eco al titolo del progetto di Wunderkammern “Public and Confidential”, e mostra come la sfera confidenziale dell’individuo sia spesso confusa con quella pubblica. In che modo la tecnologia per tutti ha modificato la privacy del singolo?
Non posso parlare a nome di tutti, ma direi che con l’inizio degli anni 2000, della tecnologia digitale e internet, le possibilità di comprensione del mio lavoro, oltre gli addetti ai lavori, sono incrementate e in maniera gratificante. Della perdita di privacy personale non ne ho ancora sofferto. Per quel che ne so, questi profili digitali sono esclusivamente commerciali e non minacciano la vita privata. Non ho problemi se stanno tracciando il mio algoritmo del consumo: per me è un piccolo prezzo da pagare per tutta questa fantastica accessibilità.

Wunderkammern_Dan Witz_Necropolis Door 2 prisoners 2013

Dan Witz, Necropolis Door 2 prisoners, 2013

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Giulia Bortoluzzi

graduated in contemporary philosophy/aesthetics, has been working in collaboration with various contemporary art galleries, theaters, private foundations, art centers in Italy and France. Is a regular art contributor for L’Officiel, editor assistant for TAR magazine, founder and editor for recto/verso and editor in chief for julietartmagazine.com

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