Public and Confidential. Jef Aerosol

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Public and Confidential, presentato dalla galleria Wunderkammern di Roma, è un progetto artistico che indaga il tema dell’individualità tra sfera privata e pubblica. Cinque artisti sono stati invitati a confrontarsi con l’intimità all’interno dello spazio espositivo e con interventi site-specific in luoghi pubblici.  Dan Witz, Alexis Rero, Agostino Iacurci, Aakash Nihalani e Jef Aerosol sono i protagonisti che tra settembre 2013 e giungo 2014 investono le strade e i muri della città di Roma. Incontriamo Jef Aerosol, coinvolto nell’ultima fase del progetto.

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Jef Aérosol, This world is your world (CHU de Bordeaux), 2013. © Jef Aérosol, courtesy Wunderkammern
 

Da dove deriva la scelta di rappresentare dei volti, sia ritratti di personaggi famosi sia anonimi? Così facendo, sei alla ricerca di raccontare le loro storie o le loro vite?
Sono sempre stato interessato ai ritratti e alle rappresentazioni dell’uomo. Nei miei interventi in strada ha sempre prevalso l’idea di mostrare che ognuno di noi è “un volto nella folla”. In città, le mie figurine di personaggi a grandezza naturale, in bianco e nero, sono come un “fermo immagine” del film della vita, del movimento urbano, del flusso della folla nella città. La scelta del bianco e nero rinforza dunque questo riferimento al cinema e afferma ugualmente la volontà di non cadere in un trompe-l’oeil. Dico spesso che questi personaggi in scala 1:1 sono come delle ombre viventi, e funzionano come uno specchio per chi le vede. In effetti, spesso ci s’identifica con queste immagini. Per esempio, il mio “sitting kid” parla a chiunque: gli adolescenti vi si riconoscono, gli adulti vi ritrovano il giovane che furono o ancora i propri figli.

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Jef Aérosol, The Sctencil Boy, stencil on canvas, 2013. © Jef Aérosol, courtesy Wunderkammern
 

Quando si tratta d’icone, di celebrità, il fatto di dipingerle a grandezza naturale, come le mie figurine anonime, fa sì che esse vengano riportate alla loro umanità, al loro status di uomini, al di là del valore iconico. Quando mescolo anonimi e celebrità, mi piace pensare che sto rendendo anonime le star e star gli anonimi. Ma non è detto che tutti riconoscano necessariamente le star del rock che dipingo. Mi ricordo di questa anziana signora, a Parigi, che si lamentava del fatto che il “signore nero” dipinto all’angolo della sua strada era stato ripulito dal servizio municipale. Il “signore nero” in questione era Jimi Hendrix! Ma per lei, era solo una presenza, un vicino, una figura familiare del quartiere, un reperto dei suoi viaggi quotidiani, uno sguardo, un’emozione, una traccia d’umanità … Al contrario, alcuni si emozionano all’idea d’incrociare al lato della strada la presenza di un loro eroe, questa prossimità immediata gli avvicina singolarmente al loro idolo inaccessibile ma a una dimensione più umana …

Qual è il significato della freccia rossa?
La freccia rossa è arrivata un po’ per caso, negli anni 80, e poi è restata. Rappresenta un segno della segnaletica urbana internazionale, è una forma geometrica fatta di linee e angoli che contrasta con le curve delle mie figure umane. È rossa e attira la vista. “Crea senso in tutti in sensi del termine”!

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Jef Aérosol, Joe Strummer, stencil on canvas, 2013. © Jef Aérosol, courtesy Wunderkammern

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Jef Aérosol / Anony(fa)mous
a cura di Alberto Milani
testo critico di Viviana Checchia
dal 29 Maggio al 19 Luglio, 2014

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Giulia Bortoluzzi

graduated in contemporary philosophy/aesthetics, has been working in collaboration with various contemporary art galleries, theaters, private foundations, art centers in Italy and France. Is a regular art contributor for L’Officiel, editor assistant for TAR magazine, founder and editor for recto/verso and editor in chief for julietartmagazine.com

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