Punto y línea en el altiplano. Gabriel Kuri

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Lasciando la celebre casa Scaccabarozzi, più nota ai torinesi come “Fetta di Polenta”, Noero approda in Via Mottalciata 10/b, alla periferia di Torino, in un ex spazio industriale la cui ristrutturazione è stata affidata all’architetto Flavio Albanese.
Il primo artista della galleria chiamato a interpretare i nuovi spazi è il messicano Gabriel Kuri, classe 1970, con la personale dal titolo: punto y línea en el altiplano. Nativo di Città del Messico, Kuri oggi vive e lavora tra la sua città natale, Bruxelles e Los Angeles. Ha all’attivo una prestigiosissima carriera espositiva, che lo ha visto presentare il proprio lavoro all’interno di mostre collettive e personali in tutto il mondo.

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.)(., 2013 . Cassone per macerie, lastra in metallo spazzolato, pietre naturali/ skip, powder coated metal plate, natural stones
 

In particolare, la mostra pensata per i nuovi spazi di Noero ha a che fare con il fatto di avvicinare ed esporre l’uno accanto all’altro elementi tra loro radicalmente eterogenei per forma, dimensione, materiale, peso, misura e quant’altro possa venire in mente.
In questo senso, su una delle pareti centrali e più ampie della galleria, ad esempio, campeggia un lavoro quantomeno esemplare. Si tratta di un’opera di grandi dimensioni che rappresenta un enorme foglio di calcolo, o una pagina bianca di excel, con le cellette ancora da riempire di dati o calcoli di ordinaria contabilità. Premute su questo foglio e magicamente sospese à la Magritte, sono poste alcune pietre, anch’esse di grandi dimensioni. Su una di esse è visibile un abito usato e abbandonato, come fosse stato lasciato lì per caso o per distrazione da qualcuno di passaggio.
In questo lavoro il tema della contrapposizione di elementi tra loro non semplicemente opposti, e quindi logicamente richiamantesi l’uno con l’altro, ma radicalmente eterogenei e spaiati, genera un senso di smarrimento e incomprensione. Il lavoro infatti coniuga insieme una compostezza formale, ordinata e armonica e una voluta, totale mancanza di analogia e rimandi. Così dal punto di vista emotivo, sotto la scorza rigidamente concettuale e tuttavia elegante della composizione, l’opera cela in sé un significato inatteso, inaspettatamente intenso.

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Punto línea en paisaje vertical, 2013. pittura su parete, pietre naturali, abito / wall drawing, natural stones, clothing
 

La contrapposizione di temi, forme e figure, così come la freddezza dell’insieme e l’asprezza delle linee e delle forme, generano in chi guarda una sensazione opposta, per nulla opaca, ma anzi molto vitale. La composizione antitetica di elementi tra loro contrapposti sembra così alludere a qualche realtà completamente diversa, dionisiaca, scomposta, eppure gelida nel suo manifestarsi.
Anche il lavoro posto all’inizio del percorso espositivo segue la logica dell’opposizione e del contrasto: si tratta di una sorta di linea sinuosa in ferro, che pare seguire il cammino del visitatore, ma a ben guardare si rivela come una sorta di filo spinato, ricoperto di irti spunzoni di quelli atti a cacciare i piccioni dalle finestre dei condomini. In altri lavori in mostra Kuri riprende il motivo delle “broken lines”, letteralmente linee spezzate, in cui tornano i temi dell’equilibrio, dell’accostamento  – o, meglio, giustapposizione – di materiali provenienti dal mondo industriale e altri tratti dall’ambiente naturale. L’insieme genera prevedibili effetti al contempo stranianti ed eleganti, che si susseguono con inaspettata armonia nella ritmata raffinatezza della composizione.

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Punto y línea en el altiplano, 2013. linoleum, lastra in metallo inciso, cavalletti in metallo dipinto, pietre naturali / linoleum,  engraved metal plates, painted metal trestles, natural stones
 

J. G. Fichte teorizzava lo scontro tra l’Io che pone se stesso e il Non-io nei termini di uno Stoβ, ossia di uno choc quasi fisico. Per lui lo scontrarsi e imbattersi nell’altro da sé, aveva in qualche modo il senso del conflitto cieco e violento contro qualcosa che ci si oppone, ma che anche, nello stesso tempo, ci dispone, volenti o nolenti, a fare i conti con la realtà fuori (e dentro di noi), ad accettarla e integrarla nel nostro orizzonte esistenziale. In maniera analoga, Gabriel Kuri nei suoi lavori conduce il visitatore a fare i conti con dinamiche spesso inconsce, imprevedibili, che animano la sua stessa esistenza personale molto più di quanto non appaia a un primo sguardo.

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Punto y línea en el altiplano, 2013. linoleum, lastra in metallo inciso, cavalletti in metallo dipinto, pietre naturali / linoleum,  engraved metal plates, painted metal trestles, natural stones

Maria Cristina Strati

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courtesy Galleria Franco Noero
photo Sebastiano Pellion di Persano

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