Regina Gimenez, made in Catalunya #1

Interior 7800- collection, tecnica mista su tela, 50x63cm, 2009

«Regina Gimenez ha un forte senso dell’evoluzione. Cambia infinitamente, ma riconosci sempre che c’è lei dietro ogni cambiamento». Così Pierre Hallet spiega l’ultimo stadio dell’espressione artistica di Regina Gimenez (Barcelona,1966). La Galleria Pierre Hallet è stata uno dei primi grembi che hanno accolto le produzioni dell’artista spagnola e quest’ultima personale può considerarsi come la terza replica di un fertile incontro.

Interior 7800- collection, tecnica mista su tela, 50x63cm, 2009

Interior 7800- collection, tecnica mista su tela, 2009
 

A ogni appuntamento la Gimenez ha portato qualcosa di assolutamente diverso. In un primo momento (1999) il suo immaginario verteva prevalentemente su paesaggi industriali, cavi elettrici, fari ed edifici in disuso, ambienti in cui il tempo è passato, ne ha consumato gli elementi e ha reso tutto un reperto senza uomini. Nella seconda tappa alla Galleria Pierre Hallet (2003) l’attenzione dell’artista era tutta rivolta agli interni – di case, uffici, sale d’attesa – spazi decorati in geometria totale, Bauhaus, minimali. Qui scorgiamo spesso figure umane placide e sorridenti, ma poco c’è del calore concretamente umano. Tutto è struttura, tutto è progresso, invenzione, costruttivismo, semplicità geometrica e contorno. Caratteristica è la frammentazione netta, una distribuzione dei collages scandita da segni, da colori puri, planimetrie rigide e architettura essenziale. La geometria è sempre stata il modo con cui la Gimenez ha immaginato e scandito lo spazio. La rettangolarità, le proiezioni parallele e infine la circolarità. Così la Gimenez è approdata infine al risultato che ha portato per la terza volta le sue opere a Bruxelles: quella che lei stessa ha definito la sua Geometria Cosmica.

Geometria cosmica II, tecnica mista su tela, 100x70cm, 2014

Geometria cosmica II, tecnica mista su tela, 2014
 

La circolarità dei globi nello spazio, il gioco cromatico delle post avanguardie, l’onirismo bambino e sorridente di questi pianeti che come biglie interagiscono tra loro, tutto converge in quest’ultima tappa di sperimentazione. La meraviglia del non detto, di quei movimenti o di quelle sfere solo accennate nei bordi, ma riempite di nero, aggiunge alla bidimensionalità della rappresentazione quel senso di mistero e d’infinito con cui immaginiamo lo spazio. L’artista gioca con forme e colori tornando alla profondità del disegno geometrico primordiale. I giochi di proiezione danno movimento e risonanza alle forme relazionandole con lo spazio. La stessa estensione della tela è pensata come frazionata in sotto rettangoli, tutto si divide e al contempo si moltiplica all’infinito in un gioco di strutture e colore.

Geografia Cosmica serie,olio su tela, 130x160cm, 2013-14

Geografia Cosmica serie, olio su tela, 2013-14
 

Chi si trova di fronte una sua tela non riesce a collocarla nella contemporaneità. «La gente che entra in galleria senza conoscerla mi chiede dubbiosa: ma a quale periodo appartiene?» dice Pauline Hatzigeorgiou, co-curatrice della mostra. Si possono infatti ipotizzare diversi periodi artistici, dall’Avanguardia al costruttivismo russo, dalle composizioni surrealiste di Mirò agli anni ’70. Eppure le opere esposte sono state tutte prodotte negli ultimi due anni. I cerchi sono come bulbi oculari, nuclei di energia che sottendono il movimento. Le screpolature aprono la monocromia all’interazione tra livelli. Non c’è solo forma pura, né appunto monocromia. Le sfere sono infatti monadi comunicanti in un universo di asimmetrie. Tutto è geometria e al contempo tutto è geografia. «Si può intuire il gioco e il piacere che c’è dietro l’esecuzione. A volte le sue idee  sono così evidenti che non servono altre spiegazioni», Pauline Hatzigeorgiou. Per info sull’esposizione qui

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Claudia Spaziano

Laureata a La Sapienza in Letteratura, Musica e Spettacolo, poi in Critica Letteraria, collabora con diverse riviste come art critic e reporter. Nel 2013 ha collaborato come assistente alla galleria Contemporary Art Brussels. Attualmente vive tra Nizza ed Edimburgo studiando International Marketing with Event and Festival Management.

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