Relazione artificiale o naturale: la fotografia indaga il rapporto tra uomo e natura

Darren Almond, 2007, Night Fog

La decima edizione di Fotografia Europea si intitola Effetto Terra e racconta le condizioni del nostro pianeta. Un’edizione eterogenea e spiritualmente impegnativa: quest’anno Fotografia Europea ha coinvolto i luoghi più interessanti e spesso sconosciuti del centro storico di Reggio Emilia, affrontando una tematica seria ed estremamente attuale. Un’analisi personale e dolorosa dello stato del nostro pianeta e delle dicotomie che sono alla base del rapporto tra l’essere umano e la natura che lo circonda. Un percorso impegnativo certo, una sfida ambiziosa che in certi casi non è stata vinta, ma è sicuramente mirabile lo sforzo di coniugare il linguaggio artistico fotografico a una indagine antropologica e scientifica di portata globale.

I protagonisti di questo festival sono fotografi provenienti da tutto il mondo: da una guest star del calibro di Olivo Barbieri al gruppo di fotoreporter dell’agenzia Noor, dalle composizioni dell’artista concettuale inglese Stephen Gill alle stampe al bromuro delle foreste siberiane di Darren Almond. Il rapporto tra uomo e natura viene indagato in ogni sua sfumatura, lasciando spesso a bocca aperta dinanzi a scenari dalle tinte apocalittiche. Il desiderio umano di vivere in una natura incontaminata si scontra con la costruzione di un modello economico improntato alla distruzione ambientale e naturale. L’uomo può vivere senza natura? La risposta appare ovvia, ma solo da un punto di vista teorico perché queste mostre dimostrano concretamente come la consapevolezza umana si sgretoli dinanzi all’avidità.

Gli scatti di Olivo Barbieri ritraggono la periferia emiliana e le gigantesche metropoli giapponesi: il comune denominatore è la luce. L’illuminazione artificiale che ha sostituito quella naturale emerge come regina indiscussa di queste immagini, favorendo una riflessione sugli attuali surrogati artificiali della luce solare, ad esempio i lampioni e le luci stroboscopiche delle super strade. Reinventare la contemporaneità: questo è anche l’obiettivo del progetto fotografico dei fotoreporter di Noon, attraverso la testimonianza diretta del drammatico innalzamento delle acque e dello scioglimento dei ghiacciai e della urgente ricerca di modelli di sviluppo sostenibile. Molto interessante è anche la serie Night + Fog di Darren Almond, il quale ha trascorso più di cinque anni tra le miniere di Norilsk, nel Nord della Siberia, località in cui hanno lavorato gran parte dei prigionieri costretti nei gulag sovietici. Oggi Norilsk è completamente chiusa, abbandonata dopo anni di sfruttamento delle risorse minerarie.

Ciò che emerge da queste testimonianze visive è la totale mancanza di equilibrio nella relazione tra uomo e natura, quasi come l’esistenza umana fosse in grado di prescindere dalle condizioni del pianeta in cui vive. Ma risulta evidente, dagli scatti proposti in queste mostre, come la mancata sinergia tra uomo e ambiente non possa che condurre a problemi di portata mondiale. La decima edizione del Festival di Fotografia Europea è un promemoria feroce di ciò che sta capitando intorno a noi: un viaggio in bilico tra la meraviglia e l’orrore.

Darren Almond, 2007, Night Fog

Darren Almond, 2007, Night Fog

Olivo Barbieri, Noto, Siracusa, 1989

Olivo Barbieri, Noto, Siracusa, 1989

Yuri Kozyrev, NOOR project, penisola Yamal, Russia

Yuri Kozyrev, NOOR project, penisola Yamal, Russia