Elliott Erwitt al Lucca Center of Contemporary Art

California, USA, 1955 ©Elliott Erwitt_Magnum Photos

Erano gli albori dell’Ottocento quando un nuovo modo d’immortalare un’immagine per l’eternità, iniziava a farsi strada tra la classicissima pittura. Dalla sua nascita, la fotografia, ha portato con sé innovazione e cambiamento ma anche dubbi e criticità non di poco conto. E, dalla sua origine, ha visto anche crescere talenti inestimabili che hanno contribuito a scrivere importanti pagine della storia e dell’arte. Grandi nomi, ma anche grandi agenzie come la famosa Magnum Photos fondata nel 1947 da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson e compagni.

Seguendo quel rinato interesse per questo medium che negli ultimi anni lo ha visto protagonista di numerose esposizioni nazionali e internazionali, il Lucca Center of Contemporary Art dedica una retrospettiva al fotografo statunitense Elliott Erwitt, continuando la collaborazione con l’agenzia francese iniziata proprio con le esposizioni dedicate a Cartier-Bresson e Capa. Centotrentasei le fotografie esposte, in bianco e nero ma piene di quella vitalità che da sempre caratterizza Erwitt. Ironico e imprevedibile come i suoi scatti, nelle sue opere si ritrova un carattere intimista in cui il ritratto di un istante rubato diventa il testamento poetico della sua abilità tecnica.

Immagine dopo immagine, Erwitt ci racconta la sua storia, quel piacere di osservare e perdersi dietro il soggetto da fermare sulla pellicola. Come il fotografo stesso sottolinea, spesso uno scatto nasce per caso, non c’è, sempre, pensiero o volontà in quel breve momento prima del clic, tutto il significato si svela successivamente. Da tutto questo originano foto curiose, inaspettate e fugaci; che siano persone, animali o cose non fa differenza, il sorprendente è nascosto proprio lì, tra le sfumature di quel colore non colore che domina le sue opere. La sua mente è veloce, i suoi occhi catturano la scena ancor prima che il corpo reagisca e la sua immaginazione lo fa viaggiare verso visioni che altri non riescono a cogliere.

Nato a Parigi nel 1928 da genitori di origini russe, vissuto per un periodo in Italia, nel 1939 si trasferisce in America dove inizia a studiare fotografia. Negli anni Cinquanta è al seguito dell’esercito americano in Francia e Germania arruolato come assistente fotografo; l’incontro con Roy Stryker da avvio alla sua attività da freelance che lo porterà a collaborare con riviste del calibro di Look e Life fino all’incontro con la prestigiosa società Magnum Photos che lo inserirà nell’olimpo dei fotografi internazionali. Fotografo ma anche regista eclettico, figura che ha suscitato e suscita grande interesse e che, nell’esposizione curata da Maurizio Vanni, rivela allo spettatore se stesso e questo lungo percorso di vita personale e professionale come fosse un diario, scritto in modo costante e fluido nel corso di sessant’anni di carriera.

Elliott Erwitt.Retrospective
Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art, Lucca
curata da Maurizio Vanni
Fino al 30 Agosto 2015
www.luccamuseum.com

California, USA, 1955 ©Elliott Erwitt_Magnum Photos

California, USA, 1955 © Elliott Erwitt, Magnum Photos

New York City, USA, 1946 ©Elliott Erwitt_Magnum Photos

New York City, USA, 1946 © Elliott Erwitt, Magnum Photos

Paris, France, 1989 ©Elliott Erwitt_Magnum Photos

Paris, France, 1989 ©Elliott Erwitt, Magnum Photos

Provence, France, 1955 ©Elliott Erwitt_Magnum Photos

Provence, France, 1955 © Elliott Erwitt, Magnum Photos
The following two tabs change content below.

Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

Ultimi post di Alessia Cervelli (vedi tutti)

Rispondi