Rewind 1.0

Coniglioviola - stanza musica 2, Lightbox, 2005

Il nuovo anno espositivo della Galleria Dieffe di Torino, si apre con un poker d’assi. L’esposizione collettiva Rewind 1.0 – aperta al pubblico sino al 28 febbraio 2013, accoglie quattro poliedrici artisti: Emanuele Riccio e Luigi Cozzolino, Sarah Rossiter, ConiglioViola, e Angelo Davoli. Punto di forza e oggetto d’analisi dell’intera esposizione è la fotografia, linguaggio universale che con la sua continua evoluzione, si fa portatore di una nuova definizione del contemporaneo.

Ad aprire quest’interessante sfilata è il duo torinese composto da Emanuele Riccio e Luigi Cozzolino che trasformano l’applicazione della pratica fotografica acquisita nel campo dell’arte e della pubblicità in un innovativa creazione artistica modulata attraverso la combinazione di luce e ombra. La ricerca fotografica continua così a configurarsi come un’operazione di affrancamento dinnanzi alle lacerazioni e contraddizioni della contemporaneità. Scatti che catturano le innumerevoli fluttuazioni di nubi di vapore e fumo rendono la dimensione rituale e simbolica sottesa al momento creativo, l’emblema delle mutazioni possibili fra tempo e spazio (Senza titolo 2009). La fascinazione verso gli elementi immateriali che conducono alla creazione di un esperienza visibile e metafisica, fruisce di una forza comunicativa di grande suggestione capace di catturare lo spettatore all’interno di un mondo caratterizzato da un impronta che si muove sulle caratteristiche sfumature del rosso e del nero. Indagando nell’inconscio di chi osserva, come inconsapevoli Rorschach, ogni loro opera sottolinea una dimensione di assoluta classicità determinata da una perfetta simmetria che reinterpreta il visibile, fornisce nuove visioni e traccia inusuali approdi fra gli interstizi della realtà.

Ci sono molti modi per cercare e definire l’infinito. Nel Romanticismo questa ricerca ha spesso coinciso con la ricerca del sublime e nell’arte contemporanea è divenuta il fattore essenziale della sua stessa ricerca espressiva. L’americana Sarah Rossiter delinea il suo lavoro attraverso opere caratterizzate da una disarmante sensibilità poetica d’impronta romantica. La ricerca di definizione di forme e tracce si svuota di ogni oggettualità tangibile per trasformarsi in una chiara matrice della memoria e del sentimento. I minerali vengono così intesi quale spazi di un processo metaforico che delinea tutte le sinuosità e asperità dell’anima umana regalando una conoscenza del reale come dimensione sospesa, priva di direzioni certe e colma di possibilità (Refraction Blue Quartz2009). Ogni soggetto è trasfigurato in pura emozione e massa corporea grazie a un sapiente uso razionale della luce e dello spazio.
A fare da contraltare, giunge lo sguardo del collettivo artistico ConiglioViola che raccoglie entro sé una vasta pluralità di originali espressioni artistiche che si muovono indifferentemente fra ironia e gioco. La moltitudine semantica delle loro creazioni è costantemente protesa verso nuovi territori di testualità ibrida nella quale emergono il desiderio di esistere, l’ansia di raccontare e l’aspirazione a librarsi. Energia, estro, passione e una costante ricerca di perfezionamento sono gli ingredienti delle opere esposte, spinte verso una dissacrante indagine della cultura pop. Ogni immagine del reale e della fantasia è attentamente analizzata e ricomposta in uno spazio vitale che coinvolge lo spettatore in un ambiente dai caratteri temporali non definiti (Stanza Musica 22005). Si instaura così una forte relazione fra due mondi opposti che danno vita a una dimensione spaziale neutra dalle forme perfette, nelle quali convivono i frammenti di riflessioni e osservazioni, al contempo individuali e collettive.

Luoghi dismessi e architetture industriali si fanno protagoniste della ricerca artistica di Angelo Davoli che si concentra verso l’analisi del paesaggio contemporaneo. La periferia industriale caratterizzata da imponenti architetture e luoghi dismessi, diviene sinonimo della nostra contemporaneità, mutevole e precaria. Cieli azzurri si inscrivono in enormi masse di cemento simboli della modernità e parole di un desiderio utopico incalzano verso lo spettatore per trasformarsi nella perfetta sintesi di una società irrimediabilmente destinata al disfacimento (Cantiere Morini Project2009). L’artista lavora su elementi apparentemente distanti fra loro sovvertendo le logiche aspettative sui generi. Egli, intervenendo nel dibattito sociale e culturale degli ultimi decenni, configura così un intervento di riscatto verso le lacerazioni e contraddizioni dello spazio modificato dall’uomo.

Angiolina Polimeni

Coniglioviola – stanza musica 2, Lightbox, 2005

Angelo Davoli – Cantiere Morini Project 2009, Tecnica mista su fotografia

Riccio & Cozzolino – lambda sotto plexiglass, 90×70, 2009

Sarah Rossiter – Refraction Quartz 2009, Color Print on Glossy Photo Paper, Mounted on Wood

Riccio & Cozzolino – lambda sottoplexiglass, 60×140, 2009

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