Ricordi per moderni

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L’ossessione per il sesso e le frequentazioni con prostitute straniere sono pulsioni che si legano all’attenzione per le comunità d’immigrati presenti tra Ravenna, Lido Adriano, Rimini e Riccione. Tema predominate dei lavori in video di Yuri Ancarani (Ravenna 1972) è la promiscuità fra uomo e donna, fra persone di culture ed etnie diverse, fra giovani e anziani, fra la natura incontaminata, spesso simbolizzata dai bambini e il progresso industriale visto come elemento di turbamento e di frattura con l’esistenza.

 Yuri Ancarani, Baal, still da video, 2007. Courtesy Yuri Ancarani, Zero
 

Ricordi per moderni a cura di Luigi Fassi e Alberto Salvadori, presso il Museo Marino Marini di Firenze, presenta un lungo excursus nel quale vengono presentati tredici video che coprono un vasto arco temporale di circa dieci anni di lavoro del filmaker e video artista italiano.
L’occhio di Yuri Ancarani è curioso, ironico, allo stesso tempo un po’ inquietante. Cattura i suoi personaggi in brevi interviste, rapide e libere autopresentazioni, in cui la voce dell’intervistatore fa da sottofondo. La domanda è già chiara, insita nella semplicità della risposta. Sguardi, gesti, poche parole, osservazioni lampo, delineano i personaggi dell’artista. Dialetto, lingue straniere, il registro povero e disarticolato di certi adolescenti, la brillante e timida spontaneità linguistica dei bambini, costituiscono il lessico prediletto dal lavoro in video di Ancarani.

Yuri Ancarani, Andrea Doria, still da video, 2005. Courtesy Yuri Ancarani, Zero.
 

Le scritte all’interno delle sequenze contestualizzano realisticamente lo scenario in cui si svolge l’azione, oppure commentano l’immagine ripresa: “ Bisanzio beach”, ad esempio, è esplicativa della presenza multiculturale che caratterizza la riviera romagnola. Nel video Made in Italy una scritta gialla su fondo rosso molto probabilmente a caratteri cinesi, forse uno slogan commerciale, documenta la presenza di un’altra comunità che non si nota, ma è presente fra la moltitudine delle spiagge affollate riprese in panoramica.
La miriade di bagni privati che ricoprono le spiagge, in cui la gente si affolla, sembra esser letta dall’artista romagnolo come una forma di consumismo che contiene una velata allusione al tema dei Parcheggi a pagamento, dunque al commercio sessuale.
L’atto amoroso è sublimato mediante la poetica del bianco e nero e dell’effetto monocromo, mentre la ripresa ravvicinata punta all’essenzialità, a catturare pochi elementi. Un flusso di preservativi scorre nell’acqua di un canale. L’artista crea della poesia erotica attraverso ciò che è considerato l’elemento meno classificante dell’amore e dell’eros, almeno intesi liricamente.

Yuri Ancarani, Made in Italy, still da video, 2009. Courtesy Yuri Ancarani, Zero.

Elena Santoni

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