Roma 900

2. Giacomo Balla, Il dubbio, 1907-1908

“Roma 900”: la Fondazione Magnani Rocca di Traversetolo ospita fino al prossimo 5 luglio le opere della collezione della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale. La mostra, attraverso un centinaio di opere, traccia un’efficace mappa delle correnti artistiche diffuse nella città eterna durante la prima metà del XX secolo, analizzandone le influenze, le ricerche e le avanguardie.Quadri tardo naturalisti e simbolisti aprono il percorso espositivo: assoluto protagonista è il paesaggio, quello delle vedute e degli scorci urbani e quello agricolo della campagna laziale. Essenziale è l’aspetto emotivo, tradotto spesso dagli autori in uno sguardo decadente che traccia un velo di solitudine e morte nelle immagini rappresentate. Una fase di maggiore leggerezza è incoraggiata dall’apertura verso l’Austria e la Germania: nel periodo secessionista alcuni autori s’ispirarono al divisionismo, altri abbracciarono il post-impressionismo. Tra i quadri selezionati, molte figure femminili: esotiche ed erotiche. Solitamente in posa, sguardi intensi e penetranti, in qualche modo emancipate. Tra le opere esposte, un seducente ritratto quasi fotografico di Giacomo Balla antecedente la fase futurista, raffigurante la moglie, e i ritratto di Violette di Enrico Lionne: i suoi brillanti occhi verdi sono manifesto dell’iniziativa.

L’intensità emotiva dei paesaggi, la poesia racchiusa nei ritratti femminili delle fasi precedenti sono rapidamente spazzate via dalla poetica futurista, che irrompe con furore sul panorama artistico romano dal 1909 portando con sé quell’esaltazione del potenziale della tecnica, della tecnologia, della velocità, che ne furono bandiere. I principi del dinamismo in pittura furono sanciti nel Manifesto dell’Aeropittura: moti impazziti, vorticosi, ascensionali per un repertorio pittorico fatto di accelerazioni di paesaggi, scomposizioni di figure, elementi industriali. Conseguente all’ambizione dell’avanguardia futurista è un progressivo ritorno all’antico e alla tradizione. Il “ritorno all’ordine” è l’avvicinamento alla gloriosa storia italiana. Da questa emergono i corpi dalle proporzioni classiche di Sironi, Donghi, Gentilini, de Chirico, Tozzi e Marini e le nature morte di de Pisis, Casorati, Severini e Savinio. Anche in questo caso, protagoniste sono spesso le donne, ritratte in gesti usuali, pensierose e stanche.

Poi di nuovo, la contrapposizione. La rottura avviene con la cosiddetta “Scuola Romana”, deriva espressionista e stravolgimento rispetto al “ritorno all’ordine”: pittura dura, violenta. È il caso di Scipione e del suo “espressionismo barocco romano”, di Mario Mafai e le sue vedute romane tristemente demolite dagli adeguamenti del ventennio fascista, di Pirandello, Afro e Levi. “Il Cardinal Decano”, opera di Scipione, risale al 1930, periodo di riassetto delle relazioni tra Stato e Chiesa, e rappresenta una figura emblematica perché contemporaneamente vigorosa e consumata dal tempo. Caratterizzata dai toni rosso accesi, incute timore. Infine, la fase di figurazione e astrazione con Avenali, Manzù, Capogrossi. Guttuso e Turcato si occupano di tematiche sociali, conseguenza della diatriba tra forma e contenuto. La grande opera “Comizio” di Turcati campeggia nell’ultima sala della mostra nella quale le bandiere rosse sono forme pure, immobili, chiara ispirazione per “I funerali di Togliatti”.

L’esito della mostra è una efficace selezione che testimonia il clima culturale, ideologico, politico romano della prima metà del ‘900, tra cui s’insinuano le vicende private, gli affetti, la sensibilità degli autori, testimonianza della sostanziale unicità dei singoli percorsi. L’iniziativa della Fondazione ha lo scopo di creare relazioni tra la collezione pubblica della Galleria d’Arte Moderna e quella di Luigi Magnani, sempre piacevole da visitare oltre che per i pezzi pregevoli, per il contesto paesaggistico che la valorizza.

ROMA 900
De Chirico, Guttuso, Capogrossi, Balla, Casorati, Sironi, Carrà, Mafai, Scipione e gli altri
nelle Collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale
Fondazione Magnani Rocca
Parma – Mamiano di Traversetolo
dal 21 marzo al 5 luglio 2015
www.magnanirocca.it

7. Giulio Turcato, Comizio, 1950

 Giulio Turcato, Comizio, 1950

2. Giacomo Balla, Il dubbio, 1907-1908

Giacomo Balla, Il dubbio, 1907-1908

1. Enrico Lionne, Violette, 1913

Enrico Lionne, Violette, 1913

3. Tato (Guglielmo Sansoni), Sensazioni di volo, 3° tempo, 1929-1930.

Tato (Guglielmo Sansoni), Sensazioni di volo, 3° tempo, 1929-1930.

6. Mario Mafai, Donne che si spogliano, 1934

 Mario Mafai, Donne che si spogliano, 1934
 

The following two tabs change content below.

Anna Vittoria Zuliani

Ultimi post di Anna Vittoria Zuliani (vedi tutti)

Rispondi