Behind the rose: Tina Modotti

PREVIEW

Quando voglio ricordare Tina Modotti devo fare uno sforzo, come se si trattasse di afferrare un pugno di nebbia. Fragile, quasi invisibile. L’ho conosciuta o non l’ho conosciuta? Era ancora molto bella: un ovale pallido circondato da due ali nere di capelli raccolti, grandi occhi di velluto che continuano a guardare attraverso gli anni.”  Pablo Neruda

Con queste parole il poeta cileno tratteggia l’affascinante figura dell’amica Tina Modotti, attrice di cinema e teatro, fotografa e attivista politica, ma prima di tutto donna all’avanguardia e di grande umanità. Parole profetiche, perché dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1942 a Città del Messico, un’ombrosa nebbia ha celato la sua opera ed esistenza. L’Italia, e in particolar modo la regione che le ha dato i natali, il Friuli-Venezia Giulia, non hanno saputo andare oltre al pregiudizio e alle lacune amministrative, lasciando per molti anni che la grandezza artistica di Tina Modotti cadesse nell’oblio. A quasi quarant’anni di distanza dall’ultima mostra, la città di Udine, assieme all’Assessorato alla Cultura e con il supporto del comitato Tina Modotti, dedica all’artista una grande retrospettiva al Museo di Casa Cavazzini, visitabile fino al 28 febbraio 2016.

La mostra riassume le tappe della sua vita attorno all’obiettivo fotografico, da lei considerato l’unico possibile mezzo per registrare la realtà in tutte le sue manifestazioni. Nata nel 1896 nel popolare Borgo Pracchiuso di Udine, emigra giovanissima con la famiglia prima in Austria e poi oltreoceano, a San Francisco. Qui muove i primi passi nel mondo dell’arte visitando mostre e recitando nelle filodrammatiche della Little Italy; la sua particolare espressività e bellezza non passa inosservata e dopo alcune esperienze cinematografiche a Hollywood, che abbandona per la loro natura troppo commerciale, viene ritratta da diversi fotografi, tra cui Edward Weston, con il quale stringerà un forte legame sentimentale. Intelligente e sensibile, grazie a Weston la Modotti apprende velocemente i rudimenti della fotografia, che utilizza inizialmente per ritrarre soggetti naturalistici e in seguito come strumento d’indagine e denuncia sociale. Le sue immagini, apprezzate già all’epoca per il ricercato equilibrio estetico e formale, vengono pubblicate su giornali e riviste di stampo Comunista, assumendo così una forte valenza ideologica, come nel caso del famoso scatto della falce e martello o quello delle mani rovinate dal duro lavoro dei contadini messicani, presenti in mostra.

I lavori più celebri e quelli meno conosciuti sono presentati in tre sezioni suddivise in periodi storici che coincidono con importanti movimenti civili: il Messico post-rivoluzionario degli anni ’20, l’anti-fascismo internazionale e la guerra civile spagnola, che hanno visto Tina Modotti in prima linea nel soccorso dei feriti e dei rifugiati. Vengono inoltre esposti scatti che ritraggono una giovanissima Modotti nel suo periodo friulano, provenienti dal lascito della sorella Jolanda, assieme a lettere e carteggi della famiglia. Di particolare rilievo è la presentazione nella sua interezza della documentazione fotografica sulle Scuole libere di agricoltura di cui è recentemente entrato in possesso l’Istituto Nacional de Antropologia e Historia di Città del Messico e che contiene 18 scatti inediti della fotografa udinese, rimasti finora sconosciuti. Un percorso espositivo fluido, lineare, che accompagna il visitatore tra le pieghe di una straordinaria vicenda umana e artistica, e che rende merito a una donna forte e decisa, amica di artisti e letterati, viaggiatrice e testimone instancabile dei mutamenti del suo tempo.

Tina Modotti: la nuova rosa. Arte, storia e nuova umanità
18 ottobre – 28 febbraio 2016
Museo d’Arte Moderna e Contemporanea – Casa Cavazzini, Udine

Tina Modotti, 'Le mani della marionetta, Messico, 1929, stampa fotografica

Tina Modotti, Le mani della marionetta, Messico, 1929, stampa fotografica

Tina Modotti, 'Falce, pannocchia e cartucciera', Messico, 1928, stampa fotografica

Tina Modotti, Falce, pannocchia e cartucciera’ Messico, 1928, stampa fotografica

Anonimo, Tina Modotti a San Francisco, USA, 1920 ca., archivio Fotografico Cinemazero Images, Fondo Tina Modotti

Anonimo, Tina Modotti a San Francisco, USA, 1920 ca., archivio Fotografico Cinemazero Images, Fondo Tina Modotti

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Magalì Cappellaro

Da sempre appassionata di arte contemporanea e design, si diploma presso il Liceo Artistico Giovanni Sello di Udine e successivamente ottiene la laurea in Tecnologie per la Conservazione e il Restauro presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Particolarmente interessata allo sviluppo delle realtà non-profit in ambito artistico, collabora da anni con varie associazioni culturali di Udine, dove vive e lavora.

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