Rossini Art Site

Franz Stahler, Anfore, 1998

Il primo di aprile ha inaugurato una delle più importanti raccolte d’arte open air del secondo Novecento, nel cuore pulsante della Brianza: il Rossini Art Site. Il sito museale ha una superficie immensa, di 10 ettari, in un piccolo paese immerso nella natura, Briosco, dove le diverse inclinazioni della scultura astratta contemporanea trovano massimo risalto, grazie a un continuo gioco di unione e distacco con il paesaggio circostante. Il moderno mecenate, nonché imprenditore, Alberto Rossini ha iniziato la sua collezione di opere dai primi anni Cinquanta, continuando fino a oggi.

Le opere esposte percorrono il lungo cammino della scultura italiana e internazionale, dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri: il nucleo principale è costituito dai lavori dei maestri che hanno segnato maggiormente l’evoluzione dell’astrattismo in Italia, come Turcato, Cascella, Consagra, Melotti, Munari, Pomodoro e Varisco. Molte di queste opere sono state realizzate site specific e commissionate direttamente da Alberto Rossini, che ha instaurato con gli artisti un rapporto di stima e amicizia. Nell’immensa collezione non mancano i grandi maestri internazionali come Arman, Cesar, Dietman, Nagasawa, Oppenheim, Spoerri e Tinguely. Oltre a queste eccellenze, Rossini ha offerto il suo sostegno anche ad artisti emergenti e meno acclamati.

Durante la conferenza stampa, Alberto Rossini mostra orgoglioso le due sculture più significative dell’intera collezione, simbolo della sua passione per l’arte, senza tempo e senza limiti: la primissima opera acquisita, nel 1954, di Gaetano Negri, e, la più recente, nel 2014, dell’artista emergente brasiliano Raymundo Sesma. L’idea d’integrare arte, ambiente e architettura in un solo luogo, ha spinto la famiglia Rossini ad affidarsi allo studio SITE e al massimo esponente della green architecture, James Wines, per la progettazione dell’intera area di accesso al parco e del meraviglioso padiglione. Tutti i materiali utilizzati sono di provenienza locale, per sancire il profondo legame tra artificiale e naturale. Vetri, linee sinuose e colonne, sono i comuni denominatori dello stile dell’architetto newyorchese, che riesce a fondere forme rigide e severe con le dolci pendenze del parco brioschese con un’essenziale eleganza. Il padiglione ha l’aspetto di una roccia fusa con il cristallo, che si sposa perfettamente con la natura rigogliosa che lo circonda: è la punta di diamante del RAS.

Un’altra eccellenza in campo architettonico, Massimiliano Fuksas, ha collaborato con Rossini e il suo staff, donando il modello della Casa della Pace, esposta per la prima volta alla VII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia nel 2000, e oggi a grandezza naturale a Jaffa (Tel Aviv, Israele). L’architetto progettò quest’opera in risposta al conflitto arabo-israeliano, costruendo una struttura fatta di strati, simboli della pazienza e del tempo, fondamenta sulle quali si basa la pace. Il Rossini Art Site rappresenta un unicum in Italia, in quanto oltre a offrire molte delle più interessanti opere di land art internazionali, mostra uno scorcio di vita bucolica in campagna: la rigogliosa vegetazione autoctona, tra cui un secolare oliveto; i meravigliosi cavalli, pony e asini che si cibano placidamente di erba e arte; la cornice mozzafiato delle colline che si schiudono verso le Alpi e si riflettono nel poetico specchio d’acqua, progettato nel rispetto della morfologia del territorio.

Franz Stahler, Anfore, 1998Franz Stahler, Anfore, 1998

Massimiliano Fuksas, Casa della Pace, 2000Massimiliano Fuksas, Casa della Pace,  2000

Padiglione d'ingresso Rossini Art SitePadiglione d’ingresso Rossini Art Site

Pietro Consagra, Ferri Bifrontali, 1978Pietro Consagra, Ferri Bifrontali, 1978

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Giulia Brenna

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