Samuele Menin. Molto probabilmente salto in Paradiso. Lussuria.

03_Samuele Menin, Patata, La, Parola, 2013, Courtesy Galleria Upp, Venezia

Molto probabilmente salto in Paradiso. Lussuria è il risultato di una serie di opere che l’artista Samuele Menin dedica alla straordinaria cantante Nina Simone. Eunice Kathleen Waymon (1933-2003) era il suo vero nome ed è stata una delle voci più intense della musica americana, interpretando brani come Feelin’ Good (1965) e My Baby Just Cares for Me (1987). La sua eleganza e la naturale propensione a mettere insieme, mescolare, diverse sonorità hanno reso unico il suo vasto repertorio, composto da elementi jazz, blues, soul, rievocazioni folk e gospel.

03_Samuele Menin, Patata, La, Parola, 2013, Courtesy Galleria Upp, Venezia

Samuele Menin, Patata, La, Parola, 2013, Courtesy Galleria Upp, Venezia.
 

Samuele Menin (Castellanza, 1978) parte dalle immagini della cantante, da elementi ben riconoscibili, oggetti, materiali, carichi di storia, e da questi procede alla costruzione delle sue visioni. Egli, come un mago, mescola, modella e trasforma. Il risultato è una fusione, assolutamente inedita e apparentemente slegata da ciò che era in origine, nata dal mescolamento di materiali – gesso, carta, vetro, plastiche, smalti, ecc.- colori e oggetti.
Recuperando la lettura che dà Marco Tagliafierro, l’artista non si limita ad assemblare delle parti, ma compie un lavoro più profondo e meditato, frutto di un processo di riaggregazione. “Il lavoro di Samuele Menin dimostra come sia possibile, attraverso diversi procedimenti mentali, oltre che chimici, scindere questi componenti per riaggregarli ad altri corpi dalle diverse proprietà. Le combinazioni sperimentate da Menin riguardano oggetti, terra, liquidi commestibili, polvere, ricordi, evocazioni, segni che esprimono citazioni o allusioni”. Marco Tagliafierro

01_Samuele Menin, installation view, 2013, courtesy Galleria Upp

Samuele Menin, installation view, 2013, Courtesy Galleria Upp, Venezia.
 

Sperimentazioni dunque. Mescolanza di materia, oggetti pregni di significati che Menin manipola come sculture: la loro forma originaria scompare, sovrastata dal processo di assemblamento, ma la loro essenza resta insita e ben radicata all’interno. Il prodotto finale è una stratificazione, totalmente astratta. Scultura? Chimica? Magia? Le opere presenti in mostra non riescono a slegarsi dall’immagine di Nina Simone – immensa sinuosa semplice ed elegante, e dai disegni eseguiti dal pugno dello stesso artista: in alcuni casi essi si sovrappongono, in altri si accostano alle sculture, creando strati ulteriori.

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Samuele Menin, drawings view, 2013, Courtesy Galleria Upp, Venezia.
 

Questi i titoli delle opere: Patata – Pronuncio – Veramente – Adoro – Come – Che – Una – Persona – C’è – A – Piace – La – Parola … Parole che possono essere usate come tasselli di un puzzle da comporre. Parole aperte che consentono allo spettatore d’interpretare e formulare il testo dandogli il significato più vicino al proprio modo di vedere e sentire un senso compiuto. E a dire il vero i giochi di parole incalzano sin dal titolo di questa stessa mostra: Molto probabilmente salto in Paradiso. Lussuria. Un Salto. Un salto verso dove? Un salto a piè pari nella Lussuria. O meglio, un salto nel Paradiso… della Lussuria.

02_Samuele Menin, installation view, 2013, Courtesy Galleria Upp, Venezia

Samuele Menin, installation view, 2013, Courtesy Galleria Upp, Venezia.
 

Galleria Upp
Giudecca 282
30133 Venezia
Orari di apertura: dalle 15.00 alle 19.00 (martedì-sabato). Oppure su appuntamento.

Francesca Vason

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