Sarah Moon, Inverno al Fortuny

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Nell’ambito della rassegna Inverno a Palazzo Fortuny, il museo veneziano, un tempo studio e dimora del grande stilista catalano Mariano Fortuny, ospita dal 19 dicembre al 13 marzo, la mostra  Sarah Moon. Omaggio a Mariano Fortuny, curata da Alexandra de Léal e Adele Re Rebaudengo. Gli scatti della francese, rigorosamente in bianco e nero e stampate a getto d’inchiostro o ai sali d’argento, costituiscono un tentativo di omaggiare la memoria di Fortuny, attraverso un ciclo di fotografie realizzate dall’artista all’interno del palazzo che oggi occupa la mostra stessa.

Con le sue immagini volutamente incerte, ricche di sfumature e talvolta imprecise nella messa a fuoco, la Moon ha immortalato i dettagli degli ambienti o delle numerose sculture presenti nel palazzo, ottenendo come risultato finale delle figure che riportano facilmente alla mente di chi le guarda le fotografie di architetture o di nature morte che venivano scattate agli albori della fotografia, in un’epoca in cui i lunghi tempi di esposizione necessari per scattare una foto rendevano soggetti come questi i più adatti alla pratica di questa tecnica.

L’occhio della Moon si concentra così sulla morbidezza, soltanto apparente, delle vesti di marmo che ornano le statue, sulla dolcezza dei drappeggi cadenti e delle pieghe, ma anche sulle linee sinuose dei corpi di queste antiche figure, ancora ricche di un’aura evanescente di maestosità, solo parzialmente intaccata dall’azione del tempo. Se si pensa che proprio il Delphos, l’abito-icona che ha consacrato Mariano Fortuny, richiama con il nome – ma non solo – all’immaginario dell’antica Grecia, si comprende in maniera più chiara il tentativo della Moon di omaggiare lo stilista attraverso questi scatti.

Oltre che sulle statue, la fotografa francese indirizza l’obiettivo della sua macchina anche su alcune stanze di Palazzo Fortuny, realizzando un trittico d’immagini d’ambiente, talmente permeate di quell’atmosfera tipica della pittura Metafisica, che non pare troppo azzardato pensare a un riferimento diretto alla poetica del maestro di questa corrente, Giorgio de Chirico.

L’effetto complessivo regalato dalle immagini della Moon è quello di un momento di calma, di solitudine, di sospensione. Ad amplificare questa sensazione contribuisce la scelta dell’ambiente espositivo: l’affascinante secondo piano di Palazzo Fortuny, un ampio spazio aperto dalle luci tenui in cui i muri, parzialmente scrostati e privi di intonaco, rappresentano il perfetto sfondo per le figure scelte dall’artista. Questi muri cadenti, infatti, non possono che sottolineare ulteriormente l’autentico punto di forza del progetto di Sarah Moon, ovvero la capacità delle sue fotografie di mettere in evidenza l’azione inesorabile dello scorrere del tempo, l’evanescenza della bellezza e la condizione di costante incertezza su cui si basa la vita umana.

Nell’ambito della stessa rassegna, Palazzo Fortuny ospita anche le mostre Henriette Fortuny. Ritratto di una musa, Romaine Brooks. Dipinti, disegni, fotografie e Ida Barbarigo. Erme e Saturni.

Daniele Mulas

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Sarah Moon. Casa Fortuny, 2014. Collezione dell’artista

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Sarah Moon, Omaggio a Mariano Fortuny, Stampa ai sali d’argento

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Sarah Moon, Omaggio a Mariano Fortuny, Stampa ai sali d’argento

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