Save art with street art: intervista a Giulia Rollo

Girolamo Siciolante Da Sermoneta, San Sebastiano (particolare), ca.1570, pittura murale trasportata su tela, 115x210

Giulia Rollo, Daria Montemaggiori e Alessandra Risolo. Tre generazioni diverse di restauratrici ma tutte e tre con la stessa idea in testa: recuperare il patrimonio artistico italiano, troppo spesso abbandonato a se stesso e privo delle dovute attenzioni da parte delle istituzioni. Nasce così l’idea di Save art with street art il cui scopo fondamentale è quello di raccogliere fondi per la campagna di restauro di due opere che decorano l’interno di una delle centralissime chiese romane, Santa Maria della Pace. Crowdfunding, street art e restauro sono gli elementi base di questo progetto. Abbiamo chiesto a Giulia Rollo di spiegarci in modo più dettagliato questa iniziativa.

Girolamo Siciolante Da Sermoneta, San Sebastiano (particolare), ca.1570, pittura murale trasportata su tela, 115x210

Girolamo Siciolante Da Sermoneta, San Sebastiano (particolare), ca.1570, pittura murale trasportata su tela
 

LinkedARTS è l’associazione di cui fate parte… da chi e come è nata? Di cosa si occupa?
LinkedARTS è un’associazione nata con l’intento di promuovere la conoscenza dell’importanza del patrimonio culturale e in particolare della cultura del restauro, dato che siamo tutte e tre restauratrici. Abbiamo un’alta formazione nel settore, che attualmente sta attraversando una crisi profonda a causa dei tagli inferti al MiBACT negli ultimi anni dai governi che si sono succeduti. Due di noi (io compresa) sono abbastanza giovani, e per questo pensiamo entusiasticamente che il rinnovamento nelle modalità di reperire i fondi per i restauri sia necessario, aprendosi a nuove esperienze come la creazione di eventi e, appunto, il crowdfunding. L’associazione è nata di recente, dalla volontà di noi tre e proprio in occasione dell’organizzazione della campagna SAwSA, per avviare il nostro percorso che si prefigge come scopo quello d’innescare un cambiamento, ora come mai necessario nel campo del restauro e della tutela del nostro patrimonio.

Roma con i suoi piccoli capolavori nascosti e lasciati troppo spesso al degrado ha ispirato il progetto Save art with Street Art… puoi raccontarci qualcosa in più sul progetto?
Il progetto SAwST è nato proprio per cercare di trovare un’alternativa a quelle che sono le modalità di finanziamento tradizionalmente impiegate nel restauro: mi riferisco ai soldi pubblici, gestiti dagli enti di tutela locali e ora davvero scarsi, e allo stanziamento di fondi da parte di privati, i quali però tendono spesso a elargire soldi per il restauro di grandi opere d’arte, potendo così legare il proprio nome ai grandi interventi. Noi invece, proprio perché del settore e in quanto tali sensibili al degrado di quel patrimonio culturale che potremmo definire “minore”, ci siamo sentite di doverci indirizzare proprio a questo genere di opere.
Per di più, sapevamo che con un crowdfunding non avremmo potuto raggiungere un budget stellare, in virtù anche del fatto che siamo slegate da istituzioni quali i musei, che stanno cominciando a mettere in atto campagne di crowdfunding spesso di successo, potendo contare su una rete di sostenitori fatta degli abituali frequentatori. Anche dunque per questa ragione abbiamo scelto delle opere per il cui restauro avremmo potuto chiedere una somma ragionevole.

Girolamo Siciolante Da Sermoneta, Sant'Andrea (particolare), ca.1570, pittura murale trasportata su tela, 115x210

Girolamo Siciolante Da Sermoneta, Sant’Andrea (particolare), ca.1570, pittura murale trasportata su tela
 

Il progetto è, dunque, basato sulla forma di finanziamento volontario, meglio nota come crowdfunding, che tipo di difficoltà avete trovato per avviare la vostra iniziativa?
Devo confessare che siamo state abbastanza fortunate, perché l’idea è stata accolta con un certo entusiasmo da parte della Sezione Arte Sacra del Vicariato, proprietaria del bene. E un grande sostegno ci è stato dato dalla Soprintendenza ai beni storico-artistici ed etnoantropologici di Roma, in particolar modo dalla dott.ssa Lucia Calzona, che si è prestata a girare il secondo video visibile sulla piattaforma Ulule.com. Le difficoltà sono state piuttosto legate al dover girare il teaser principale di Ulule… Noi restauratori siamo sempre un po’ abituati a stare nel backstage!

A che punto siete con la raccolta fondi?
Dopo circa dieci giorni dall’avvio della campagna siamo arrivate a circa il 15% del budget richiesto. Siamo abbastanza soddisfatte, anche se è decisivo davvero non abbassare mai la guardia! Siamo molto contente perché attraverso il nostro blog e la nostra pagina facebook siamo arrivate a raggiungere molti sostenitori, riuscendo a convincere un gran numero di persone della validità della nostra iniziativa. E poi la nostra campagna sta acquisendo visibilità su giornali importanti, come Repubblica.it, e questo è davvero incoraggiante ed emozionante! Faremo del nostro meglio per cercare di tenere viva l’attenzione e… che l’onda non scemi!

Lucamaleonte, ex gil, novembre 2013

Lucamaleonte, ex gil, novembre 2013
 

Arte classica e street art, un accostamento apparentemente dissonante… da cosa nasce l’idea di coinvolgere Lucamaleonte? E perché?
Personalmente sono un’amante della street art, e così anche la mia collega Daria. Ho trentatré anni e ho vissuto come ventenne gli anni in cui la street art si è diffusa anche da noi. È un’arte coinvolgente, democratica, colorata, che spesso e volentieri si affranca dai circuiti delle gallerie d’arte, é diretta e spontanea. Ed è utile, basti vedere i progetti di riqualificazione urbana che negli ultimi tempi sono stati avviati nella stessa Roma. Quando abbiamo pensato alla street art, oltre all’apprezzamento personale, abbiamo dunque ritenuto che fosse la forma artistica adatta a parlare a un grande quantità di persone: sono questi i numeri del crowdfunding! L’arte contemporanea delle gallerie e spesso anche dei musei non è facilmente apprezzata dal vasto pubblico, che invece comincia a familiarizzare veramente con la Street Art. L’incontro con Lucamaleonte è stato fortuito e fortunato. Cercando uno street artist che potesse avere un linguaggio ad hoc per il progetto, abbiamo trovato Luca, che spesso utilizza l’arte antica rivisitandola con i suoi stencil. Abbiamo poi scoperto che anche lui ha una formazione da restauratore… ed ecco che questo lo ha fatto sentire probabilmente più vicino alla causa e ha deciso di aderire subito alla campagna.

Girolamo Siciolante Da Sermoneta, San Sebastiano, ca.1570, pittura murale trasportata su tela, 115x210

Girolamo Siciolante Da Sermoneta, San Sebastiano, ca.1570, pittura murale trasportata su tela
 

Il vostro progetto di restauro parte dalle due opere del manierista Gerolamo Siciolante da Sermoneta in Santa Maria della Pace… cosa vi ha spinto a iniziare proprio da lì?
La proposta ci è stata fatta dalla Soprintendenza. Ci è stata offerta la possibilità di fare un sopralluogo nella chiesa ed è stato così che abbiamo constatato l’urgenza dell’intervento. La chiesa di Santa Maria della Pace, che ospita dei capolavori incredibili, tra cui per prime le Sibille di Raffaello, è stata per anni chiusa al pubblico. Nell’ottica di poter rilanciare l’edificio con le sue bellezze, amatissimo dai turisti e dagli amanti dell’arte, l’idea delle istituzioni era proprio quella di provvedere al recupero di tutte le opere presenti. Ed è così che noi abbiamo avuto la fortuna d’imbatterci nei due splendidi e al contempo martoriati dipinti di Gerolamo Siciolante.

Un progetto coraggioso e all’avanguardia per certi aspetti, data la situazione italiana… avendo numerose esperienze sul campo, cosa dovrebbe cambiare nel meccanismo istituzionale della conservazione e del restauro e come?
Beh, per rispondere a questa domanda sarebbero necessari fiumi d’inchiostro… Si potrebbe cominciare dal riconoscimento della professione: noi restauratori non abbiamo un albo professionale e ormai sono decenni che si parla di regolamentare l’ingresso e la permanenza sul mercato dei professionisti del settore. C’è e c’è stata molta resistenza al riguardo, cosa assolutamente deplorevole perché il patrimonio necessita di una conservazione consapevole e attenta. In secondo luogo, a mio avviso, data la scarsità di fondi che le Soprintendenze hanno a disposizione, bisognerebbe veramente favorire l’ingresso di mecenati privati nel settore. Un attento monitoraggio dei lavori da parte degli enti di tutela assieme all’assegnazione dei lavori a professionisti seri, potrebbe rivelarsi una carta vincente per innescare un circolo virtuoso che permetta di sopperire alla mancanza di soldi pubblici da destinare agli interventi di restauro. Infine, e questo è quello che si sente sempre dire ma che si fa veramente fatica ad attuare, è la possibilità di dare lavoro ai giovani: i restauratori di nuova generazione hanno come carta vincente le loro conoscenze al passo coi tempi. Non mi riferisco solo all’aggiornamento per quanto riguarda i materiali che s’impiegano nella pratica del restauro sul campo, ma anche alla loro competenza in materia di nuove tecnologie e social networks, che le generazioni di venti-trentenni ormai usano con disinvoltura, e che potrebbe dar luogo a iniziative davvero moderne e innovative. Inoltre, il mondo dell’imprenditoria giovanile attuale si basa sempre di più su team di lavoro eterogenei, proprio come abbiamo fatto noi con la nostra campagna coinvolgendo un grafico, una video maker, un video editor… L’unione fa la forza e l’insieme di più competenze credo sia l’unico modo per poter generare innovazione e progetti interessanti.

Lucamaleonte, Backtoblue, sottopasso Ostiense, gennaio 2014

Lucamaleonte, Backtoblue, sottopasso Ostiense, gennaio 2014
 

LinedART – progetto SAwSA
saveartwithcrowdfunding2.wordpress.com

Alessia Cervelli

The following two tabs change content below.

Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

Ultimi post di Alessia Cervelli (vedi tutti)

1 Comment

  1. Anche l’arte si sta sempre più digitalizzando, noi affrontiamo l’argomento sul nostro blog: http://edeaimage.blogspot.it/2014/08/street-view-e-gigapixel-per-viaggiare.html. Visitateci!

Rispondi