Scopophilia. Nan Goldin e lo sguardo oltre la serratura

Odalisque_2011_Stampa cromogenica_114,3x168,9 cm

Guardare per il piacere di farlo. Ossessione erotica di una voluttà visiva. Un occhio, quello dell’obiettivo, che scruta attraverso un immaginario buco della serratura. Osserva l’interiorità della vita, con delicata brutalità ne coglie gli aspetti più crudi. Tutto questo si nasconde in Scopophilia. Non solo termine di origine greca (Scopeo=osservare e Filìa=propensione) ma una mostra suggestiva e intima. A ospitarla è la Gagosian Gallery nella sua sede di Roma, fino al 24 Maggio. Autrice è la fotografa americana Nan Goldin alla sua prima esposizione romana.

Odalisque_2011_Stampa cromogenica_114,3x168,9 cmNan Goldin, Odalisque, 2011. Stampa cromogenica 
 

La mostra nasce da un progetto iniziato dalla Goldin nel 2010, anno in cui le fu permesso di accedere al Louvre e scattare liberamente fotografie ai grandi capolavori che compongono una delle più note collezioni d’arte al mondo. Non è difficile immaginarla lì, per mesi, entrare in punta di piedi nelle maestose sale del museo parigino e catturare, nel silenzio che domina alla chiusura, quell’intimità che pochi eletti hanno avuto modo di cogliere. Immortalare il sussurro di un’eternità senza tempo, confrontandosi con essa. Decine, centinaia, migliaia di fotografie. Un passato lontano, a lei molto vicino. Amori travolgenti e disperati, sessualità esplicite e controverse, episodi tragici, vita e morte intrecciate all’esistenza quotidiana. Da tutto questo nasce Scopophilia, un lungo viaggio negli anni, tra le vite degli altri e in quella dell’artista, momenti privati sigillati in uno scatto, rubati al fluire del tempo, che colloquiano con i grandi capolavori dell’arte.

The Horse Races, Egypt_2010_Stampa Cromogenica_61,1x174 cm

Nan Goldin, The Horse Races, Egypt 2010. Stampa Cromogenica
 

Nata nel 1953 a Washington, la sua vita viene segnata già in tenera età dalla tragica morte della sorella maggiore. Il trasferimento a Boston, la School of the Museum of Fine Arts contribuiscono a sviluppare quella sua esigenza documentaristica che caratterizzerà tutta la sua produzione fotografica, indissolubilmente legata alle sue vicende personali e all’universo che ruoterà attorno a lei a New York. La droga, la riabilitazione e i rapporti sbagliati faranno il resto, dando quel tono poetico e graffiante a tutte le sue opere.

The Nap_2010_Stampa cromogenica_61x163,8 cm

Nan Goldin, The Nap, 2010. Stampa cromogenica
 

Il suggestivo spazio della Gagosian permette allo sguardo di vagare libero tra le pareti, curvare, girare e ritornare all’osservatore. L’opera The Eyes dà il benvenuto a chi si avventura in questo sacrario, a monito di ciò che lo attende. In questo lento percorso intimistico s’incrociano sguardi profondi, meditativi, tristi. Sono amici, amanti, sconosciuti che Nan Goldin ha incontrato nel corso della sua esistenza. Assoluti o inseriti in collage geometrici di fotografie e opere classiche, colpiscono per la loro sensualità. Un abbraccio tra due amanti nella penombra in The Nap riecheggia il profondo sonno de Le Dormeuses di Courbet. La Grande Odalisca di Ingres, la Venere del Correggio, l’Odalisca Romana di Corot si trasformano in versioni più audaci ed esplicite di se stesse. I veli del tempo si sedimentano, lasciando intravedere qua e là squarci di volti, emozioni, sensazioni come in Veils.

Veils_2011-2014_stampa cromogenica_114,3x134,6 cm

Nan Goldin, Veils, 2011-2014. Stampa cromogenica
 

Un voyeurismo aristocratico trionfa nell’ultima sala dove viene proiettato in loop, uno slideshow di venticinque minuti che raccoglie l’imponente mole del lavoro prodotto da questa artista. Il Louvre e le sue opere. Nan Goldin e il suo repertorio. Un diario lungo quasi quarant’anni. Un raffronto, una riflessione accompagnata da una nostalgica melodia classica composta da Alain Mahè. Un racconto costruito per immagini. Un ritorno, in un certo senso, agli esordi. Ai fumosi locali newyorkesi dove, già da metà anni Ottanta, proiettava la sue diapositive. Ritorno al mood di The Ballad of Sexual Dependency, a quelle composizioni d’immagini e musica. Ritorno a un passato ancora presente.

Alessia Cervelli

SCOPOPHILIA
Nan Goldin Solo Exhibition
Fino al 24 Maggio 2014
Gagosian Gallery – Roma
www.gagosian.com

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Alessia Cervelli

Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, intraprende fin da subito un percorso multidisciplinare che la porta a svolgere attività curatoriali indipendenti e di critica, affiancate a ricerca e catalogazione in ambito istituzionale. Da sempre legata al mondo della scrittura, porta avanti la propria passione sia in campo “giornalistico” sia letterario, rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alla pittura e alla fotografia. Attualmente vive e lavora a Roma.

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