Scultori della Speranza. L’inevitabilità di un nuovo metodo di fruizione

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Nel libro di Anna Detheridge, pubblicato da Einaudi, la formulazione di un punto di vista concettuale fa luce all’interno delle dinamiche di produzione di senso e di interazione con l’arte.

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A partire dagli Anni Sessanta, attraverso un approccio concettuale, l’arte contemporanea ha subito una serie di destrutturazioni. Le odierne pratiche sono diventate comprensibili, a prescindere dal loro rapporto con criteri estetici storicamente codificati, soltanto se riferite ai cambiamenti sociali e culturali del mondo globalizzato. Dal momento dell’inevitabile nascita di questi nuovi orientamenti, il tentativo della critica è stato, generalmente, quello d’inserire l’osservatore all’interno di un percorso di progressive prese di coscienza. L’oggetto dell’indagine risulta meno incisivo rispetto al modo d’interazione con il contesto sociale e alle dinamiche dell’evoluzione in un sistema fondamentalmente relazionale. Paradigmi di cambiamento e interventi progettuali sono stati individuati nel recupero della vita stessa e di operazioni, condotte con altri altri artisti o operatori del settore, dagli esiti spesso imprevedibili.

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Il libro di Anna Detheridge, Scultori della Speranza, recentemente pubblicato da Einaudi, cerca di definire meglio i termini del discorso intorno al ruolo del critico nell’attribuire validità e significato a determinati fenomeni. Gli strumenti necessari saranno stabiliti in base all’interdisciplinarietà, a una conoscenza sistemica aperta e a un’epistemologia ecologica e comunitaria. Ogni intervento acquisterà valore soltanto se impiantato nel contesto dei profondi mutamenti in atto e nel dibattito urgente che investe tutte le culture. Gli approdi apparentemente ermetici dell’arte contemporanea, tautologicamente ambigui o volutamente polisemici, potranno rivelare indizi in grado d’inaugurare nuovi punti di vista sul mondo. Seguendo queste indicazioni, il libro intende offrirci una guida, nella speranza che i lettori possano rintracciarvi un’illuminazione indispensabile per la propria vita.

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Alighiero Boetti, Mappa 1971 – 1973, Collezione Anne-Marie Sauzeau, Parigi
 

Interpretazioni dello spazio fisico e del paesaggio vengono prese in esame, cronologicamente, attraverso opere di Luciano Fabro, Giuseppe Penone, Robert Smithson, Gordon Matta-Clark e Ai Weiwei. Considerazioni di carattere politico-economico su nuove mappature si insinuano nel dettato oggettivante e cosmopolita del lavoro di Alighiero Boetti per attualizzarsi nelle visioni cartografiche e problematicamente didascaliche di Paola Di Bello e Cedric Price. Le poetiche della relazione, rilette a partire da Marina Abramovic per giungere fino a Lara Favaretto e Francesco Arena, sono analizzate nella radicale ricerca di un’interazione, anche casuale, con lo spettatore. Un sentimento di empatia sta alla base di questi procedimenti. L’azione performativa, in questo senso, permette di stabilire legami che non hanno bisogno di passare attraverso il linguaggio verbale o l’accettazione di convenzioni sociali.
L’eredità dell’arte concettuale, muovendo i suoi passi dalla globalizzazione della tarda modernità, consiste proprio nell’apertura incondizionata verso un nuovo tipo di fruizione, slacciata da meccanismi di osservazione passiva e legata indissolubilmente a una partecipazione consapevole di fronte alle inedite formulazioni della performance, della video art e della proposizione di uno spazio assoluto, biologicamente o tecnologicamente concluso. Il ruolo della riflessione sulle coordinate di attribuzione di senso giocherà una funzione utopica e contribuirà alla creazione di un ulteriore livello di tensione etica all’interno di un rinnovato ruolo dello spettatore.

Anna Detheridge
Scultori della Speranza – L’arte nel contesto della globalizzazione
Piccola Biblioteca Einaudi Ns, 2012
euro 35,00
pp. XVIII – 302
ISBN 9788806210526 – http://www.einaudi.it/

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Ivan Fassio (Asti, 1979), scrittore, performer, critico d'arte, curatore, organizzatore di manifestazioni letterarie. Il suo primo libro, "Fuori fuoco", è stato pubblicato per le Edizioni Smasher con una prefazione di Ezio Gribaudo. Ha ideato, insieme al compositore Diego Razza, la performance d'interazione poeticomusicale "Mystic Gallery Show". Cura, insieme a Fabrizio Bonci, la rassegna multidisciplinare "Oblom Poesia".

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