Sean Scully: ombre e luci sul Canal Grande

Sean Scully, 'Blueland', 2014, Oil on aluminum, installation view

La Biennale di Venezia non è solo Arsenale e Giardini: a dimostrarlo sono le quarantaquattro mostre collaterali ufficiali di questa 56° edizione che, sparse per la città, offrono un percorso alternativo fatto di grandi nomi del Novecento e del Contemporaneo. Ne è un esempio la personale che Fondazione VOLUME!, con il supporto della Timothy Taylor Gallery (Londra) e della Kewenig Galerie (Berlino), dedica all’artista americano Sean Scully. La cornice dell’esposizione curata da Danilo Eccher, è lo scenografico Palazzo Falier, piccolo gioiello architettonico incastonato tra le calli e affacciato sul Canal Grande. Il nome della mostra, Land sea, è già di per sé evocativo e racchiude la volontà dell’artista di far dialogare la propria ricerca sull’Astratto con i ricordi dei suoi soggiorni in laguna.

Nato a Dublino nel 1945, Scully si trasferisce con la famiglia a Londra ancora bambino, e nel 1983 ottiene la cittadinanza americana. Finalista in due edizioni del Turner Prize, il suo lavoro è presente in numerose collezioni pubbliche, tra cui ricordiamo il Metropolitan Museum of Art, il Salomon R. Guggenheim di New York e la Tate di Londra. A partire dagli anni ’70, Scully intraprende una fondamentale ricerca pittorica contraddistinta dal passaggio da una composizione geometrica e lineare a una meno rigorosa, dove il colore brillante e corposo, steso a grandi pennellate sovrapposte, diventa l’unico protagonista. Nelle sue tele è possibile trovare le influenze di maestri quali Rothko e Giorgio Morandi: il primo per le grandi e informi campiture di colore, essenza spirituale dell’Astrattismo, che delineano e contraddistinguono da sempre l’opera di Scully, il secondo per le variazioni cromatiche presenti all’interno di una stessa gamma di colori. Nel 2013, a riconoscimento del suo peculiare percorso artistico, è stato insignito del titolo di Accademico Reale. Attualmente vive e lavora tra New York, Barcellona e Monaco di Baviera e con la sua continua ricerca e volontà di operare al di fuori di mode e tendenze contribuisce in modo significativo al dibattito sull’importanza dell’arte astratta nella contemporaneità.

A ispirare i lavori realizzati per l’esposizione veneziana sono stati la luce, i movimenti dell’acqua e le pietre dorate della città, ma anche il luminismo e il cromatismo della tradizione pittorica dei maestri veneti come Tintoretto, Bellini e Tiziano. Nel corridoio centrale del palazzo sono collocati sei dipinti di notevoli dimensioni appartenenti alla serie Landline del 2014: larghe fasce orizzontali di colore blu si alternano a toni vibranti di verde e grigio. Le decise variazioni cromatiche dialogano tra loro, quasi fondendosi, e le grandi campiture di colore richiamano i livelli prospettici di un paesaggio marino.

Le salette laterali ospitano invece 13 dipinti a olio e due pastelli della serie Doric (2010/13) in cui si nota il ruolo dominante della componente geometrica d’ispirazione architettonica e la ricerca di nuove possibilità cromatiche per valorizzarla. Nell’attraversare le sale ci si accorge che la luce è protagonista tanto quanto la pittura: è la calda luce naturale di Venezia che entra dalle alte vetrate di Palazzo Falier e dialoga con le tele. L’effetto cercato dall’artista è proprio questa alternanza di luce e ombra, in cui i contrasti di colore vengono amplificati e le pennellate vengono definite e rese maggiormente corpose. La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino al 22 novembre 2015, data conclusiva della Biennale.

Sean Scully | LAND SEA
Palazzo Falier
San Marco 2906 – 30124, Venezia 9 maggio – 22 novembre 2015
dal martedì alla domenica, 10 – 18 ingresso libero

Sean Scully, 'Blueland', 2014, Oil on aluminum, installation view

Sean Scully, Blueland, 2014, Oil on aluminum, installation view

Sean Scully, 'Doric Ascending', 2012, oil on aluminum

Sean Scully, Doric Ascending, 2012, oil on aluminum

Sean Scully, 'Doric Yellow', 2013, Pastel on paper, Installation view

Sean Scully, Doric Yellow, 2013, Pastel on paper, Installation view

Sean Scully, 'Landline Dark Red', 2014, Oil on linen

Sean Scully, Landline Dark Red, 2014, Oil on linen

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Magalì Cappellaro

Da sempre appassionata di arte contemporanea e design, si diploma presso il Liceo Artistico Giovanni Sello di Udine e successivamente ottiene la laurea in Tecnologie per la Conservazione e il Restauro presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Particolarmente interessata allo sviluppo delle realtà non-profit in ambito artistico, collabora da anni con varie associazioni culturali di Udine, dove vive e lavora.

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