Serse a Saint-Étienne. Estetica spirituale

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Maestro della matita, Serse realizza le sue opere con una mina di grafite. Una tecnica complessa che gli permette di creare un gioco di luci e ombre, di pieni e vuoti affini alla pittura orientale, dettagli e dissolvenze che richiamano, solo apparentemente, un processo fotografico. Uno stile e una tecnica in virtù delle quali è entrato nella “hit-parade” dei centonove artisti al mondo segnalati come innovatori nel disegno contemporaneo da Emma Dexter, Senior Curator della Tate Modern di Londra.

Ora, per la prima volta in Francia, dopo numerose mostre in Italia, Belgio, Germania e Svizzera, il Musée d’Art Contemporain di Saint-Étienne Métropole, istituzione internazionale del campo dell’arte moderna e contemporanea (più di 19 mila opere di cui 1.500 pezzi di design), gli dedica una personale. Veneto, ma ormai triestino d’adozione Serse, Fabrizio Roma per l’anagrafe, nasce a San Polo del Piave, nel 1952. Un giorno arriva nella città giuliana e sia il soffio impetuoso della bora e per la luce del golfo così particolare o per quei riflessi cangianti sull’acqua, si ferma.

«Nel mio lavoro l’oggetto principale è il disegno, eseguito strettamente con grafite su carta. La più pura e nobile forma della grafite è il diamante. Diamante e grafite compongono una specie di alfa e omega in termini di materiali, ma anche in termini di colori: nero e solido per la grafite, trasparente e neutro per il diamante», spiega Serse. La liquidità dell’acqua, il bagliore di un riflesso, una goccia e i suoi liquidi effetti, la perfezione geometrica di un’architettura sono l’essenza del suo sentire: un sentimento della natura romantico che sfiora la quiete metafisica, ma che si avvicina anche al pensiero estetico spirituale orientale. Serse ritrae la natura sublimandola in un’astrazione zen. Paesaggi soprattutto, e poi alberi, architetture, nuvole, onde, montagne…

In un tempo sospeso che proietta lo spettatore in un’altra dimensione. Ci sono più cose tra cielo e terra… o per dirla come Shitao, pittore e teorico del tardo periodo Ming: “Io parlo con le mie mani, tu ascolti con i tuoi occhi”. I suoi riferimenti: Caspar David Friedrich, Giorgio Morandi, l’Elogio dell’Ombra di Junichiro Tanizaki e i progetti del grande architetto Carlo Scarpa, soprattutto la Tomba Brion di San Vito di Altivole, con la sua potenza grafica decorativa. In mostra circa sessanta opere di grande formato, realizzate dal 1994 al 2014, con le serie Sali d’argento (mari), A fior d’acqua (riflessi), Diamanti, Cieli, Studio dal vero (alberi e canneti).

Serse, Musée d’Art Moderne et Contemporain, Saint-Étienne (a 60 chilometri da Lione), Francia. Aperta sino al 17 maggio 2015. Fino al 12 aprile in contemporanea alla Biennale Internazionale di Design. www.mamc–st–etienne.fr

Micaela Zucconi

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Serse, Notti Bianche, graphite on paper, 1995

SERSE_GasSerse, Gas, graphite on paper, 2004

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Serse, Diamante, graphite on paper, 2013

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Serse, Musée d’Art Moderne et Contemporain, Saint-Étienne. Installation View.

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