Set up 2017

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Il significato della parola setup, “predisporre le operazioni per il successivo avviamento di un sistema”, indica le intenzioni della fiera: mettere in moto un nuovo processo per ripensare il sistema arte. Nata nel 2013, questa giovanissima fiera è quest’anno alla sua quinta edizione, e ci arriva in maniera ottimale, con l’etichetta: internazionale. Il programma 2017 punta a essere ampio e ricco, tant’è che occorre fare un po’ d’ordine tra le innumerevoli offerte proposte per non perdersi nulla.

Come ribadito in conferenza stampa, Set Up non nasce con lo scopo puramente commerciale come quello di vendere, no. Set Up mira e cura soprattutto all’aspetto curatoriale e culturale, ed è impegnata infatti già dagli esordi al lavoro di riqualifica di una zona complessa come quella dell’Autostazione, a tutti gli effetti un porta di accesso e passaggio della città felsinea. Set Up ambisce a una cultura diffusa, partecipativa, circolare, ed è per questo che il programma culturale curato sa Serena Achilli (curatrice e direttore di Algoritmo Festival) vanta tredici appuntamenti con ben trenta relatori (tra i quali il Prof. Antimo Cesaro: Sottosegretario di Stato, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo), ma soprattutto le conferenze e i talk non vogliono essere vincolati all’acquisto del biglietto della fiera, ed è per questo che si terranno al piano terra, punto di transito notevole anche per chi non visiti Set Up. Set up vuole abbracciare la città di Bologna, e infatti Set up plus coinvolgerà realtà anche non prettamente museali con più di 30 location cittadine che presenteranno 36 eventi dal 22 gennaio fino a metà febbraio. Tutti i dettagli ovviamente sono reperibili sul sito. Queste anticipazioni proprio per sottolineare la volontà di tutto lo staff (perlopiù al femminile) con a capo Simona Gavioli e Alice Zannoni, di voler andare oltre la location fisica fieristica degli spazi dell’autostazione e di voler espandere tentacolarmente un progetto di cultura il più diffusa possibile.

Ogni edizione, proprio perché Set Up nasce sotto un’effige curatoriale, si è deciso di celebrare e seguire un tema, quest’anno estrapolato da uno dei più grandi filosofi di sempre, Soren Kierkegaard: “Osare è perdere momentaneamente l’equilibrio, non osare è perdere se stessi.” L’equilibrio quindi, inteso come condizione di ricerca e instabilità ma anche come audacia, passione e coraggio, tutte caratteristiche o obiettivi che sembrano accompagnare alla grande l’affiatato team. Coerente con i tempi contemporanei decisamente contrassegnati dall’instabilità, agli espositori di SetUp 2017 è stato chiesto d’indagare la condizione economica, sociale, politica, delle relazioni, geografica ma anche fisica, tecnologica, formale e di identità attraverso un progetto curatoriale centrato sul tema dell’equilibrio in cui proporzione, armonia, simmetria, statica così come eccesso, dinamica, sbilanciamento e azione delle forze siano i punti in cui si aprono gli scenari di lettura del presente attraverso l’arte. Come sottolineato più volte in conferenza stampa l’edizione di quest’anno di Set Up vuole esagerare, tant’è che si è definita un’edizione magnum, soprattutto per i numeri, dalla statistiche infatti è emerso un aumento positivo, un incremento di qualità, di ricerca e di presenze di gallerie nazionali e straniere. Quest’anno infatti saranno presenti 60 gallerie, contro le 44 dello scorso anno divise in cinque categorie: main section, solo show, Drawing the World II, S.O.S SetUp Open Space e P(i)igs can fly: a cura di Eleonora Battiston, in cui si sono volute riunire cinque realtà (Portogallo, Irlanda, Grecia, Italia e Spagna formano l’acronimo). Una grande riconferma è stata Drawing the world, un’interessante progetto – indagine sul disegno che quest’anno prevede la presenza anche di una galleria marocchina. Tra le novità, invece sono presenti Handover e S.O.S. Set Up Open Space, quest’ultimo uno spazio per nove progetti sperimentali, che recepisce nell’acronimo di Spazio Aperto, la richiesta di soccorso lanciata ai visionari del mondo dell’arte, pronti a mettersi alla prova attraverso linguaggi ed espressioni rivoluzionari. Handover invece si occuperà di quel complesso ma seducente rapporto che intercorre arte e design, infatti la parola Handover significa letteralmente staffetta/passaggio, ed è proprio la volontà di dare spazio all’orientamento del progettista verso il senso pittorico/scultoreo dell’oggetto. Handover implicitamente raccoglie il senso profondo della progettazione di art-design prossima all’arte contemporanea proprio nell’espressione poetica dell’oggetto e nel modus operandi del pensiero che genera la dimensione oggettuale a prescindere dalle mani che daranno vita al prodotto finito, senza nulla togliere all’abilità sia essa artigianale o industriale.

Tra i progetti speciali invece da segnalarne due in particolare: l’appuntamento con Corto Maltese e le prime apparizioni televisive animate a cura di Andrea Losavio in collaborazione e grazie agli eredi Secondo Bignardi, un omaggio ai cinquant’anni dell’eroe prattiano, protoganista anche in questi mesi con la mostra a Palazzo Pepoli “Corto Maltese e Hugo Pratt: 50 anni di viaggi nel mito.” E Die Mauer 1961-2016 di Paolo Balboni dedicato al triangolo “cronaca – storia – memoria” che racchiude nel perimetro di 55 anni (dal 1961 – anno in cui venne eretto il Muro di Berlino – a oggi) la metamorfosi semantica del muro stesso da strumento di divisione a supporto di libera espressione. Per quest’anno, nell’ambito del Collectors Programme, la Collectors Lounge sarà curata dagli allestimenti di Gianpaolo Gazziero – tempio del design e raffinato e storico negozio di arredamento bolognese. Set Up accelera, ma vuol farlo con qualità. Il comitato scientifico  sarà composto da Silvia Evangelisti (che non ha di certo bisogno di presentazioni) storica, critica, docente e direttrice di ArteFiera fino al 2012, e da Diego Bergamaschi, un altro indiscusso vivace protagonista, funzionario del settore finanza corporate e collezionista, che dal 2014 ricopre l’incarico di Vice Presidente nel Consiglio Direttivo degli Amici di GAMeC Bergamo, Club GAMeC e che insieme ad altri sei collezionisti, ha fondato nel 2015 Seven Gravity Collection, con lo scopo di promuovere il media video nell’arte contemporanea e di costruire una coerente collezione di video di giovani artisti internazionali. I premi previsti per questa quinta edizione saranno quattro: il Premio SetUp, il Premio Residenza Casa Falconieri, il Premio Alviani ArtSpace e il Premio Tiziano Campolmi. Ma Set Up non ha intenzione di esaurirsi nei tre giorni fieristici del 27-28-29 gennaio. No. In chiusura conferenza stampa infatti un’esclusiva sul post Set Up: il team infatti curerà dall’11 febbraio al 12 marzo la mostra su un grande gigante – Renato Barilli – incontri e scontri con la realtà, ritornato a dipingere dopo anni e anni di instancabile attività critica. Che dire? Per citare un caro amico di Set Up, Alessandro Bergonzoni, ricordato dalla stessa Gavioli: “Finita la fiera, c’è Set UP!” Enjoy and stay tuned!

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Setup, Autostazione di Bologna

Alice Zannoni e Simona Gavioli Direttrici SETUP

Alice Zannoni e Simona Gavioli Direttrici SETUP

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Autostazione di Bologna, 2016 ph @ Rosy Dennetta


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Autostazione di Bologna, 2016 ph @ Rosy Dennetta

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Federica Fiumelli

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