SetUp 2016: indipendenza è sapere dove andare

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L’ultimo week end di gennaio il polo dell’arte contemporanea si sposta a Bologna, trasformata da Arte Fiera e da una miriade di eventi collaterali sparsi in tutta la città in una festa per gli occhi e in un corroborante per la mente. L’arte non basta mai e ha il potere di produrre bellezza in ogni luogo riattivando spazi altrimenti abbandonati a se stessi per convertirli in potenti generatori di emozioni e pensieri: proprio questo è il punto di partenza di Simona Gavioli e Alice Zannoni, instancabili animatrici della fiera indipendente SetUp, giunta quest’anno alla quarta edizione, che si svolge nei locali dell’Autostazione delle Corriere di Bologna negli stessi giorni di Arte Fiera.

L’intento è cogliere e diffondere le più interessanti tendenze artistiche che riflettano in tempo reale i rapidi cambiamenti della contemporaneità, creare un’occasione d’incontro e di dialogo tra i giovani e importanti esponenti del sistema culturale, offrire agli emergenti la possibilità di esprimersi a bassi costi su una ribalta che diventa di anno in anno più internazionale. Non solo una fiera ma un progetto culturale da vivere all’insegna della partecipazione con un ricco programma di eventi gratuiti rivolti ad appassionati, curiosi e addetti ai lavori. La tematica di raccordo tra tutti gli interventi è quella dell’orientamento inteso come facoltà di riconoscere dove ci si trova per poter capire come muoversi e dove andare: prerogativa essenziale della piena espressione dell’identità in una realtà sempre più complessa, è imprescindibile strumento per districarsi anche nel babelico mondo dell’arte contemporanea, sia dal punto di vista creativo che da quello critico e collezionistico.

Rimane invariato quindi il format iniziale che invita gli espositori (quest’anno 44 gallerie italiane e straniere) a presentare almeno un progetto concepito da un curatore e da un artista under 35 che concorreranno all’assegnazione dell’annuale Premio SetUp. Tra le novità di quest’edizione merita una menzione speciale il progetto Drawing the world-Focus Santander a cura di Mónica Álvarez Careaga, una selezione di quattro artisti spagnoli rappresentati da altrettante gallerie che propongono la loro interpretazione del mondo attraverso il medium del disegno che diventa di volta in volta figurativo, minimalista, narrativo o filosofico.

Il tradizionale schema fieristico degli stand viene affiancato da una sezione dedicata a 14 Special Project che presentano lavori inediti  e particolarmente innovativi. Tra questi segnaliamo Ozzehg e il castello di Chiara di Paolo Balboni incentrato su una serie di scatti che ritraggono una surreale e felliniana modella avviluppata da un’atmosfera dolcemente indeterminata ed Exposure di Marco Biscardi che preconizza un assurdo ma possibile futuro in cui famosi brand pubblicitari troneggiano in contesti bellici e disastrosi senza alcun riguardo per la drammaticità della situazione. Il progetto Direzioni invece travalica i locali adibiti alla fiera per espandersi nell’atrio dell’autostazione con un’operazione di wall painting realizzata dagli street artist Corn79 e ETNIK. Un luogo pubblico adibito a un transito frettoloso e distratto se trasfigurato dall’arte può diventare fonte di straniamento e di nuove percezioni attraverso un percorso cromatico di tinte pastello in cui fluttuano geometrie e prospettive astratte.

Proprio in questo spazio rinnovato avranno luogo (in forma gratuita e liberamente fruibile) le sessioni d’incontri e talk, che saranno aperte da un intervento del Direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci Fabio Cavallucci, e la Rassegna Performativa In Corpo VI curata da Giovanni Gaggia per Sponge ArteContemporanea. Per il festival, che declina il tema principale nella sollecitazione del suo contrario con la voluta creazione di disorientamento, si alterneranno grandi interpreti delle arti visive e della danza contemporanea che si relazioneranno con l’altro da sé suscitando il dibattito su quale tipologia di performance appartenga ad una categoria o all’altra. Ospite illustre Gianni Colosimo, rinomato professionista nel campo delle arti performative che negli anni ’70 partecipò a Bologna alla Seconda e alla Quarta Settimana della Performance, intreccerà una folle danza rituale sulle note di una musica suonata da Eros e Thanatos.

Se l’arte può essere uno stile di vita e un’abitudine intelligente, la Vip Lounge progettata da Paolo Castelli, i laboratori per bambini e il Party di apertura che si terrà dalle 23.00 di giovedì all’adiacente velostazione Dynamo con atmosfere elettroniche e visuali alternative proporranno nuovi modelli di socialità e di fruizione dell’arte contemporanea.

SetUp Art Fair
29-31 gennaio 2016
Inaugurazione: 28 gennaio ore 20.00 su invito
29 e 30 gennaio  ore 17.00-1.00, 31 gennaio ore 12.30-22.00
Ingresso: 5 euro
Presso Autostazione di Bologna, Piazza XX Settembre 6

Direzioni-Corn79-Etnik

Direzioni, Corn79 ed Etnik 

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Gianni Colosimo, The motherfucker

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Manuela Macco, The Black Bag Paolo-Balboni-Ozzehg-e-il-Castello-di-Chiara-&-Eddi--birthday-and-memories

Paolo Balboni Ozzehg e il Castello di Chiara & Eddi, Birthday and Memories

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D406, Fedeli alla Linea, EGGERS 2.0, exfabbricadellebambole

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Laureata in storia dell’arte al DAMS di Bologna, città dove ha continuato a vivere e lavorare, si specializza a Siena con Enrico Crispolti. Curiosa e attenta al divenire della contemporaneità, crede nel potere dell’arte di rendere più interessante la vita e ama esplorarne le ultime tendenze attraverso il dialogo con artisti, curatori e galleristi. Considera la scrittura una forma di ragionamento e analisi che ricostruisce il collegamento tra il percorso creativo dell’artista e il contesto che lo circonda.

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