Sissi. Manifesto Anatomico

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Viviamo immersi in un mondo liquido, siamo nudi in un mare di sensazioni che ci avvolgono, ci aprono e ci coprono per naufragare nel nostro corpo, luogo di scambio dove la soggettività che plasma la nostra percezione incontra la realtà esterna che, introiettata, ci modella dall’interno. L’investigazione del corpo e dei sentimenti organici che lo attraversano è da sempre il cuore della ricerca artistica di Sissi, che con il progetto espositivo Manifesto Anatomico dislocato in quattro diversi palazzi del centro storico di Bologna offre al pubblico una lettura circolare delle principali tematiche in cui è articolato il suo lavoro.

Esplorando le potenzialità di linguaggi eterogenei (performance, installazione, fotografia, disegno e libro d’artista) questa mostra-organismo curata da Gianfranco Maraniello e Sabrina Samorì invita il visitatore ad addentrarsi nell’immaginario dell’artista che dischiude i suoi tesori come una principesca camera delle meraviglie. Il percorso, incentrato sulla costruzione metaforica di un corpo metamorfico e frammentato, propone una rilettura dell’organismo e delle sue funzioni che nella compenetrazione dell’analisi scientifica ed estetica si rigenera in una nuova e fluida riunificazione. La prima tappa ospitata in due sale del Museo di Palazzo Poggi è dedicata al progetto Anatomia Parallela, un corpus di tavole e un libro d’artista concepiti come un trattato anatomico del XVII secolo che dalla fine degli anni Novanta accompagnano l’artista nel suo tour di lezioni performative nei teatri anatomici di tutta Europa. Corredate da schede tecniche, immagini, bibliografia e riferimenti inventati, queste pagine compongono un corpus enciclopedico fantastico che attinge la sua pseudo plausibilità dallo stesso libero attraversamento di materia e spirito che improntava l’indagine scientifica premoderna. All’origine della vita sono la ricerca di nutrimento e la trasformazione che animano i misteri poetici del corpo dinamico: il cannibalismo cartilagismatico, le acrobatiche espressioni del capelo in chiome di flora, la splendente fioritura di petali linguali o l’avvolgimento nastriforme.

La seconda articolazione di Manifesto Anatomico si colloca nella Sala dei Primitivi delle Collezioni Comunali d’Arte dove è esposta l’installazione Apparati di un discorso organico:  una serie di strutture in ferro delinea le linee grafiche di un pensiero che mette in scena gli oggetti attraverso i quali il concetto anatomico dell’artista si è sviluppato nel tempo. Agglomerati materici in ceramica, abiti con prolungamenti scultorei, corde annodate o aggrovigliate e reperti naturali incarnano una processualità manuale che diventa introspezione e alludono a un corpo assente che si materializza nell’illusoria compiutezza dei suoi archetipi. Nella stessa sala si adagia al suolo Il naufrago: ondeggia ubriaco perdendo la testa, ricostruzione di uno scheletro umano acefalo costituito da frammenti di legno che il mare ha plasmato e restituito a riva. Nella sua continua ricerca di corpi Sissi trasforma la mancanza in presenza con un esercizio di archeologia del contemporaneo in cui la spoliazione diventa genesi e ritrovamento.

Nella Gipsoteca del Museo Civico Archeologico la preziosa collezione di calchi in gesso di sculture greche e romane si confronta con il popolo vestimentario dell’artista, una raccolta di manichini abbigliati con abiti e accessori provenienti da Addosso 1995/in progress, l’archivio del guardaroba-creatura che cataloga i travestimenti realizzati e indossati nel corso delle sue performance. L’abito è qui inteso come emanazione del corpo e delle sue pulsioni organiche ed emotive, come pelle abitata che diventa stile e comportamento, come habitus, modo di essere, volontà e destino di dimorare presso se stessi accettando la propria condizione assegnata come intuirono gli antichi. I corpi ideali della statuaria classica si arricchiscono quindi del contrappunto con i nuovi coloratissimi personaggi che esibiscono gli intrecci e le cuciture grazie ai quali le loro strutture resilienti prendono forma in osmotica alternanza d’interno ed esterno.

Conclude la rassegna nell’Ambulacro dei Legisti al piano nobile della Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio l’allestimento Confronti, composto da dieci vetrine concepite come tavoli di lavoro in cui appunti, studi, tavole e feticci dell’artista vengono accostati ad antichi volumi illustrati che rappresentano alcune sue fonti d’ispirazione per specifici temi di ricerca. La sensibilità contemporanea di Sissi quindi si pone in  rapporto di continuità e dialogo con l’illustre genealogia critica che la precede, rimettendo in moto il ciclo vitale della conoscenza con la suggestione d’inaspettate corrispondenze iconografiche. Le arme gentilizie del settecentesco “Blasone Bolognese” trovano quindi un ideale proseguimento nelle immagini che documentano le sue azioni performative e il “Musaeum Metallicum” di Ulisse Aldrovandi prosegue nella raccolta dei suoi fossili, oggetti rinvenuti nel tempo come relitti di processi naufragici che ritrovano forma e tempo nella sua personale metodologia di catalogazione tassonomica.

Info: Manifesto Anatomico, 22 gennaio – 8 marzo 2015
Sedi:
Museo di Palazzo Poggi, via Zamboni 33 / da martedì a venerdì h. 10.00-16.00, sabato, domenica e festivi h. 10.30-17.30
Collezioni Comunali d’Arte, Palazzo d’Accursio, Piazza Maggiore 6 / da martedì a venerdì h. 9.00-18.30, sabato, domenica e festivi h. 10.00-18.30
Museo Civico Archeologico, via dell’Archiginnasio 2 / da martedì a venerdì h. 9.00-15.00, sabato , domenica e festivi h. 10.00-18.30
Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, piazza Galvani 1 / da lunedì a sabato h. 9.00-19.00, domenica e festivi h. 10.00-14.00

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Sissi, Anatomia Parallela, 2014, libro d’artista, 33 x 23 cm, tecnica mista, disegni, collage, testi

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Sissi, Leggersi dentro, 2014, foto, 100 x 80cm, foto Dario Lasagni, Courtesy dell’artista

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 Sissi, Manifesto Anatomico. Veduta della mostra presso Museo Civico Archeologico (Gipsoteca)

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Sissi, Anatomia Parallela, 2014, libro d’artista, 33 x 23 cm, tecnica mista, disegni, collage, testi

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Laureata in storia dell’arte al DAMS di Bologna, città dove ha continuato a vivere e lavorare, si specializza a Siena con Enrico Crispolti. Curiosa e attenta al divenire della contemporaneità, crede nel potere dell’arte di rendere più interessante la vita e ama esplorarne le ultime tendenze attraverso il dialogo con artisti, curatori e galleristi. Considera la scrittura una forma di ragionamento e analisi che ricostruisce il collegamento tra il percorso creativo dell’artista e il contesto che lo circonda.

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