Sonic Somatic, un’idea di opera d’arte smaterializzata

1.Thomas Köner_Blind Illuminance

Dal 8 al 10 ottobre Firenze ospiterà il festival Sonic Somatic, diffuso in vari spazi della città quali il cortile di Palazzo Strozzi, il Museo Marino Marini, l’Osservatorio Astrofisico di Arcetri e il Cimitero degli inglesi unendo alle arti visive la sperimentazione sonora contemporanea. Curato da Trial Version e International Feel, il festival ospiterà Helicotrema. Festival dell’audio registrato a cura dei Blauer Hase e Giulia Morucchio, Vexations di Eric Satie performata da Alessandria Di Nardo, Blind Injections installazione site-specific di Giacomo Raffaelli e Expanding Illuminance di Thomas Koner.

Sonic Somatic è il festival che avrà luogo a Firenze l’8, 9 e 10 ottobre 2015 e che coinvolgerà l’ambito musicale contemporaneo e le arti visive. La prospettiva d’interesse e di sintesi nella vostra proposta è il corpo. Volete spiegarci come mai avete scelto l’espressione sonic somatic e come questa si lega al vostro interesse rivolto alla prospettiva corporea?
Sempre di più l’arte contemporanea vive della contaminazione tra generi e linguaggi differenti. Oggi molti artisti visivi si interessano alla produzione audio promuovendo un’idea di opera d’arte smaterializzata che si avvale solo della componente acustica. Dall’altra, molti musicisti sperimentano con le immagini, introducendo nelle loro performance coreografie visive che materializzano il suono. Sonic Somatic (il cui titolo rimanda al libro Sonic Somatic: Performance of the Unsound body del critico e curatore di sound art Christof Migone) indaga il mondo dei suoni a partire da una prospettiva specifica, quella del corpo. Partendo dal presupposto che il suono non può prescindere dalla presenza fisica di un corpo che lo ascolti, Sonic Somatic concentra in pochi giorni un’offerta di produzione audio diversificata: dalla performance musicale di 12 ore Vexations: Erik Satie di Alessandria Di Nardo, all’installazione audiovisiva Blind Injections di Giacomo Raffaelli, alle sedute di ascolto collettivo e ai percorsi in cuffia di Helicotrema. Festival dell’audio registrato, fino alla performance audio-video Expanding Illuminance di Thomas Köner. All’interno di ciascun evento il corpo di chi ascolta sarà immerso in un’esperienza sonora sempre diversa, volta a modificare il rapporto con il tempo e lo spazio, sia individuale che collettivo.

In occasione di Sonic Somatic metterete in risonanza l’arte e la musica con l’architettura della città. Quanto è importante per la comunità e l’identità di un luogo poter far rivivere i suoi siti storici attraverso iniziative come la vostra? 
Sonic Somatic mette in relazione luoghi diversi della città di Firenze, non necessariamente legati alla produzione artistica o musicale (come l’Osservatorio Astrofisico di Arcetri e il Cimitero degli Inglesi). Le perfomance, le installazioni e le sedute di ascolto collettivo sono state pensate e prodotte in stretta collaborazione con le istituzioni ospitanti grazie alle quali sono nati dei progetti che, attraverso il suono, dialogano tanto con gli spazi architettonici quanto con la vocazione culturale e sociale degli stessi. L’installazione site-specific Blind Injections di Giacomo Raffaelli, ad esempio, pensata per la biblioteca dell’Osservatorio di Arcetri esplora le potenzialità sonore e gli aspetti antropologici dell’esperienza di VIRGO, un rilevatore di proporzioni colossali che si trova nella campagna pisana e che studia il fenomeno delle onde gravitazionali (parte della “Teoria della Relatività Generale” di Einstein, di cui proprio quest’anno ricorre il centenario). L’opera, nata in stretto dialogo con gli astrofisici di Arcetri e di VIRGO, prende in esame il suono come strumento d’indagine dell’universo. Uno degli intenti di un progetto “diffuso” come Sonic Somatic è proprio quello di permettere a un pubblico eterogeneo di fare esperienza dei luoghi da un punto di vista diverso rispetto all’ordinario, ma anche di far conoscere l’eccezionalità di alcune ricerche come delle persone che le conducono.

Da Erik Satie ad Alfred Jarry, sembra che il vostro festival sia all’insegna della patafisica. L’evento di apertura sarà infatti il concerto-performance di Alessandria Di Nardo, giovedì 8 ottobre a Palazzo Strozzi, per la prima volta a Firenze, la quale a partire dalle ore 11.00 eseguirà Vexations. Nella ripetizione del motivo avviene quasi un annullamento dello spazio e del tempo, sia per la musicista che per il pubblico. In che modo il corpo prende parte a questa performance?
Composto nel 1893, Vexations è conosciuto per essere il componimento musicale per pianoforte più lungo della storia: una partitura breve che si esaurisce in 152 note, scritte su cinque pentagrammi, ma che Satie invitava a suonare per 840 volte. Eseguito pubblicamente poche volte a partire dalla prima storica di John Cage nel 1963 a New York, Vexations ha sempre messo a dura prova tanto i suoi esecutori quanto il pubblico, con una durata complessiva compresa tra le 9 e le 24 ore. Non è la prima volta che il brano viene proposto in Italia, ma nessuno di noi ha mai assistito personalmente all’esecuzione. Siamo quindi molto curiosi di vedere che cosa accadrà e quale sarà la reazione, sia fisica che emotiva, del pubblico e della musicista Alessandria Di Nardo. Il brano riempirà per un’intera giornata il cortile di Palazzo Strozzi come una litania attraversata da “una tensione che non si risolve mai” (per usare le parole con cui l’ha descritta Alessandria). In questo caso, immaginiamo che saranno anche i corpi degli spettatori presenti a subire la musica ascoltata e, sicuramente, sarà un evento che se vissuto in prima persona non potrà lasciare indifferenti.

7.Sonic Somatic_Museo Marino Marini

Sonic Somatic, Museo Marino Marini

4.Blind Injections, Giacomo Raffaelli 2015. Courtesy the artist_photo02

Blind Injections, Giacomo Raffaelli 2015. Courtesy the artist

3.Sonic Somatic_Cimitero degli inglesi

Sonic Somatic, Cimitero degli inglesi

2.Osservatorio Astrofisico di Arcetri_Sala del telescopio_© Giacomo Raffaelli per Sonic Somatic

Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Sala del telescopio © Giacomo Raffaelli per Sonic Somatic

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Thomas Köner, Expanging Illuminance. 6 December 2014 performance @ La Gaite Lyrique, Paris

 

Le giornate di venerdì sono invece firmate da Helicotrema. Festival dell’audio registrato un progetto a cura del collettivo Blauer Hase in collaborazione con Giulia Morucchio e interamente dedicato a sessioni collettive di ascolto. Ci raccontate meglio come si svolge tecnicamente e temporalmente una di queste sessioni?
A questa domanda lasciamo rispondere i Blauer Hase e Giulia Morucchio. Helicotrema è un festival che presenta una programmazione di brani audio registrati, di artisti e autori internazionali che lavorano creando narrazioni sonore. Per presentare questi lavori in una forma che sia alternativa a quella dell’ascolto in cuffia o della diffusione ambientale, creiamo dei momenti di ascolto condiviso. Quelle che definiamo “sessioni”, ovvero sequenze di tracce organizzate principalmente attorno a delle linee tematiche (ad esempio, una sessione incentrata sui radio documentari, una sulla voce umana, una sul field recording), vengono da noi studiate in modo da risaltare la relazione tra ciò che verrà ascoltato e lo spazio stesso in cui avverrà l’ascolto. Ogni sessione dura all’incirca un’ora, durante la quale a brani di composizione recente vengono alternati estratti radiofonici storici, quali caroselli o vecchi radiodrammi. All’interno di Sonic Somatic abbiamo pensato a due appuntamenti nella Sala del Telescopio dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri. Qui presenteremo brani di artisti internazionali che hanno lavorato sul tema dell’esplorazione e della ricerca scientifica. Il sabato invece, proponiamo I Trasparenti un percorso sonoro in cuffia che avverrà all’interno del Cimitero degli Inglesi. In programma c’è l’ascolto di opere di Hildegard Westerkamp, Pauline Oliveros, Alberto Tadiello e James Webb. La sera invece ci sposteremo al Museo Marino Marini che ospiterà, negli spazi della Cripta, una sessione curata dal critico e storico del radiodramma Rodolfo Sacchettini e ispirata all’opera di Alfred Jarry la cui mostra, Alfred Jarry Archipelago. HA-HA, è curata da Leonardo Bigazzi.

Il festival si concluderà con la performance audiovisiva Expanding Illuminance di Thomas Köner al Museo Marino Marini. Si tratta di un lavoro ispirato alla fantascienza nel cinema e che riflette su differenti visioni rivolte al futuro, all’utopia. Nello specifico per Köner ma anche in generale, come pensare la relazione tra l’esperienza e la percezione del corpo con la nozione di utopia?
In un presente sempre più plasmato dal dato visivo, soffermarci sull’idea del corpo come soggetto in ascolto ci sembra importante, ed è un po’ questa l’utopia alla base di Sonic Somatic. La scelta è ricaduta su Expanding Illuminace perché questa performance richiama, per poi trascendere, l’attenzione su due visioni dell’uomo che sembrano aver dominato il secolo scorso: l’uomo-massa prima, l’uomo-cibernetico dopo. Due distopie più che utopie, Metropolis di Fritz Lang e Tron di Steve Lisberger sono per Thomas Köner il punto di partenza per la creazione di una visione sospesa tra immagine e suono incentrata sulla figura umana.

Per concludere, Trial Version e International Feel voi siete due collettivi, come anche alcuni dei vostri invitati a Sonic Somatic. Ecco, raccontateci giusto in due parole l’importanza, la necessità e il vantaggio per voi di lavorare in gruppo?
Il lavoro in collettivo permette di portare avanti più progetti in contemporanea e, all’interno di uno stesso progetto, di suddividere l’organizzazione del lavoro. Inoltre la condivisione di saperi, conoscenze e competenze non può che essere un arricchimento per ognuno. La collaborazione porta naturalmente a un confronto costante e quotidiano e, spesso, anche alla messa in discussione delle proprie convinzioni. E’ stato il lavoro di gruppo che ci ha permesso di strutturare un progetto articolato e dislocato in più luoghi della città come Sonic Somatic, e di attivare più collaborazioni sul territorio.

 

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Giulia Bortoluzzi

graduated in contemporary philosophy/aesthetics, has been working in collaboration with various contemporary art galleries, theaters, private foundations, art centers in Italy and France. Is a regular art contributor for L’Officiel, editor assistant for TAR magazine, founder and editor for recto/verso and editor in chief for julietartmagazine.com

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