Soundscapes – Paesaggi sonori alla National Gallery

Akseli Gallen-Kallela, Lake Keitele 1905 © The National Gallery, London

Soundscapes – Paesaggi sonori è la mostra site-pecific che quest’estate ha animato la National Gallery di Londra, con l’ambizione di dar vita ad un nuovo modo di comunicare l’arte allo spettatore attraverso il connubio tra la vista e l’udito. Basandosi sul concetto di sinestesia, coinvolgendo sfere sensoriali diverse, la mostra punta a suscitare un nuovo interesse dello spettatore verso alcuni dei capolavori della collezione per “sentire” i dipinti e “vedere” il suono, come recita lo slogan stesso della mostra.

Ad accompagnare lo spettatore alla ricerca del suono dei dipinti sono stati scelti sei famosi artisti provenienti da differenti background. Nico Muhly, Susan Philipsz, Jamie xx, Gabriel Yared, Chris Watson, Janet Cardiff e George Bures Miller hanno selezionato uno dei capolavori esposti e facenti parte della collezione della National Gallery. Per ciascuna opera è stato realizzato un apposito Soundscapes, o paesaggio sonoro, creato appositamente per l’esposizione che potrà essere ascoltato solamente all’interno dello spazio espositivo, per la sola durata dell’evento. Ciascun lavoro è esposto in un’apposita sala insonorizzata nella Sainsbury Wing. Ogni sala è completamente immersa nell’oscurità e lascia emergere il solo dipinto, unico elemento illuminato, mentre in sottofondo musica e suoni permettono di “ascoltare” il dipinto. Il percorso tra le sei stanze immerge così lo spettatore in un viaggio onirico tra suggestioni ed evocazioni, in luoghi ed epoche diverse. Ad inaugurare il percorso espositivo troviamo Chris Watson, tra i migliori artisti al mondo nel campo delle registrazioni ambientali della fauna selvatica e dei fenomeni naturali. Un’attività che lo ha portato a vincere importanti premi tra i quali un BAFTA per le serie della BBC ‘Life’ e ‘Frozen Planet’ con David Attenborough. L’opera scelta da Watson per la sua Lake Keitele è il paesaggio quieto e immaccolato dell’opera Lake Keitele di Akseli Gallen-Kallela del 1905. Cinquanta minuti di suoni ambientali capaci di trasportarci direttamente sulla riva del lago Keitele in Finlandia. Un ritratto fedele del paesaggio dove i suoni della foresta, il canto dei corvi e la brezza marina s’incontrano con le melodie ‘yoik’, il tradizionale canto con il quale il popolo Sami comunica con i loro antenati.

La seconda sala presenta una delle opere più famose della National Gallery, Gli ambasciatori realizzato da Hans Holbein il Giovane nel 1533. Susan Philipsz artista scozzese, già vincitrice nel 2010 del prestigioso Turner Prize e nel 2014 insignita del prestigioso Ordine dell’Impero Britannico (OBE), famosa per le sue installazioni che esplorano le relazioni tra il suono e l’architettura, in Air on a Broken String ha indagato e colto il potenziale psicologico del dipinto, costruendo il proprio Soundscape su un dettaglio appena visibile. La corda rotta del liuto, presente nel dipinto e simbolo della discordia, diventa l’elemento principale della narrazione musicale, a sua volta rievocata attraverso la rimozione di una stringa del violino i cui toni sovrapposti vengono trasmessi da tre altoparlanti creando un’atmosfera ricca di tensione, amplificata dalla presenza di brevi interruzioni nel brano, che colgono la rivalità e il conflitto insiti nell’opera stessa.

Il percorso continua con la scoperta del lavoro del duo canadese formato da Janet Cardiff e George Bures Miller attivi assieme dal 1995. In rappresentanza del Canada nel 2001 alla Biennale di Venezia, il duo, è alla costante ricerca di esperienze coinvolgenti e trascendenti che accompagnano lo spettatore il un mondo sempre più ricco di eserienze sensoriali. San Girolamo nello studio di Atonello da Messina, del 1475, prende letteralmente vita davanti ai nostri occhi, grazie al diorama dell’opera stessa intermente ricostruito nel dettaglio. Il buio, imperante nelle altre stanze è qui assente, sostiuito da una simulazione della luce del giorno. In sottofondo suoni naturali, ricostruiti sulla base del dipinto, aumentano la sensazione di trovarsi direttamente dentro il quadro ma non in presenza di San Girolamo. Il Santo infatti, a differenza dell’originale, non è rappresentato seduto al proprio banco ma viene musicalmente evocato come sentiamo dal suono dei suoi passi in avvicinamento. Compositore di musica classica è invece Nico Muhly già coinvolto in prestigiose commissioni come quelle per la Metropolitan Opera, la English National Opera ed il New York City Ballet. L’opera scelta è la più antica presente in mostra, The Wilton Diptych del 1395-99, pala d’altare portatile, richiudibile a libro un tempo utilizzata da Riccardo II per il proprio culto privato. Il brano Long Phrases for the Wilton Diptych, composto da Muhly è “un lento sguardo ai quattro pannelli dell’opera”, un componimento creato a ciclo continuo che si pone come un viaggio infinito pensato per accompagnare lo spettatore nel giro attorno all’opera stessa.

Le Grandi Bagnanti, 1894-1905, di Paul Cézanne è l’opera scelta dal premio Oscar Gabriel Yared, tra i più rinomati compositori di colonne sonore cinematografiche, attività grazie alla quale ha vinto innumerevoli premi tra i quali un BAFTA, un Golden Globe, e un Grammy Award. Abituato a comporre musica per una narrazione visiva, Yared, ha colto nell’astrazione di Cézanne la possibilità di fornire, attraverso la musica, delle linee guida che spingano lo spettatore a creare la propria storia e la propria interpretazione. L’uso di vari strumenti, ciascuno dei quali riprodotto da una cassa differente, spinge lo spettatore a percepire, nei soli quattro minuti d’esecuzione, differenti suggestioni in base alla propria posizione nella stanza. A concludere il percorso è il produttore e dj di musica elettronica Jamie XX, classe 1990, giovanissimo ma già tra i protagonisti della scena internazionale. Ultramaine, il brano a ciclo continuo realizzato per la mostra in risposta all’opera del 1892 Coastal Scene di Theo Van Rysselberghe dà una piena visualizzazione dell’opera e della tecnica divisionista. Il divisionismo pittorico trova nel suond elettronico una perfetta corrispondenza che permette nella frammentazione musicale di “sentire” ogni pennellata mentre, i cambi di volume e di texture, che anche in questo caso variano in base alla posizione nella stanza, descrivono perfettamente il modo in cui il puntinismo di Van Rysselberghe si disperde e si dissolve.

Per Nicholas Penny direttore della National Gallery, al momento della mostra, “quando si compongono dei suoni in risposta a un’opera d’arte, questi possono facilitare, o addirittura forzare, la concentrazione. Inoltre è possibile abbinarvi un’immagine che ci catturi e trasporti lontano. Dopodiché il silenzio non sarà più lo stesso!”

Akseli Gallen-Kallela, Lake Keitele 1905 © The National Gallery, London

Akseli Gallen-Kallela, Lake Keitele 1905 © The National Gallery, London

Hans Holbein the Younger, Jean de Dinteville and Georges de Selve ('The Ambassadors') 1533 © The National Gallery, London

Hans Holbein the Younger, Jean de Dinteville and Georges de Selve (‘The Ambassadors”) 1533 © The National Gallery, London

Antonello-da-Messina,-Saint-Jerome-in-his-Study,-1475-ca.,-©-The-National-Gallery,-London

Antonello da Messina, Saint Jerome in his Study, 1475 ca., © The National Gallery, London

Paul Cézanne, Bathers (Les Grandes Baigneuses), 1894-1905 ca. © The National Gallery, London

Paul Cézanne, Bathers (Les Grandes Baigneuses), 1894-1905 ca. © The National Gallery, London

English or French (_), The Wilton Diptych, ca. 1395-9 © The National Gallery, London

English or French (_), The Wilton Diptych, ca. 1395-9 © The National Gallery, London

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Sara Benuzzi

Laureata in Italianistica, Culture letterarie europee e scienze linguistiche a Bologna con una tesi in Fenomenologia dell'arte contemporanea sui libri d'artista, attualmente si occupa di comunicazione e organizzazione di eventi. Interessata a tutto ciò che orbita attorno all'arte contemporanea ha un interesse particolare verso le arti digitali, la grafica, la street art e i gli artisti emergenti.

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