Stefan Sagmeister a Roma | Road to creativity teatro Olimpico | la felicità

Stefan Sagmeister. Photo by Giuditta Martinicchio

Il 26 Giugno scorso era una giornata soleggiata e calda, come spesso se ne vivono a Roma, ma qualcosa di fresco proveniente dall’Austria l’ha resa memorabile. I luoghi: – RUFA ( Rome University of Fine arts ) – Teatro Olimpico di Roma. Il protagonista: Stefan Sagmeister; movimenti eleganti delle mani, un sorriso divertito e schietto sempre pronto, ma sopratutto..  creatività dinamica!Stefan Sagmeister è uno dei principali fautori del concetto estetico degli ultimi 20 anni. Celebre artista e designer, punto di riferimento del design contemporaneo e della comunicazione. Un vero doppio CC, Creativo Coraggioso, le sue ricerche non sembrano risentire dalla comune paura di fallire, son sempre in un perpetuo moto di curiosità, indagine dei metodi possibili, analisi e creazione del nuovo. Capaci di mutamento pragmatico! Il suo arrivo nella capitale è legato alla Rome University of Fine Arts (RUFA) che l’ha scelto come giurato d’onore del RUFA Contest 2015, alla sua prima edizione. Direi un ottimo padrino per il primo battesimo di un concorso accademico. La mattina del 26 giugno, ho avuto il piacere d’incontrare personalmente Sagmeister presso il Rufa, dove dopo aver tenuto una lezione speciale a tutti i partecipanti al concorso, (“Don’t be afraid to be banal” questa è stata una delle indicazioni principali data ai ragazzi) si è dato alle varie interviste con estrema attenzione per ogni singola domanda ricevuta. Restituendo risposte nel dettaglio con estrema cordialità. Io gli ho posto una singola domanda: Cosa sta perdendo e cosa sta acquistando il design grafico? “Il Design di oggi sta perdendo “il lavoro manuale”, il lavoro legato alle tecniche precedenti di stampa per esempio, o alle manifatture che davano una certa soddisfazione, era piacevole lavorare con attrezzature specifiche diverse per ogni fase del lavoro. Oggi si può fare quasi tutto tramite il pc, seduti alla propria scrivania mediante una serie svariata di programmi, ed è un po noioso (sorride). Allo stesso tempo, il guadagno dell’oggi risiede nel tempo di realizzazione e nella possibilità d’imparare molte più cose perchè non servono più tutte quelle attrezzature che una persona sola non poteva ne avere ne conoscere”.

Il pomeriggio, verso le 16.40, tutti i posti del teatro Olimpico erano già occupati, il palco pronto tra forme decorative e video mapping, (le scenografie sono state realizzate dagli studenti dal corso di scenografia del Rufa) tutti in attesa di Road to creativity. Senza esitazioni alle 17.00 lo show è cominciato, all’insegna della Felicità! Qualcosa insomma di comprensione e interesse universali. L’origine del discorso e della ricerca sul tema felicità, parte per Sagmeister da una pausa creativa; ogni sette anni, infatti, il suo studio chiude così da poter dedicare il tempo a qualcosa che si ama. Durante l’ultima di queste pause Stefan ha pensato di creare dei nuovi mobili, ma riflettendoci su si è poi reso conto che avrebbe potuto fare qualcosa di più utile e interessante: così ha avuto inizio la sua ricerca sul concetto di Felicità, una ricerca sia scientifica che emozionale. Condivisa, attraverso svariati contenuti (video, grafici, illustrazioni e foto) con tutti i presenti, intervallata da risate del pubblico, aneddoti di vita personale e carriera artistica, e una serie di consigli utili non solo per creativi o designer.

Ecco in sintesi alcuni degli ingredienti fondamentali per la felicità personale secondo Stefan Sagmeister: partendo dal presupposto che la felicità abbia diversi gradi e sia sempre legata ad attimi temporali. Tre sono le direzioni da poter tentare per raggiungere attimi di felicità: meditazione – droghe (da intendersi farmacologiche legali) – terapia cognitiva. Fondamentali sono tre atteggiamenti quotidiani: Sorridere – Ringraziare – Utilizzare un empatia simpatetica. Ricordandosi che le scadenze sono una scusa per rallentare i nostri grandi progetti. Ricordarci di coltivare le vere amicizie, credere in qualcosa, perché la religione aiuta ad affidarsi, e affidarsi alleggerisce dallo stress e ci rende più umani. Anche il denaro fa parte degli ingredienti, ma occhio alle quantità, una buona dose potrebbe oscillare tra i mille e gli ottomila euro, oltre si rischia di mettere in discussione le relazioni che ci circondano, per non parlare dell’ansia legata alla paura di perderlo. Anche l’inutilità è uno degli ingredienti, perché ci sono gesti che non servono ma che ci fan bene, ci fan godere. Per questo ultimo punto, tutti i presenti allo show hanno avuto modo di passare velocemente dalla teoria alla pratica, intonando in coro l’Inno alla gioia di Beethoven in chiave Saigmesteriana. Per chi volesse provare ecco il link dove trovare base musicale e testo da seguire. Al termine dell’inno sono avvenute le premiazioni, il vincitore assoluto premiato da Stefan Sagmeister è Alain Perroni con il suo video “There’s only a moment”.

Spero di aver riportato almeno un terzo di curiosità e stimoli che Stefan Sagmeister ha condiviso nel suo show romano, personalmente dei tanti consigli dati, io ne ho scelto da subito uno in particolare che continuo a metter in pratica diligentemente, sì, il mio preferito! Ogni sera prima di coricarmi, prendo un agenda e vi appunto i tre momenti o cose che mi han reso felice durante la giornata, funziona, provateci! E se non funzionasse, potete sempre provarne un altro consigliato del sistema Sagmeisteriano!

http://www.sagmeisterwalsh.com
http://www.unirufa.it

Stefan Sagmeister. Photo by Giuditta Martinicchio

Stefan Sagmeister. Photo by Giuditta Martinicchio

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Stefan Sagmeister. Photo by Giuditta Martinicchio

Stefan Sagmeister. Photo by Giuditta Martinicchio

Stefan Sagmeister. Photo by Giuditta Martinicchio
Stefan Sagmeister. Photo by Giuditta Martinicchio

Stefan Sagmeister. Photo by Giuditta Martinicchio

 

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