In conversazione con Stefania Puntaroli

Double skin_2

Il complesso dei lavori artistici di Stefania Puntaroli (1972, Prato) sembra avanzare un dialogo fondamentale per la realtà delle artiste donne moderne, legandosi  storicamente alla lezione di Carla Accardi, oltre le differenze e le variazioni dell’Arte Astratta.
E’ una conversazione che nasce a tratti spontanea per il fluire naturale del suo pensiero che interpreta l’eredità di un’approfondita visione cosmologica, e ancor più, magneticamente conturbante per la sottile concatenazione secondo cui le sue opere distintamente prendono forma e direzione.

Double skin_2

Double Skin#2, stampa digitale giclée, 21x30cm, 2013
 

In questa cornice, Stefania Puntaroli ci accompagna attraverso il labirinto immaginario della sua visione caleidoscopica, che riflette una precisa sequenza e un ordine esatto, a priori. E’questo il caso della serie Black papers (2013, argento su carta) in cui l’artista si dedica alla rappresentazione visiva e del tutto personale della serie di Fibonacci – 1202, e della Sezione Aurea, riferendosi alla perfezione di una costellazione universale: da queste premesse, il lavoro artistico s’inserisce in assoluto rispetto della tradizione storica, utilizzando il suo tratto personale per eccellenza, ovvero l’impronta del cavolo romano, sapientemente manipolata o  diversamente di libera interpretazione, sulla superficie. L’impressione è che questo elemento primario, in ragione della sua specifica forma in natura, perché corrispondente alla sequenza numerica di Fibonacci e simile a un frattale nella forma, da sempre custodisca differenti aspetti cari all’artista, in una costante ricerca delle origini attraverso il sentimento di natura, circoscritti nell’esatta geometria strutturale. Questo fattore, rappresenta analogamente un ricercato equilibrio tra Natura e Cultura, ovvero la matrice primaria che fa emergere la scelte radicali dell’atto artistico, che Stefania Puntaroli sa’ declinare fluidamente attraverso i codici dell’Incisione, Pittura, Fotografia e Performance.

P101 tempera all'uovo su carta106x78cm2013

 P101, tempera all’uovo e argento su carta, 106x78cm, 2013
 

L’essenza di questi lavori trova terreno fertile nell’arte dell’Incisione, una consolidata e perenne passione che l’artista coltiva con accurata dedizione fin dagli studi all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, 1995, unita all’idea e ai contenuti del Segno che spesso si accompagna dalla ricerca di una simbologia multiculturale oltre i confini geografici, in cui trovare radici comuni e nuove interpretazioni sulla base dei tratti comuni di civiltà antiche, com’è per lo studio di graffiti rupestri (Val Camonica ) alla ricerca di un linguaggio artistico vernacolare.
Da questa premessa, la cifra stilistica si riconosce nella trama dell’immagine in cui la linea, sia questa astratta o rappresentativa, s’identifica per la profondità, il rilievo, il tratto e la direzione su materiali differenti tra cui la carta e il tessuto, sapientemente condotte dalla mano dell’artista. Sembra una ricerca figurativa degli archetipi più profondi dell’immaginario collettivo, che si traduce in una serie di figure zoomorfe che l’artista ha saputo interpretare rivolgendosi sia a un pubblico più giovane, attraverso la rappresentazione di animali fantastici, sia allo spettatore moderno, come l’emblematico esempio di Directions, 2013, dove, secondo uno studio anatomico, emerge un grande occhio di cavallo, che s’impone per l’insieme dei suoi significati più alti.

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BP1, argento su carta, 21x30cm, 2013
 

La ricerca figurativa che ha accompagnato gli esordi, si traduce nei più recenti lavori in bianco-nero, che formano il complesso della performance affermandosi nel ruolo di artista donna: esemplare risulta essere Heritage, 2013 in cui Stefania manifesta la presenza corporea secondo canoni scultorei in cui posa, gesto e atto sono utili ad articolare la durata: è un’azione in levare, in cui dalla pelle, ovvero il limite della superficie rappresentabile, l’artista sperimenta sulla propria fisicità, una serie di segni che traducono il desiderio di un ritorno alle origini, agli elementi naturali, e a una natura perduta, oltre a omaggiare Courbet, in L’origine del mondo, 1866.
L’attività artistica di Stefania Puntaroli è febbrile, in una costante ricerca e riflessione d’innovazione del linguaggio espressivo, confrontandosi volentieri con altri artisti. Nel 2014, l’artista è stata selezionata per partecipare al Sanremo Art Festival /Art4Food in un progetto in cui l’Arte assume una dimensione creatrice di benessere e solidarietà.

Stefania Puntaroli
1972, Prato; Vive e Lavora tra Prato e Londra
www.stefaniapuntaroli.it

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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