Stefania Sammarro (Ania Lilith). L’attesa

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Ania Lilith:

“Così come Eros e Thanatos, le pulsioni di amore e morte, così è Ania Lilith e quello che la fotografia rappresenta per me.”​​

“Vivo di storie, suoni e visioni. Il vento è il compagno ideale del mio viaggio. Mi diletto in fotografia, nella luce e nell’attimo nella battaglia disperata d’impedire al tempo di scorrere. Una fotografia è morte e vita nello stesso tempo. Unica protagonista delle fotografie è l’anima, soprattutto di figure femminili, rappresentate in interni o giardini sperduti; anime smarrite e prigioniere che vagano tra atmosfere oniriche, silenzi, riflessi di uno specchio, antichi paesaggi, visioni proiettate in un “non tempo” e un “non luogo”, sospese tra realtà e finzione. Oltre ai ritratti femminili, l’arte fotografica da me proposta sfocia anche nel reportage e nella street photography, alla continua ricerca di situazioni, emozioni e volti, uniche proiezioni della mia interiorità, esprimendo me stessa in ogni scatto, proiettando in esso emozioni e visioni personali che cercano di mutare la realtà stessa”.

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L’attesa
Con il servizio fotografico L’Attesa ho voluto raccontare la storia di una donna in attesa del suo uomo ormai lontano: mi sono ispirata alla “vita” di mia nonna, fragile creatura amante dell’idea dell’amore,  e al suo sposo che la lasciò senza fare più ritorno. La modella sulla scena è Laura Federico, visione ricorrente nelle mie fotografie, con la quale si è creata una simbiosi e un’alchimia quasi indicibile. La fotografia in questo caso è messa in scena della realtà, anche se molti elementi sono lasciati al caso. L’abitazione è fredda, spenta, è un luogo che congela i ricordi, dove la polvere è viva, dove tutto è rimasto com’era. Ci sono storie che ti attraversano l’anima, storie di un passato lontano, di un tempo trascorso, di donne e uomini che non “sono più”. Ho voluto dare voce, attraverso il corpo di Laura, al grande vuoto di una donna sfinita dall’assenza e dal “tra due” mancato.

Stefania Sammarro (Ania Lilith) nasce a Cosenza il 4 Aprile 1988. Specializzata in fotografia ed cinema, si è laureata in Dams, indirizzo cinema, all’università della Calabria. L’arte fotografica, che diventa dal 2006 qualcosa di fisiologico, è un modo per ricreare e viaggiare attraverso la fantasia. Fotografare è un’arte, che non si limita a catturare la realtà così com’è, ma permette di trasformarla in un vortice di specchi. Realtà e finzione, nella sua concezione fotografica, si mescolano in continuazione: l’occhio non si limita a riprodurre, bensì a ricreare, colori, anime, emozioni e sensazioni lontane dal tempo e dalla realtà stessa. Vicina alla sua terra, ai volti e ai suoi colori, molti suoi progetti fotografici legati alla Calabria, e non, sono stati premiati e pubblicati su diverse testate di settore internazionali. Il suo portfolio è stato ammesso anche all’Art + Commerce di New York.

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