Stéphane Blumer

Stéphane Blumer

Stéphane Blumer. Analisi del linguaggio contemporaneo tra astrazione e rappresentazione
Dopo la recente partecipazione alla London Art Fair (con La Scatola Gallery, Londra) e la prima presentazione in Italia del suo lavoro ad Arte Fiera a Bologna, l’artista svizzero Stéphane Blumer (Ginevra, 1985) inaugura EPI(DEIXIS), prima mostra personale italiana presso la BY gallery di Milano.

Stéphane Blumer – Epi(deixis), Installation view of the work Ellipsis (Shave#4), performance remnant at BY gallery, Milano, 2013
 

Per l’occasione Blumer presenta due dei più interessanti “capitoli” del suo giovane percorso artistico: la serie EMOTICONS, versioni tridimensionali delle faccine con cui ci illudiamo di rappresentare le nostre emozioni in due dimensioni, e INTER[…]VIEWS, un insieme di interviste trovate sul web poi modificate al fine di sottrarne il senso comunicativo originario.
A completare il percorso espositivo la performance Ellipsis (Shave #4) realizzata durante la serata inaugurale, nella quale tre punti di sospensione insolitamente pelosi sono stati letteralmente rasati dall’artista, nel tentativo di richiamare alla mente dello spettatore lo spoglio di significato che la comunicazione quotidiana inevitabilmente subisce.
Epi(deixis) è un titolo ironico, è un esercizio stilistico su un linguaggio svuotato dei suoi argomenti, un discorso dimostrativo che si risolve nella figura dell’ellissi: un salto temporale rappresentato graficamente da tre punti tra due parentesi. Un vuoto temporale che diventa qualcosa da riempire con l’immaginazione, uno spazio libero che l’artista dona alla fantasia del visitatore.
E in fondo è Blumer stesso che ci dice qualcosa senza parlare, attraverso una sottrazione che riempie. Risulta strano pensare come lo spazio della BY gallery sembri più grande, pieno di tutto quel vuoto. Ma, al termine della visita, di fronte alla familiarità di quei simboli neri appesi in serie alle pareti bianche si percepisce quanto essi siano intrisi di potenziale comunicativo e si avverte un confuso e inaspettato sentore di proiezione emozionale.

Stéphane Blumer – Epi(deixis), Installation view of the work Ellipsis (Shave#4), performance remnant at BY gallery, Milano, 2013
 

Com’è la vita dell’artista? È sempre molto dinamica?
Probabilmente dipende dalla personalità dell’artista. Io sono un tipo che non sta mai fermo e non riesco a stare in un posto senza fare niente per più di un giorno. Amo viaggiare e mi piace la sensazione di essere forestiero in un paese straniero per essere costantemente stimolato da nuove esperienza. Quindi il mio stile di vita è diventato abbastanza dinamico. Inoltre, anche Londra, dove vivo per la maggior parte del mio tempo, non si può certo dire che sia una città tranquilla …

Quali sono le tue sensazioni mentre crei le tue opere?
Le mie sensazioni sono positive.

Cosa ti ispira? e come hai scelto d’investigare le funzioni del linguaggio contemporaneo?
Tra le altre cose, sono ispirato da conversazioni e discussioni occasionali sui mezzi pubblici o su Internet, lapsus e casualità etimologiche tra linguaggi con radici diverse.
Ho iniziato a sfruttare i miei interessi per il linguaggio mentre frequentavo il corso MFA alla Goldsmiths University (Londra). Notai che il mio interesse principale era di mettere in discussione le convenzioni personali e socio-culturali. Mettere in discussione le origini delle nostre convenzioni significa mettere in gioco il linguaggio.

Stéphane Blumer – Epi(deixis), View of the work : ) from the series Emoticons at BY gallery, Milano, 2013
 

Quanto è importante essere aggiornati sulle ricerche degli altri artisti?
È cruciale! Semplicemente perché io non sono il solo a essere interessato a questi temi, specialmente oggi che la conoscenza è coltivata attraverso una vasta nube di reti. Quindi penso che per essere parte di questa rete e per renderla più interessante, dobbiamo sapere cosa è stato fatto e cosa si sta facendo.

C’è stato un incontro particolare con una persona che ti ha spinto a intraprendere il tuo percorso artistico?
Ho avuto numerose influenze ma il mio primo insegnante di arte al liceo penso sia stato la persona che mi convinse che fare arte sarebbe potuto essere un progetto di vita.

Pensi che gli artisti abbiano una sorta di responsabilità oggi e cosa pensi che significhi essere un artista?
Penso che gli artisti, come il resto del mondo, debbano essere tremendamente responsabili. Credo che fare arte sia una combinazione tra osservare e investigare, in poche parole riguarda l’essere sensibili e reattivi a cosa succede oggi ed essere responsabili di questa reazione.

Stéphane Blumer – Epi(deixis), View of the work : P from the series Emoticons at BY gallery, Milano, 2013 
 

Stéphane Blumer – Epi(deixis), Installation view of the work Ellipsis (Shave#4), performance remnant at BY gallery, Milano, 2013

 

Milano // fino al 15 marzo 2013
Stéphane Blumer – EPI(DEIXIS)
BY gallery
Via Garofalo 31
02 36750934
info@bygallery.it
www.bygallery.it
immagini by Sofia L. Borges

 

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Simone Monsi

Simone Monsi currently lives between Italy and London, working as visual artist and contributor for art magazines. He is interested in digital culture, anime and Damien Hirst, and dislikes airports. Prior to joining Juliet Art Magazine, he worked as Press Assistant at Frieze Art Fair in London, UK. Simone holds a BA in History of Art and New Media from Università di Parma, Italy.

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