STOP AND GO. L’arte delle gif animate

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L’automatismo dello scroll domina l’esperienza sul web generando un furibondo susseguirsi d’informazioni e immagini dai confini indeterminati, un paesaggio liquido, sfuggente, inadatto a un tempo dilatato d’osservazione. Su questo scenario il formato della Gif (Graphics Interchange Formatsi è diffuso, negli ultimi tempi più che mai, in modo decisamente massiccio; il suo fascino irresistibile attrae fatalmente lo sguardo e rallenta di pochi attimi l’incedere spedito sui touch-screen. A oggi la Gif risponde impeccabile alle necessità espressive più diffuse, specie nell’ambito dei social network, definendosi come efficace codice linguistico dotato di sinteticità e immediatezza.

In questa prospettiva, STOP AND GO. L’arte delle gif animate, è una mostra quanto mai calzante che concentra l’attenzione sul potenziale artistico del fenomeno Gif. Un percorso espositivo dinamico e accattivante quello proposto dalla coppia di curatori Valentina Tanni e Saverio Verini, che ha il suo punto di forza nell’eterogeneità stilistica degli otto gif artist in mostra così come nell’interazione opera-spettatore implicata. Dalle atmosfere surreali delle immagini di Bill Domonkos e la profonda austerità dei lavori di Zack Dougherty si giunge al citazionismo ironico e dissacrante di Scorpion Dagger, al contemporaneo Giardino delle Delizie di Carla Gannis, prolifico di emoji, fino al più distopico immaginario in bassa risoluzione proposto da Lorna Mills, caratterizzato dalla compresenza d’immagini di varia natura, tra pornografia e amabili gattini; la riproduzione di un’iconosfera web nella quale lo sguardo s’immerge avido e incurante. Un tale atteggiamento di appropriazione/manipolazione, tipicamente contemporaneo e non per forza da biasimare, invita a una riflessione critica sulla capacità che oggi un’opera può avere, attraverso la tecnologia, di farsi essa stessa generatrice di nuove forme creative.

Sebbene il fenomeno Gif porti a considerare l’approccio odierno alle immagini e si manifesti sui più moderni circuiti digitali, sopravvivono ostinati i retaggi dei primi dispositivi ottici ottocenteschi e degli esperimenti visivi della prima avanguardia, quando la fascinazione per il movimento reiterato era fonte d’inesauribili ricerche. Su questo principio si fonda l’identità bivalente del formato Gif, che nei Giphoscope in mostra di Okkult Motion Pictures (Alessandro Scali e Marco Calabrese) trova una compiuta espressione. È quasi d’obbligo, dunque, il rimando a quei dispositivi – zootropi e fenachistoscopi – illustrati ne La Nature, la rivista scientifica nata a fine ottocento, rivelatisi preziose fonti d’ispirazione anche per i romanzi-collage di Max Ernst. Se pensiamo alla nascita di questi apparecchi ottici, alla destinazione d’uso originaria che li vedeva capeggiare tra le attrazioni delle fiere di paese, non è possibile trascurarne la natura ludica, peculiarità che li accomuna con la nostra gif: governati dalle medesime dinamiche di ripetizione e battito, invitano metaforicamente lo sguardo a un giro di giostra. È l’eternità, il ritmo del movimento in cui a stento sono distinguibili i princìpi di inizio e fine, a conferire alla gif animata quella leggerezza che intrattiene, culla e comunica con lo sguardo.

STOP AND GO. L’arte delle gif animate
05 aprile – 22 luglio 2016

smART – polo per l’arte
Piazza Crati, 6/7
00199 – Roma (RM)
tel. (+39) 06 6478 1676
e-mail: info@smartroma.org
apertura al pubblico: da martedì a venerdì, 11.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00

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Bill Domonkos, Horsetail Falls, animated gif, 2013

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Carla Gannis, The Garden of Emoji Delights, animated gif, 2013

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Lorna Mills, Where Music is, animated gif, 2015, foto di Francesco Basileo. Lorna Mills appears courtesy of Transfer Gallery, New York and DAM Gallery, Berlin.

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OKKULT Motion Pictures, Alessandro Scali & Marco Calabrese, Excerpt from Filmstudie (1925), Giphoscope, foto di Francesco Basileo

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Gaia Palombo

Gaia Palombo (Latina, 1989) consegue nel 2014 la Laurea Magistrale in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli studi di Roma La Sapienza, con una tesi biografica e storico-critica su Donatella Landi. Nel 2012 svolge un tirocinio presso la Fondazione Pastificio Cerere; nello stesso anno è tra i soci fondatori del collettivo curatoriale IL MURO. Attualmente è caporedattore della rivista bimestrale indipendente di arte, filosofia e cultura visuale IL MURO. È inoltre collaboratore editoriale di Artribune.

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