Subvert the norm! Mauro Folci, SPACE 4235

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Cinismo, o meglio kinismo, quale modus vivendi. Così rinominato da Sloterdijk per distinguerlo dal cinismo come atteggiamento di massa, il kinismo antico è la chiave per una lettura della realtà in ogni epoca storica. Il cinico incarna colui che si oppone alla società, alla norma, tentando una sovversione di pratiche consolidate e perseguendo un modello di vita ad esse alternativo.ì

Parakharattein to nomisma: l’imperativo che dà il titolo alla mostra di Mauro Folci è il responso dell’oracolo a Diogene il Cinico, comunemente interpretato, alla luce del duplice significato di nomisma (moneta, uso con valore di istituzione), come appello alla sovversione e alla professione di un modo di vivere “altro”. “Falsifica la moneta”, ovvero “sovverti la norma”.

Su forti basi teoriche si sviluppa la ricerca di Folci, una narrazione che lui stesso definisce temporalmente stratificata e che dialoga con la filosofia, ma che al tempo stesso propone un discorso fortemente e politicamente radicato nella realtà contemporanea. Le opere in mostra partecipano al discorso sul cinismo, giocando sull’ambivalenza dell’espressione “falsifica la moneta” come sovversione di valori economici e sociali ed esplorando la figura di Diogene e il ruolo del cinico nella società.

Mentre due cartelli luminosi ribadiscono l’imperativo alla sovversione, due copie di incisioni del XVI secolo raffigurano due versioni di Diogene, evidenziando la contrapposizione tra Platonismo e Cinismo. La figura di Diogene letta da Folci attraversa la storia della filosofia, riproponendosi in coloro che hanno vissuto con coerenza e povertà di mezzi le proprie convinzioni teoriche. La sfrontatezza nei confronti dell’autorità costituita e una vita vissuta ai margini trasformano Diogene in una categoria del vivere umano. Questi è ritrovato in un artista di strada dal quale nel 1997 Folci e Simona Barbera, artista e curatrice di SPACE 4235 insieme a Ronny Faber Dahl, acquistano un disegno. Colpito dal rapporto di confidenza che questa figura di emarginato, il contemporaneo Diogene che sta ai confini della società civile, sembra avere con una signora borghese che gli porta da mangiare, Folci nota che il disegno acquistato all’epoca richiama alla mente il gallo nudo, attributo iconografico della figura di Diogene, e lo espone.

È un intervento realizzato con gli studenti dell’Istituto d’arte di Rieti, però, il lavoro più interessante della mostra. Chiamato nel 2005 a lavorare in due classi con gravi problemi disciplinari, Folci propone ai ragazzi un progetto che riflette sulla comunità e l’appartenenza, sulla condivisione e la redistribuzione delle risorse. Coinvolgendo numerosi abitanti, gli studenti raccolgono piccoli oggettini d’oro: il materiale, fuso, crea un unico filo lungo un chilometro, poi diviso in segmenti e ridistribuito alla comunità. Il titolo del progetto, Trasvalutazione, prestato da Nietzsche, allude a una trasformazione dei valori di partenza in qualcosa di altro, un valore comunitario. Folci testimonia che questa esperienza ebbe un’incidenza particolarmente forte sui ragazzi che vi parteciparono. Un progetto collettivo, una forma di arte partecipata nella conflittualità della concreta realtà, che ben incarna la figura dell’artista come cinico, capace di sovvertire le consuete dinamiche sociali.

Un messaggio stratificato, dunque, quello di Folci: non diretto, lineare, ma proprio per questo più pregnante. In una realtà in cui la frontalità è facilmente assimilabile dall’ideologia e dal sistema dominante.

MAURO FOLCI PARAKHARATTEIN TO NOMISMA / FALSIFICA LA MONETA
Dal 4 dicembre 2015 al 5 febbraio 2016
SPACE 4235, via Goito 8 – 16122 Genova
Orari: su appuntamento
Info: +39/392/1684292, space4235@gmail.com, www.space4235.com

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Mauro Folci,  Falsifica la moneta, insegna luminosa, 2015. photo credit: Claudio Pavione, courtesy Mauro Folci e space4235 Il-gallo-di-Diogene_disegno-di-artista-di-strada(firma-non-identificabile)_1997

Il gallo di Diogene, disegno di un artista di strada (firma non identificabile), 1997. photo credit: Claudio Pavione, courtesy Mauro Folci e space4235

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Mauro Folci, Smercio di monete false, documentazione di performance, 2015. photo credit: Claudio Pavione, courtesy Mauro Folci e space4235 Trasvalutazione_2005

Mauro Folci e gli studenti dell’Istituto d’arte di Rieti, Trasvalutazione, filo d’oro lungo 1 chilometro (segmento di 157,60 centimetri), 2005. photo credit: Claudio Pavione, courtesy Mauro Folci e space4235

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