Superflora o dell’anima delle piante, una mostra di Luca Coclite

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Superflora il lavoro di Luca Coclite in mostra alla Nowhere Gallery, inizia dall’incontro con un oggetto più che mai inquietante: un albero-antenna che l’artista ha individuato nascondersi in una zona di campagna da lui frequentata. L’ospite anomalo di questo paesaggio familiare, si presenta immediatamente come una presenza curiosa e controversa su cui l’artista ripone una serie di riflessioni e sperimentazioni.

Un campione dell’albero prelevato da Coclite dopo una tempesta (BTS EST) si mostra come perfetto artefatto tecnologico e insieme come goffa imitazione della natura, con i suoi circuiti elettrici e la sua corteccia di plastica lucida. L’albero antenna è un’affascinante creatura del post-umano, che incuriosisce per la sua natura ibrida, un elemento del paesaggio naturale che cerca di mimare le forme e i colori del suo scenario ma poi è di fatto strumento tecnico progettato per emettere e ricevere onde elettromagnetiche. Questa superflora come appunto il titolo del lavoro rinomina l’albero-antenna, incuriosisce perché è anche uno strumento di connessione, che nel suo meccanismo permette alle persone che vivono intorno a lei di telefonare, di scambiare dati, di navigare in internet. È grazie alla sua funzionalità tecnica che l’albero-antenna prende il suo senso nel luogo in cui si trova, eppure ha bisogno di travestirsi da elemento naturale per essere accettato nel paesaggio. L’albero-antenna è forse prima ospite che intruso, soggetto ai cicli inevitabili che i viventi che lo circondano subiscono, come nel trittico Screaming Trees #3 in cui le antenne elettromagnetiche bruciano a causa dei fulmini. Coclite suggerisce una domanda su come stiamo vivendo il nostro paesaggio familiare, arrivando al paradosso di auto ingannarci con degli artefatti naturali per mascherare degli elementi tecnologici.

Goethe nella Metamorfosi delle piante richiama l’attenzione verso la connessione che esiste tra le parti interne delle piante, di cui una visione distinta è impossibile e arriva così a quel concetto di organismo come di un tutto non divisibile che sarà fondamentale in tutta la riflessione contemporanea sul vivente e che ha le sue origini in quella “sensazione” che gli umani hanno sempre avuto verso le piante, e che si ritrova già in Aristotele, che le descrive dotate di vita, e quindi di anima. Il nutrirsi, il crescere e il riprodursi sono funzioni semplicissime, che vengono svolte – seppur in modi diversi – anche da altri esseri animati, quali gli animali e l’uomo. È questo che ha sempre fatto sentire (prima che pensare) agli umani, le piante come organismi viventi sensibili. L’albero è stato per l’uomo casa, simbolo totemico, protezione, fonte di nutrimento e infinite altre cose, e forse per questo motivo risulta particolarmente straniante, questa superflora che viòla tutti questi ruoli simbolici e rimanda invece al paesaggio antropizzato più sintetico e artificiale, quello del plastico, della riproduzione scenografica, come suggerisce l’opera BTS WIND/3. Una sonda mimetizzata come viene mostrata invece nell’opera Shelter in cui Coclite riprende il pattern mimetico per uso militare, una sonda di cui però non possiamo fare a meno, per far funzionare tutto il nostro apparato tecnologico che è forse il paesaggio che stiamo abitando davvero.

SUPERFLORA
Luca Coclite
a cura di Laura Perrone

28 Settembre – 18 Novembre 2016
Nowhere Gallery
via del Caravaggio 14, 20144 Milano

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SUPERFLORA, Luca Coclite, Installation view, Nowhere Gallery, Milano 2016

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SUPERFLORA, Luca Coclite, Installation view, Nowhere Gallery, Milano 2016

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SUPERFLORA, Luca Coclite, Installation view, Nowhere Gallery, Milano 2016

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SUPERFLORA, Luca Coclite, Installation view, Nowhere Gallery, Milano 2016

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SUPERFLORA, Luca Coclite, Installation view, Nowhere Gallery, Milano 2016

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