Tending to Infinity. Mahal de Man and Chloe Leaper

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Cosa definisce un sodalizio artistico? Mahal de Man e Chloe Leaper descrivono perfettamente la natura di una collaborazione influente attraverso la mostra Tending to Infinity, presso lo spazio Carousel, Londra. Per la prima volta, nel loro percorso artistico, le artiste espongono una serie di lavori che sono stati pensati attraverso riferimenti e interferenze durante il fare artistico. Allo stesso modo, la mostra, funziona quale momento retrospettivo per volgere lo sguardo indietro alle fasi più significative del percorso artistico. Ma, in modo più interessante, Tending to Infinity, esplora le affinità d’intenti artistici in relazione allo spazio, e più ampiamente, a visione cosmiche dell’universo. Entrando in dialogo con loro, ci muoviamo attraverso le opere.

Il primo lavoro, The Great Divide, 2015, sottolinea questa collaborazione, descritta come una stratificazione di fogli di carta, senza cornice, in cui si intersecano le due pratiche artistiche; come un contrappunto attraverso il ritmo delle immagini in mostra, seguono le opere collaborative, Tending To Infinity, 2014 e Untitled, (The Interstellar connection), 2014, che sottolineano il perfetto equilibrio tra tensione delle dimensioni spaziali e una ricerca libera, estetica di nuovi orizzonti. L’interesse di Mahal de Man è teso a esplorare dimensioni cosmologiche, motivata dalla ricerca di spazi infiniti attraverso una visione che giustappone scienza e un moderno sentimento di sublime; il viaggio alla scoperta di rotte inesplorate, è metaforicamente rappresentato da Untitled, 2015, una nave mercantile che avanza nel mare in tempesta. La pratica di Mahal de Man si rivela in primo luogo, nella serie di disegni dal titolo evocativo, appartenenti a una prima fase della sperimentazione artistica: Here Men from the Planet Earth, 2014. Dalla perizia grafica e dall’attenzione al dettaglio, il percorso artistico si evolve nella tecnica del collage, utlizzando per lo più carte, ritagli, immagini di libri, stampe, giornali usati, come per la suggestiva opera – Untitled (Kew Gardens), 2015: una veduta di genere dei meravigliosi giardini botanici reali sullo sfondo di una pioggia stellare nel cielo sopra la Palm House, tra le più importanti architetture vittoriane in acciaio e vetro, ancora esistenti. La tecnica al collage si traduce in una pratica linguistica: la giustapposizione di immagini diventa dispositivo semantico tra il concettuale e il reale, come per Untitled (Perspective) 2014, Untitled (Space Cube) 2014, Untitled (Monolyth) 2014, Untitled (Dark Pyramid) 2014, in cui si concentra la tensione spaziale dell’artista.

In modo simile, Chloe Leaper, ci fa intendere la sua ricerca dimensionale; una pratica che si estende alla scultura e all’installazione, influenzata da teorie dello spazio e alle possibili composizioni del pentagramma musicale, decostruendo la composizione spaziale verso nuove geometrie. Dal trittico 3 Spaces, 2015 emergono forme geometriche fluorescenti e irregolari da superfici opache, ponendo l’accento su un certo contrasto drammatico che sottende la percezione delle opere. E’ in questa vibrazione che s’insinua la forza, l’energica tensione delle linee grafiche: se in una prima fase artistica, a cui appartengono le serie Space Time Slice 1,2,3, Linear Intensities e Linear Potentialitites, 2014, Chloe Leaper si focalizza sul segno e sui vettori spaziali, nelle opere più recenti, il tratto si libera dall’impronta materica, come per la pura astrazione di Phrase 1 e 2, e Phrase 3, 2015, fino a sfumare, quasi come una fusione di piani, in Alignement 1,2,3, 2015. La ricerca artistica, che tiene conto di influenze dall’astrattismo e il minimalismo, si articola attraverso l’interplay di segno, spazio e dinamismo, superando riferimenti soggettivi e della rappresentazione.

Se chiari sono gli aspetti che avvicinano le pratiche di Mahal de Man e Chloe Leaper, la mostra Tending to Infinity è da considerarsi come solo il primo di una serie continuativa di collaborazioni; se emerge l’interesse a esplorare le potenzialità di spazio, natura e cosmo, le artiste ci lasciano intendere il seguito di progetti futuri, estendendo il discorso a scultura e installazione. Rimaniamo in attesa mentre continua la loro pratica intertestuale d’interventi artistici via e-mail.

d.-Untitled---Space-cube

Mahal de Man, Untitled (Space Cube) 2014

c. 3 Spaces

Chloe Leaper, 3 Spaces, 2015

b.-Untitled-(Perspective)

Mahal de Man, Untitled (Perspective) 2014

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è interessata agli aspetti Visivi, Verbali e Testuali che intercorrono nelle Arti Moderne Contemporanee. Da studi storico-artistici presso l’Università Cà Foscari, Venezia, si è specializzata nella didattica e pratica curatoriale, presso lo IED, Roma, e Christie’s Londra. L’ambito della sua attività di ricerca si concentra sul tema della Luce dagli anni ’50 alle manifestazioni emergenti, considerando ontologicamente aspetti artistici, fenomenologici e d’innovazione visuale.

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