La terra vista da Google

Bird river

Alla scoperta della Terra attraverso la Web Landscape Photography di Max Serradifalco. Avvalendosi di una delle tecnologie più utilizzate del nostro tempo (internet e in special modo il quasi monopolista motore di ricerca Google con la sua applicazione Maps) il fotografato palermitano ha virtualmente girovagato per tutto il nostro pianeta alla ricerca di luoghi dalle caratteristiche molto diverse fra loro, ma soprattutto alla scoperta di un nuovo modo di osservare e reinterpretare ogni angolo della Terra.

Hai iniziato la tua carriera come fotografo paesaggista, raccontaci come è nata l’idea di fotografare la terra dall’alto?
Essendo già un fotografo naturalista osservavo le mappe satellitari su Google Earth alla ricerca di parchi naturali, in giro per il mondo, da poter un giorno visitare. Contemporaneamente facevo il grafico presso una nota azienda siciliana, e a causa dei troppi impegni lavorativi il tempo per fotografare era davvero limitatissimo, figuriamoci trovare il tempo per organizzare un viaggio nei famosi parchi americani o africani! Quindi, sia per l’occhio da fotografo, sia per le competenze grafiche, nell’arco di tre mesi ricordo di aver elaborato il concetto e di essermi convinto dell’idea che oggi si può essere un vero fotografo paesaggista attraverso l’uso del satellite.

Le opere di Max Serradifalco, che nel 2012 è stato premiato agli International Photography Awards di Los Angeles, riprendono un lavoro di sperimentazione sull’utilizzo dei satelliti iniziato da Naim June Paik negli anni sessanta e proseguito da molti altri artisti come Douglas Davis, Kit Galloway e Sherrie Rabinowitz che hanno utilizzato la comunicazione a distanza per realizzare le loro opere nelle quali si creava un forte rapporto d’interazione fra l’artista e il pubblico. È con lo stesso media e con la stessa voglia di trasportare il pubblico in un meraviglioso viaggio virtuale che Max realizza le sue immagini passando dall’Australia, alla Tanzania, alla laguna di Venezia, alla Siberia, alla Groenlandia, alla Polinesia dove ha addirittura scoperto un lembo di terra uguale alla sua Sicilia. Osservando le immagini satellitari che Max ha selezionato non si può che rimanere incantati dai vari paesaggi raccolti che a prima vista ricordano astratti quadri ricchi di materia. Quella materia non è altro che il nostro territorio che oggi, grazie alle nuove tecnologie, ma soprattutto al lavoro di Max possiamo sentire più vicino e apprezzarlo con maggiore sensibilità.

Il tuo è anche un lavoro di sensibilizzazione, qual è il messaggio che vuoi lanciare attraverso queste immagini?
Ogni fotografo di natura s’impegna a rappresentare le meraviglie del Creato al fine di sensibilizzare gli uomini a una maggiore tutela della Terra. Quando io scatto attraverso il satellite invece, voglio andare oltre! Mi affascina un’idea: quella di riuscire a decifrare, seppur attraverso la mia mente, un linguaggio scritto dalla Terra.

La cosa particolare del lavoro di Max è che nonostante abbia osservato e fotografato i vari angoli della Terra tramite il computer e satellite, ha deciso di non contaminare queste bellezze con l’utilizzo di ulteriori mezzi digitali, lasciandole integre nella loro purezza e nella loro splendida unicità. Da quest’estate le opere di Max Serradifalco sono esposte con grande successo in una serie di mostre collaterali  ai più importanti Festival del Cinema Italiani. Uno degli ultimi appuntamenti è stato dal 16 al 25 ottobre al Festival Internazionale del Film di Roma, e i prossimi saranno giugno 2015 ai David di Donatello, al Taormina Film Fest e ai Nastri D’Argento.

Bird river

Max Serradifalco, Bird River, Web Landscape Photography

The puff of Abu DhabiWeb Landscape Photography_Max Serradifalco

Max Serradifalco, The puff of Abu Dhabi, Web Landscape Photography

Thorn bushWeb Landscape Photography_Max Serradifalco

Max Serradifalco, Thorn bush, Web Landscape Photography

The scream of the desert_Web Landscape Photography_Max Serradifalco

Max Serradifalco, The scream of the desert, Web Landscape Photography

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