The Disasters

Filippi Maurizio OGM-170x200-tecnica mista su tela

Prima di varcare la soglia della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino e visitare “The Disasters – Il tempo della Rinascita” mi sono posta questa domanda: “che cosa s’intende per disastri?”. Pensandoci attentamente “disastro” è un termine forte, forse un po’ generale e per questo difficile da rappresentare, ma non è stato così. Data, come filo conduttore della mostra, la celebre frase del matematico Edward Norton Lorenz, “Può, il batter d’ali di una farfalla in Brasile, provocare un tornado in Texas?”, gli artisti interpellati hanno sviluppato e denunciato il “disastro” che ciascuno di loro covava nel cuore. Ci si ritrova così di fronte a opere di vario genere che introducono varie tematiche, ma accomunate dal dolore della consapevolezza che, quello che purtroppo si sta osservando, è una finestra verso la realtà.

Filippi Maurizio OGM-170x200-tecnica mista su tela

Filippi Maurizio, OGM, tecnica mista su tela
 

Un enorme volto femminile buttato sul fianco e visibilmente percosso, due occhi sbarrati e svuotati di tutto; la donna rappresentata da Diego Pomarico non ha più pensieri, forza o speranza, è diventata un contenitore vuoto, a cui fa eco la frase sottostante “ti senti meglio adesso?”: questa l’opera che accoglie il visitatore introducendo la tragedia della violenza sulle donne. Seguono a ruota molteplici temi, come l’istantanea pittorica di Alba Argenziano che mette su tela una lotta interiore tra l’anima che vuole mantenere la propria dignità e la “malattia” che danneggia il corpo, la contrapposizione tra “distruzione e costruzione” nelle fotografie di Bruno Gallizzi in cui l’infanzia innocente è spettatrice dei disastri umani, l’analisi satirica di Nicoletta Nava sugli “effetti collaterali” del moderno bisogno di apparire attraverso un’irriverente rivisitazione di due capolavori botticelliani con una “Venere” completamente rifatta dalla chirurgia estetica e una nuova “Primavera” completamente inquinata.

Pomarico Diego , Ti senti meglio adesso 200x200 acrilico su tela

Pomarico Diego, Ti senti meglio adesso, acrilico su tela
 

Vengono poi affrontate tematiche ambientali come l’inquinamento rappresentato, ad esempio, dall’installazione di Mario Giammarinaro che vuole ricordare il tragico incidente del 20 aprile 2010 nel Golfo del Messico quando una marea nera avvolse e uccise l’ecosistema marino della zona, o la violenza sugli animali che l’artista Arte-mide ha messo su tela attraverso due cruenti immagini rappresentanti la vivisezione di un gatto e l’uccisione di un cucciolo di foca. Maurizio Filippi denuncia invece la dannosità degli alimenti OGM infilzando una bistecca gigante con diverse siringhe dal contenuto colorato, Davide Giuva rappresenta la corsa agli armamenti, Laura Cerfeda dipinge il dolore dei monaci immolati per la liberazione del Tibet e Beppe Bertinetti rispolvera le ferite, mai rimarginate, inferte dal terrorismo l’11 settembre 2001.

Gallizzi Bruno , Deconstruction I 64X34 stampa su carta fotografica opaca

Gallizzi Bruno, Deconstruction I, stampa su carta fotografica opaca
 

Queste sono solo alcune delle opere che hanno dato vita a questo struggente evento espositivo reso possibile grazie all’appoggio d’importanti associazioni di volontariato come il premio Nobel per la pace IPB – International Peace Bureau di Ginevra, Lega Ambiente Piemonte e Valle d’Aosta, AVO – Associazione Volontari Ospedalieri, Barka Onlus, Bioarmon, Engim Piemonte, Gados – Gruppo Assistenza Donne Operate al Seno, Il cerchio degli uomini, Luce per la vita. Un’esposizione artistica basata dunque sul “disastro”, ma circondata e protetta da un’aurea benefica che si allargherà, per l’edizione del 2014, con la partecipazione di WWF, LAV e Greenpeace.

Pellegrino Lorena,  Intimità violata 50x33, stampa fotografica

Pellegrino Lorena,  Intimità violata, stampa fotografica
 

Una mostra, questa, che squarcia con intelligenza quel velo di mondanità, perbenismo e omertà, con cui la società ci avvolge e che, attraverso una “presa di coscienza”, reintroduce nell’animo del visitatore il diritto al disgusto e al diniego per i disastri che sono entrati subdolamente a far parte della nostra quotidianità. Pertanto mi chiedo “se il battito di una farfalla in Brasile può provocare un tornado in Messico, potrà allora una mostra d’arte contemporanea aprire gli occhi di un’umanità schiacciata dai disastri?”: è tempo di rinascere.

Nava Nicoletta, La rinascita di Venere, 111x70 elaborazione  digitale, grafica di Francesca Pace

Nava Nicoletta, La rinascita di Venere, elaborazione  digitale, grafica di Francesca Pace
 

THE DISASTERS – Il tempo della Rinascita
direzione artistica di Sabrina Sottile
Torino, Biblioteca Nazionale Universitaria
6 novembre – 26 novembre 2013

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Noemi Eva Cotterchio, vive e lavora a Torino, laureata in Culture Moderne Comparate presso l’università degli studi di Torino, si dedica alla critica e alla “comparazione” delle arti in quanto frutto della passione umana. Attratta da ogni forma d’arte possibile, dalla pittura alle installazioni moderne, dal balletto classico alle performance di improvvisazione, è sempre alla ricerca di quella sottile impronta lirica e personale che rende unica e sublime un’opera artistica.

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