The Jungle Book: la didattica neoliberista secondo Jan Peter Hammer

The Jungle Book HD-Video, 12 min., 2013.

The Jungle Book è un video di Jan Peter Hammer liberamente ispirato all’esperienza di Sesame Street (Sesamo Apriti in Italiano) – programma per ragazzi originariamente prodotto dalla National Educational Television – e prende il titolo dal famosissimo libro dello scrittore premio Nobel per la Letteratura Rudyard Kipling. The Jungle Book è stato realizzato in occasione del festival Steirischer Herbst nella città di Graz, per poi passare nella sezione Film dell’ultima edizione di Art Basel.

The Jungle Book HD-Video, 12 min., 2013.

Jan Peter Hammer, The Jungle Book HD-Video, 12 min., 2013
 

Il video ha come protagonisti cinque pupazzi ricavati da altrettanti calzini colorati che danno vita a un discorso sul funzionamento del sistema finanziario ai giorni nostri. Nel video emerge la figura dell’anziano oratore che, nei sui lunghi monologhi, sostituisce alle tematiche di matrice socialdemocratica dell’originario Muppet Show americano quelle basate sulla competitività finanziaria dei giorno nostri. The Jungle Book presenta, in formato didattico, quelle che sono le teorie liberiste sulla “privatizzazione della valuta” e quali regole dovremmo seguire per aumentare la crescita produttiva. Come in ogni lavoro di Jan Peter Hammer per entrare nel vivo del discorso bisogna addentrarsi in un reticolo di riferimenti ipertestuali. Il titolo, The Jungle Book è un riferimento esplicito a Kipling e alla cosiddetta “pax britannica” a quella norma coloniale, imposta dagli inglesi, che si faceva carico di civilizzare i popoli conquistati. Kipling veicolava, attraverso i suoi testi, l’idea che vi fosse la necessità di mantenere una disciplina etica in grado di regolare i comportamenti dei popoli conquistati.

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Jan Peter Hammer, The Jungle Book HD-Video, 12 min., 2013
 

In The Jungle Book l’incedere del discorso dell’anziano pupazzo prende a prestito le formule e la prassi del discorso didattico per arrivare al punto in cui non vi è possibilità di replica. Le rimostranze dei giovani ascoltatori non sortiscono alcun effetto, non rappresentano un valido contraddittorio e vengono ingoiate dalla funzionalità pragmatica delle teorie neo-liberiste. Così come con la “pax britannica”, anche con il moderno capitalismo, ridefinito dalla finanziarizzazione, si viene ingabbiati in un meccanismo basato su azioni non negoziabili e di conseguenza apparentemente necessarie. L’intero discorso di The Jungle Book, anche questa volta frutto della collaborazione tra Jan Peter Hammer e della critica d’arte e sceneggiatrice portoghese Ana Texeira Pinto, porta sostanzialmente a un punto di non ritorno in cui il dogma della competitività ha oramai spazzato via qualsiasi altro valore.

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Jan Peter Hammer, The Jungle Book HD-Video, 12 min., 2013
 

Alle domande che emergono da The Jungle Book sul costo dei beni comuni, oppure sugli effetti dello spostamento di capitali nelle economie emergenti, non vi sono risposte ma soluzioni. Tutto è risolvibile con la competizione monetaria e le privatizzazioni. La necessità di una didattica neo-liberale (deve essere congruente, o liberale o liberista) ripercorre l’idea stessa della necessità etica di Kipling. Un sistema che si regge sul ricatto e che nessuno sembra possa mettere in discussione. Il video è pensato per un display a schermo con audio in cuffia in modo da enfatizzare la frontalità del messaggio. Il paradosso di The Jungle Book viene rafforzato cinematograficamente e sfrutta una narrazione che è un finger trap, ovvero un discorso che consolida il suo pensiero autoritario sfruttando la veemenza delle stesse spinte contrarie.

Vincenzo Estremo

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