The Perfect Tannery, storia di un’altra immagine

copia-di-the-perfect-tannery-genius-loci-press6

The Perfect Tannery è un racconto popolare, una pellicola che rilascia gradualmente luce bagnata di corpi tesi e vapori colorati, impronte storiche e gesti fieri, che si muove rasoterra o poco più in alto, e si legge in due lingue, a colori e in bianco e nero, mentre il paesaggio fuori scorre senza nostalgia e diviene protagonista.

Atipografia celebra così la valle del Chiampo, il più esteso e importante distretto della concia in Italia, lasciando che lo spazio mentale, sentimentale, viva quello fisico, cristallizzato in scatti dalla metafisica inedita: Stuart Franklin con Water si abbandona all’elemento naturale e alla geometria evocativa di linee e profili netti, al fiume che porta all’impianto di depurazione, isolandoli attraverso un gioco astratto di piani ravvicinati e campi lunghi, mentre luci e ombre, morbide, segnano i volumi definendone la sostanza; la parete espositiva centrale diviene allora premessa ideale del viaggio ‘esotico’ tutto intorno. È qui che Mark Power concede a macchine e impianti una possibilità iconica – “ho preso le distanze dal processo e mi sono concentrato, con la libertà artistica che mi è stata concessa, su come questo potesse essere tradotto in immagini che potessero durare nel tempo” – un ritmo sospeso, trattenuto. Stringe mani guantate che poi ci presenta anonime, apre cassetti di segni distintivi e ricordi personali, orienta l’obiettivo sulla materia stesa che sfila appesa a testa in giù, imperfetta, munito di fotocamera fissa e mobile: Tanneries si muove all’interno di otto concerie e un impianto chimico, seconda voce di un progetto esteso, nato da un’idea di Gaetano Castellini Curiel e curato da Elena Dal Molin e Lynda Scott. Arzignano si specchia nelle sue acque per riconoscersi, e farsi conoscere. È il Genius Loci che Luca Peruzzi tramanda attraverso fotografie d’archivio, voci che raccontano un’altra storia, prima di mostrarci lo spettacolo nuovo. Il prima e il dopo, gli anni ’70 e oggi, dalle scritte di protesta a un modello di industria consapevole, terminus radioso che non ostenta ma si lascia spiegare, e lo fa perfettamente, quando stupore e fascinazione si mischiano ai rumori di fondo e colpisce l’immediatezza, dalla prima all’ultima riga.

Ecco come cose e manufatti, fasci di cavi e pareti fredde, acciaio e calce viva rechino visibile il segno delle mani, dell’uomo e delle sue idee, della fatica di un atto chirurgico che plasma e trasforma, prima di tutto la storia e i suoi progressi, così che la civiltà delle macchine continui a far parlare di sé. L’arte si conferma bene rifugio della scienza esatta, di un’eccellenza che ha conquistato il mondo, di una nuova identità, fantasma dell’opera. Nel frammento allora si percepisce il tutto, nella sagoma si intravede l’individuo.

The Perfect Tannery
Atipografia – via campo marzio, 26, 36071 – Arzignano (VI)
Fino a domenica 18 dicembre 2016. Dal lunedì al venerdì: 10.00-12.30; sabato e domenica: 16.00-19.00

the-perfect-tannery-genius-loci-press2 the-perfect-tannery-genius-loci-press3
the-perfect-tannery-genius-loci-press6

Tutte le immagini: Genius Loci © Luca Peruzzi

The following two tabs change content below.

Rispondi