The possibilities of living – Part II

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Prosegue la nostra indagine su Resò, il nuovo modello di residenza nato in Piemonte e sostenuto dalla Fondazione  per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT insieme alle istituzioni del sistema dell’arte contemporanea del territorio. Innovativo perché, al centro dei suoi obiettivi, non pone obbligatoriamente la produzione artistica da parte dei “residenti”, ma si configura come esperienza formativa, come riflessione sul “risiedere”.
Dopo la narrazione degli artisti IN, gli artisti stranieri arrivati in Italia per svolgere la loro ricerca, ascoltiamo le voci, le impressioni e le suggestioni di Franco Ariaudo e Cosimo Veneziano, che si sono confrontati rispettivamente con i territori di Nuova Delhi, presso  Khoj, International Artist Association  e di Calì in Colombia presso  Lugar  a Dudas.

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Franco Ariaudo, pom poms, 2013
 

Franco Ariaudo
Ho trascorso le sei settimane della residenza Resò presso la Khoj International Artist Association a Nuova Delhi. Durante questo periodo ho svolto una ricerca incentrata sull’utilizzo mediatico del corpo femminile nell’intrattenimento sportivo di massa, in particolare sul ruolo delle cheerleaders negli stadi indiani di cricket.
Pom-Poms è un progetto che nasce dalla frequentazione degli spalti, tra l’incontrollabile eccitazione, i sudori e le bibite gassate del  Feroz Shah Kotla Stadium di New Delhi e si concretizza in diverse forme – pittura, installazione e fotografia – realizzate in collaborazione con maestranze locali.
Facendo  leva sulle contraddizioni e i paradossi di queste inedite pratiche di spettacolarizzazione, in un paese dove viene duramente biasimata ogni forma pubblica di contatto fisico tra persone di sesso diverso, il progetto si sviluppa attorno a un’idea di “sportificazione” del corpo della donna, attraverso l’utilizzo di una forma atletica tipicamente americana, che trova nella versione “indianizzata” la sua accezione più voyeuristica e ammiccante.

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Franco Ariaudo, pom poms, 2013
 

Che tipo di rapporto o di differenza c’è tra il sistema dell’arte contemporanea in Piemonte e quello del paese dove hai vissuto l’ esperienza di residenza ?
E’ una domanda complessa… è infatti difficile provare a mettere in dialogo il sistema dell’arte in una regione come il Piemonte con quello ben più ampio dell’India. Posso però dire che in qualche misura le dinamiche di un certo sistema dell’arte indiano (per lo meno quel poco che ho avuto modo di vedere) sono vicine all’impostazione occidentale, in particolare per quel che riguarda il suo essere calato in un tessuto urbano e sociale mutevole e caleidoscopico dove spesso la divergenza tra il “dentro” e il “fuori” dagli spazi protetti dell’arte è talmente ampia da generare inevitabili stridori sui quali risulta difficile non interrogarsi.

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Franco Ariaudo, pom poms, 2013
 

Cosa significa per un artista essere “residente” in un posto e vivere in un luogo ?
Per chi come me non ha una pratica “da studio” ma predilige lavorare misurandosi con la specificità dei luoghi quella della “residenza” è una dimensione necessaria, oltre che auspicata. Questo però comporta un certo spirito di adattabilità e una pratica piuttosto “elastica”.
L’aspetto più complesso tra le varie fasi di lavoro del mio progetto in India l’ho riscontrato durante le  battute iniziali, quando cercavo di capire a quale livello porre il mio sguardo di artista occidentale, che si relazionava con una realtà sociale precisa. Sul perché volevo focalizzare la mia attenzione proprio su una determinata questione, e le motivazioni che rendevano questa questione così cruciale ai miei occhi. Durante l’analisi e la constatazione sul come il senso del mio lavoro poteva mutare, trasformarsi e subire deviazioni  generando cortocircuiti lungo dinamiche spesso fuori controllo.

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“Los contrabandistas copiaron una escultura de mucho valor”, lecture, Lugar a Dudas, Calì, 2013 
 

Cosimo Veneziano
Il progetto per la residenza di Resò è la continuazione di una mia ricerca iniziata intorno al 2010 sulla relazione tra storia, monumento e archivio.  Il progetto nasce dopo aver visto e riflettuto su alcune parole chiave presenti nella mostra Calcos  allestita a Lugar a dudas nel corso della mia residenza e dove sono state presentate ‘copie’ di famose opere d’arte contemporanea.
Partendo proprio dall’idea di copia, assenza e presenza dell’opera, ho ideato  una sorta di  “guida” riunendo insieme altrettante “copie” di monumenti e architetture sparsi in differenti luoghi di Cali. Una cartella che riunisce 40 disegni che percorrono su una linea temporale le 6 settimane di residenza.

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“Los contrabandistas copiaron una escultura de mucho valor”, publication, Lugar a Dudas, Calì, 2013
 

Che tipo di rapporto o di differenza c’è tra il sistema dell’arte contemporanea in Piemonte e quello del paese dove hai vissuto l’ esperienza di residenza ?
Il sistema dell’arte contemporanea colombiano è un sistema recente. Molte iniziative partono dal “basso” organizzate da artisti, in particolare Lugar a dudas è uno spazio curato e gestito interamente d’artisti. Un aspetto questo, che si presenta anche in molte altre realtà europee e residenze internazionali e che non è facile da mettere a confronto con il contesto più istituzionale piemontese. Credo però – come ha già scritto Pierluigi Sacco – che al fine di mantenere il territorio sulle mappe internazionali dell’arte sia necessario continuare a promuovere la mobilità e l’incontro tra artisti, evitando che il sistema imploda su se stesso.

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“Los contrabandistas copiaron una escultura de mucho valor”, publication, Lugar a Dudas, Calì, 2013
 

Cosa significa per un artista essere “residente” in un posto e vivere in un luogo ?
Le residenze ti permettono di “vivere” i luoghi, soprattutto di lavorare in quei luoghi. In questo periodo storico dove l’incertezza sia economica che politica dilaga, avere la possibilità di abitare e conoscere altri “contesti” è quanto mai auspicabile, soprattutto per gli artisti. Conoscere ambiti culturali in crescita ti permette di aggiornarti e approfondire una riflessione su ricerche e progetti distanti ma quanto mai attuali. E’ solo attraverso una costante mobilità che s’ innescano meccanismi di sviluppo, innovazione e confronto.

Leggi qui la prima parte di The possibilities of living.

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Stefania Crobe

Si specializza in educational management per l’arte e collabora con diversi musei e istituzioni culturali, all’estero e in Italia, da ultimo la Gam e il Pav di Torino. Con un interesse per le funzioni e i processi condivisi delle pratiche artistiche nella società, approfondisce le dinamiche del management culturale e dell’economia della conoscenza come membro di SusaCulture, curando progetti inerenti l’arte e la sfera pubblica. Ha svolto attività di ricerca presso Cittadellarte-Fondazione Pistoletto.

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